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Parto Cesareo Programmato: Mamme di Serie B?

Quante volte voi avete sentito dire che chi partorisce con il parto cesareo programmato si perde il bello di procreare un figlio? Esistono mamme di Serie B?

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

14 Aprile 2015

Noi di Vita da Mamma ci siamo spesso occupate (come si evince dal nome) di maternità e di parto, che fosse esso naturale o parto cesareo programmato.

Gli articoli a divulgazione scientifica sull’argomento si profondono in internet, e per le mamme “web-addicted” trovare informazioni su come, dove, quando, come e perché partorire oramai è quasi una prassi consolidata.

 Parto Cesareo Programmato: per mamme meno coraggiose?

parto cesareo programmato

Anche nel gossip ci si è spesso occupati di parti e gravidanze Vip, non ultimo la seconda gravidanza della Duchessa di York, nonché consorte del futuro re d’Inghilterra, Kate Middleton (anzi a giudicare dal tempo mentre scrivo il piccolo potrebbe anche essere nato).

Ovunque però quando si parla di parto cesareo programmato, che sia in articoli scientifici, che in quelli più leggeri, si legge, si intende sempre una certa diffidenza nelle mamme che, loro malgrado o per scelta partoriscono con un intervento.

Parto cesareo Programmato e religione

parto cesareo programmato

Inutile poi parlare della visione di alcuni gruppi cosiddetti credenti, semipraticanti o cattolici ortodossi (non che io voglia sminuirne la fede, assolutamente me ne guarderei bene) che quando sentono parlare di Parto cesareo programmato strabuzzano gli occhi, torcono il collo di 360° che neanche Linda Blair nel famosissimo film che non voglio neanche menzionare proprio per non accostare con cattivo gusto la fede ai film splatter.

Ne avevamo già scritto proprio in un recente articolo, che aveva preso spunto da un articolo del Daily Mail che prendeva di mira una sedicente comunità religiosa che aveva sparato a zero contro le mamme che partorivano con un parto cesareo programmato.

Peccatrici, le aveva apostrofate questo padre della setta, Pigre, negligenti, Madri di Serie B.

Ma sono davvero madri di Serie B quelle che mettono al mondo il loro figlio con un parto cesareo programmato?

Del fatto che la gravidanza non sia una patologia (ma uno stato interessante infatti) ne siamo certi tutti, esperti, mamme e gente comune.

E che per partorire non sia necessaria una sala operatoria, tantomeno un’intervento chirurgico è assodato, e medici ed esperti lo gridano a gran voce (vedi le linee guida per un parto cesareo consapevole dal quale avevamo preso spunto nel nostro precedente articolo Parto Cesareo o Naturale: Pro e Contro).

Ma che addirittura le mamme possano essere additate di essere “inferiori” rispetto a quelle che “partoriscono con dolore” sfidando persino l’analgesia epidurale, beh, forse questo è un tantino esagerato.

 

Mi rammarico anche quando sento le mamme che dicano “Non c’è niente di più bello nel provare quel dolore, che ti dà poi una gioia immensa”.

Io non oso immaginare come fossero le operazioni ai tempi in cui non c’era l’anestesia ad esempio.

Sicuramente partorire è assai diverso, ma non per questo il progresso medico deve essere lasciato fuori dalla sala parto.

Se qualche mamma decidesse, se non per un parto cesareo programmato, per una sana meravigliosa anestesia epidurale per mettere al mondo il suo piccolo non la troverei meno coraggiosa delle altre che hanno fatto una scelta di “dolore”.

Parto cesareo Programmato: quando è necessario

parto cesareo programmato 01

Quanto al parto cesareo programmato, quello è discorso che merita un’altra riflessione.

Ammesso che questo è un intervento che deve essere lasciato alla discrezione del medico e non della mamma per i suoi “futili” motivi, il parto cesareo programmato ha salvato la vita a tante donne e a tanti bambini nel mondo e nel tempo.

Sofferenze, patologie croniche come il diabete, bambini troppo grossi, posizioni improbabili, sono tutte condizioni in cui ogni medico con un po’ di cognizione consiglia il parto cesareo programmato.

Il parto cesareo programmato in casi come questi non va e non deve essere visto come una mancanza di coraggio ma come una necessità.

Guai se non fosse così.

E se foste voi una mamma che ha subito questo intervento, non vi sentireste forse mamma al pari di tutte le altre che hanno abbracciato il loro piccolo dopo un parto naturale?

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