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Carenze di affetto materno e obesità infantile

di Dott. Giuliano Gaglione

22 Aprile 2011

Riempire di affetto, coccole, baci e carezze per i bambini rappresenta una fonte inimmaginabile di gioia sia per i genitori che per i figli stessi: personalmente reputo che non ci sia nulla di più amorevole per un genitore che tornare dopo una faticosa giornata di lavoro e riempire di affetto il proprio pargolo, accorgendosi che da un lato la  stanchezza magicamente si esaurisce e dall’altro che il piccolo esprime contentezza e allegria nel ricevere tante attenzioni da parte dei genitori.

Oltre alle emozioni positive che scaturiscono dalle coccole principalmente delle mamme, i bambini che godono di questa oasi policromatica fatta di baci e carezze possono anche rispettare una corretta dieta alimentare, sviando di conseguenza problemi legati al cibo,

In particolare si è riscontrato che i bambini che non sono circondati da affetto e attenzioni soddisfacenti possono andare incontro a  problemi di peso, in particolare obesità.

Tale affermazione è la risultante di una ricerca condotta presso l’Università dell’ Ohio negli Stati Uniti e pubblicata su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, nella quale sono stati reclutati 6.650 bambini con le rispettive madri e sono stati seguiti per un periodo intercorrente tra i 24 mesi e i 7 anni circa di età. Sono stati monitorati sia l’alimentazione che il rapporto di coppia appuntando maggiormente l’attenzione sulle modalità attraverso cui le madri reagivano alle espressioni emozionali dei loro piccoli.

I risultati di questa ricerca mostrano che, eliminando anche tutte le eventuali variabili di disturbo, i bambini con carenze affettive possedevano un indice di massa corporea superiore alla media in base sia al genere che all’età.

Secondo l’autrice dello studio, la Dr.ssa Sarah Anderson, se nei primi 24 mesi di vita il bambino riceve poche cure, ha una probabilità del 30% superiore di diventare obeso rispetto ad un bambino coccolato.

Questa carenza di affetto da un lato può generare stress evidenziato da sintomatologie tipo ansia, paura e rabbia le quali provocano conseguenze negative sulle regioni cerebrali responsabili del controllo della fame e del cibo.

Dall’altro lato è importante anche indagare sul significato psicologico sottostante l’ipernutrizione, ovvero il mangiare molto equivale a realizzare una sazietà diversa da quella affettiva; il bambino utilizza spesso inconsapevolmente questa “strategia” per poter compensare un digiuno affettivo non sempre saziato.

Io sposo senza alcuna riserva il detto: “volere è potere”: se una cosa vogliamo ottenerla davvero, facciamo il possibile affinchè ciò avvenga; dunque se ci atteniamo a questo detto dobbiamo prendere atto che se alla base di ogni azione c’è la volontà, noi cerchiamo in qualunque modo di raggiungere l’obiettivo prefissato; figuriamoci se sostituiamo la parola “volontà” con “amore”, figuriamoci come risulti naturale fiondarsi sulla gioia della nostra vita e riempirlo di affetto, cure e in tal modo  trasmettere in maniera autentica e limpida, tanto, ma tanto amore.

 

 

 

 

 

 

 

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