Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Episiotomia, cicatrice e sesso

Redazione VitaDaMamma

di Redazione VitaDaMamma

24 Maggio 2010

Per accogliere le nostre creature il corpo di noi donne si trasforma e per darle alla luce si “apre” liberando la vita.

Il corpo di ciascuna mamma risponde a suo modo alla gestazione ed al parto.
È difficile che l’esperienza fisica della maternità non lasci alcun segno sul corpo della donna. In questo senso noi mamme dobbiamo fare i conti con le tracce che la gravidanza lascia materialmente su di noi e decidere come affrontarle.

Per la neomamma, le alterazioni fisiche che conseguono alla nascita di un bambino possono portare con sé un disagio psicologico.

Ed è questo il vero problema!

Quando la mamma si disaffeziona al proprio corpo perde di vista la sua bellezza e nasconde a se stessa la luce della maternità.
Chi entra in contatto con una neomamma non sempre coglie  in pieno questo aspetto intimo e delicato del puerperio.
Vista dall’esterno una mamma è sempre bella;
per il solo fatto di essere madre è meravigliosa anche nella sua nuova fisicità. Noi donne sappiamo bene che il rapporto maternità – bellezza non è poi così semplice!

Un’impronta del parto difficile da metabolizzare è la cicatrice dell’episiotomia.

Che cos’ è l’episiotomia?
È il taglio praticato sull’imbocco della vagine per facilitare la nascita del bambino.
Dal punto di vista medico la cicatrice è il tessuto prodotto dalle cellule specializzate. È la naturale risposta del corpo ad una ferita, infatti il tessuto che le cellule specializzate producono si forma proprio per rimarginare una lesione. Tuttavia il nuovo tessuto è meno elastico, quindi ha una diversa consistenza.
Quando la cicatrice si trova in una zona tanto privata può mettere a disagio la neomamma nell’intimità.

La cicatrice può condizionare l’intimità della donna anche quando non si sente materialmente, non fa male e non brucia. In questi casi è il segno di un disagio, il precipitato dello stravolgimento del parto e dell’arrivo del bambino.
La maternità investe anche la vita sessuale di una coppia, tornare tra le lenzuola per i maschietti è normale, ma per noi donne sarà come una seconda verginità. Il sesso ci rimette in contatto con la femminilità e rimette in discussione il nostro corpo come strumento dell’eros e della passione. Insomma fare l’amore con il nostro partner ci ricorda che siamo femmine oltre che mamme. Ed ecco che la cicatrice può dare fastidio.
È la memoria di un diverso essere donna e sta lì anche quando dovremmo lasciarci andare all’amore senza pensare a niente altro.

Con il tempo capiremmo che non è un limite, né la cicatrice o ogni altro difetto fisico, né la maternità in se stessa. Il vero limite è nella accettazione di un nuovo rapporto di coppia che sia capace di fondere ed equilibrare tra loro gli affetti personali e quelli familiari.

Una donna non deve darsi fretta o forzarsi, amerà il suo uomo quando sarà pronta e serena. I compagni devono sapere e capire che il corpo della donna ha necessità di riequilibrarsi e riassestarsi, devono dare alla neomamma il suo tempo per ritornare ad assaporare il desiderio e riaprirsi a certe affettuosità.
La prima regola in amore è vivere secondo le indicazioni del cuore. Perciò mammine seguite le vostre emozioni e parlatene ai vostri compagni. Sono uomini e non conoscono tanti risvolti dell’animo femminile, ma non è detto che non possano capirci ed aiutarci. Dialogare è il miglior modo per crescere come coppia e come genitori!

Leggi anche

Seguici