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Michelle Hunziker in TV: Scoppia il caso ‘Alienazione Parentale’

Michelle Hunziker a Rai3 parla della Sindrome da Alienazione Parentale e di una proposta di legge della sua associazione. Valanga di critiche sull'argomento

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

19 Maggio 2015

La settimana scorsa Michelle Hunziker, ospite da Fabio Fazio alla trasmissione di Rai3 “Che tempo che Fa” ha fatto infuriare femministe e avvocate parlando della sindrome da Alienazione parentale, o PAS.

Michelle Hunziker parla della PAS (Sindrome da Alienazione Parentale)

alienazione parentale

La showgirl, oltre a condurre trasmissioni leggere, e avere partecipato a film e commedie, è da qualche anno in prima linea per difendere i diritti delle donne grazie alla creazione di un’associazione dal nome “Doppia Difesa”, che si occupa di difendere appunto le donne e le vittime di soprusi, anche sollecitando proposte di legge per “colmare le lacune del panorama normativo” come si legge anche sul loro sito.

Michelle però è incappata in un errore terribile e a seguito dell’intervista si sono alzate le voci e le proteste di altre donne, che hanno accusato la showgirl di diffondere notizie false e tendenziose.

La Gaffe di Michelle Hunziker sulla Alienazione Parentale (Pas)

La Hunziker avrebbe infatti detto ai microfoni di Fazio che la sua associazione si sta battendo per una legge sull’alienazione:

“Quando i genitori si separano il figlio spesso diventa un’arma di ricatto, non solo il figlio soffre tantissimo perché non riesce più magari a vedere il papà, o addirittura viene talmente alienato, che gli viene una sindrome che si chiama Pas, che è una sindrome a tutti gli effetti che è una sorta di abuso, di violenza….ma anche il genitore alienato, non c’è una legge in Italia che protegge il genitore alienato” aveva commentato.

(guarda l’intervista integrale qui)

La Sindrome da Alienazione Parentale

Questa sindrome è stata per la prima volta discussa del dottor Richard Gardner intorno agli anni ’80.

Egli aveva descritto disordini osservati in bambini che venivano indottrinati da parenti per denigrare altri, come nel caso di un divorzio burrascoso, quando il figlio viene coinvolto dai genitori che si disputano il suo amore cercando di far odiare l’altro.

Secondo il medico americano la Pas è caratterizzata da sintomi precisi che includono la denigrazione e il disprezzo verso un genitore, la mancanza di ambivalenza, l’asserzione che la decisione di rigettare l’altro parente sia la propria, la mancanza di supporto riflessivo a favore di entrambe i genitori in conflitto, la mancanza di senso di colpa nei confronti del genitore alienato, la denigrazione estesa al genitore e alla famiglia e agli amici di quest’ultimo.

In effetti però questa condizione non è mai stata considerata una sindrome dalle autorità mediche americane quali l’ American Psychiatric Association, che si occupa di stilare il ‘famigerato’ Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM), ovvero il manuale dei disordini mentali, considerata la Bibbia della Psichiatria Mondiale.

In pratica la Sindrome da Alienazione Parentale non esiste.

In Italia ci fu un gran parlare della Pas durante un episodio di cronaca che si lesse su tutte le prime pagine dei giornali a proposito di un piccolo prelevato a forza da scuola dalla polizia per ordine di un giudice, che aveva dato ragione al padre nella sentenza di separazione, il quale aveva sostenuto la sindrome del figlio a causa della madre.

Da quell’episodio però, era il 2012, è passato un po’ di tempo, e l’informazione si è diffusa, e così anche la certezza che la Pas come malattia, o sindrome, che deve essere riconosciuta a seguito non solo dell’osservazione di un medico, ma ha un iter procedurale lungo, fatto di osservazione di moltissimi casi da parte di moltissime commissioni di esperti, non esiste.

Ci sarebbe addirittura già una bozza di questa proposta presentata dall’avvocato Giulia Bongiorno, che insieme alla Hunziker presiede l’associazione Doppia Difesa, il cui titolo recita: “Disposizioni penali in tema di abuso delle relazioni familiari o di affido”, vorrebbe inserire “dopo l’art. 572 c.p. che punisce i maltrattamenti contro i familiari e i conviventi”, e intende “perseguire (con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni) particolari condotte di abuso dei rapporti intrafamiliari o di affido, volte a impedire l’esercizio della potestà genitoriale, ingenerando nel minore sentimenti di astio, disprezzo o rifiuto verso il genitore alienato”, ponendosi l’obiettivo di punire “il genitore affidatario nei confronti del non affidatario” ma dando anche la “possibilità di punire anche quelle condotte poste in essere ai danni del minore e di uno dei genitori da parte di un altro familiare”. (Fonte: Huffington Post )

 

Certamente va garantito, come diceva Michelle Hunziker in trasmissione, il diritto dei genitori separati e divorziati a vedere il proprio figlio, e soprattutto va garantita la salute (e la serenità aggiungerei) dei bambini che troppo spesso si vedono messi in mezzo a liti e battaglie tra genitori che si lasciano.

Ma se una donna di spettacolo va in televisione, sfodera la spada dei diritti umani, avvia battaglie legali e persino propone una legge, dovrebbe avere il dovere di informarsi prima di parlare.

Da qui tutta una valanga di critiche contro l’intervento della Hunziker da parte di avvocate e donne che invece sostengono un’altra ragione.

Ovvero che spesso questa fantomatica pas (Sindrome da Alienazione parentale), che, ripeto non esiste, viene invocata da coniugi (mariti la maggior parte delle volte), violenti, che hanno magari abusato della moglie o dei figli, per vedersi garantito il diritto a vedere questi ultimi anche in presenza di diniego da parte loro.

La Hunziker aveva poi chiarito la sua intervista sulla sua pagina facebook in un lungo post dal quale ne abbiamo tratto le sue principali considerazioni:

In particolare, ci ha colpito il dibattito, del tutto fuorviante, che si è aperto sulla PAS.
Questa proposta non ha alcuna pretesa di normativizzare la “PAS” intesa come malattia.
Non si tratta, quindi, di superare i dubbi scientifici con una proposta di legge, ma di tener conto di un allarmante fenomeno sociale che richiede attenzione da parte del legislatore….

Però intanto lì per lì il messaggio che era passato era un po’ diverso, ma tutti hanno il diritto di sbagliare e di rettificare.

Il problema però è che un messaggio simile, si preoccupano in tanti,  darebbe l’alibi ai quanti, a seguito di atteggiamenti scorretti, violenti, o addirittura in casi di abusi, sventolano per aria questa fantomatica sindrome per cercare di avere una qualche ragione quando c’è un bambino che viene allontanato, o peggio ancora non vuole incontrare un genitore, che magari si è davvero macchiato di un reato perseguibile.

alienazione parentale

Ecco allora un chiarimento doveroso:

La Sindrome da Alienazione Parentale non esiste (lo vogliamo ripetere ancora una volta).

Non esiste alcuna malattia o sofferenza che possa essere inquadrata secondo principi eziologici inventati e a volte fuorvianti.

Va però, come diceva la Hunziker, in casi da stabilire nelle sedi opportune, tutelato il diritto di un genitore che lo voglia, a incontrare il figlio, e sopra ogni cosa va tutelato il bambino, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico.

Tutte le leggi che verranno, o che verranno proposte per far si che questo accada saranno sempre una conquista di una società civile.

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