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Fase di Attacco della Dieta Dukan: Schema

La fase d’attacco della dieta Dukan è la più dura in quanto vede un cambiamento repentino delle abitudini alimentari. Spesso comporta momenti di debolezza.

Dott.ssa Maria Paola De Biase

di Dott.ssa Maria Paola De Biase

15 Giugno 2015

Come affrontare la fase di attacco della dieta Dukan? 

Ricordiamo brevemente cosa è la dieta Dukan: è una dieta dimagrante iperproteica che ha avuto notevole successo negli ultimi anni, in quanto assicura una perdita di peso veloce in poco tempo per raggiungere il proprio Giusto Peso. Le prime due fasi della dieta assicurano la perdita di peso, le ultime due, invece, servono a conservare e stabilizzare il peso raggiunto.

In generale, si tratta di una dieta iperproteica, che nessun nutrizionista consiglierebbe al proprio paziente perché molto squilibrata e carente in molti nutrienti. 

Fase di attacco della Dieta Dukan: come si svolge.

La fase di attacco della dieta Dukan è in grado di garantire una rapida perdita di peso. È questo che stimola molto chi decide di seguire questa dieta.

Fase di Attacco della Dieta Dukan

Solo nel primo giorno si possono perdere 2 kg. Ovviamente si tratterà di liquidi e non di massa grassa, ma è pur sempre calo motivante. La fase d’attacco ha una durata che varia da 3 a 7 giorni; per chi ha molto peso da smaltire potrà durare anche 10 giorni.

Durante la fase di attacco della dieta Dukan è possibile assumere liberamente alimenti proteici, 72 di origine animale. Quali alimenti proteici di origine animale?

  • Filetto di manzo, bresaola, tacchino, pollo, prosciutto di pollo o tacchino,
  •  tutti i tipi di pesce, anche frutti di mare, molluschi e crostacei (calamari, cozze, gamberetti, seppie, ecc),
  • latte e latticini magri (ricotta, fiocchi di formaggio, formaggio spalmabile, yogurt magro)
  • uova.

Ultimamente sono state introdotte anche le proteine vegetali, sin dalla fase di attacco:

  • seitan,
  • tofu
  • konjac; si tratta di una pianta ricca di fibre che apporta pochissime calorie e a contatto con l’acqua aumenta il suo volume di 60-80 volte inducendo un potere saziante notevole; con il konjac si produce la famosa pasta a zero calorie.
  • Un altro alimento concesso nella fase di attacco della dieta Dukan sono le bacche di Goji; queste bacche, simili ai mirtilli come gusto e all’uova passa come aspetto, sono uno degli alimenti più nutrienti; contengono aminoacidi, vitamine (C, B), ferro, ecc. In questa fase di attacco, sono utili perché forniscono un bel po’ di nutrienti che in alternativa non verrebbero assunti. È concesso un cucchiaio al giorno di bacche di Goji.

Ogni giorno della fase di attacco è importante assumere un cucchiaio e mezzo di crusca d’avena, utile per la regolarità intestinale.

Fase di Attacco della Dieta Dukan

Schema fase di attacco della dieta Dukan

  • Colazione: caffè o tè senza zucchero, uno yogurt magro con un cucchiaio e mezzo di crusca di avena, oppure 200 g di formaggio magro e qualche fetta di affettato (bresaola o fesa di tacchino) o un uovo alla coque.
  • Spuntino di metà mattina: uno yogurt oppure 100 g di formaggio magro
  • Pranzo: Petto di pollo alla griglia oppure uova o pesce o fetta di carne
  • Merenda: uno yogurt oppure affettato (un paio di fette)
  • Cena: come pranzo. Possibilità di introdurre proteine vegetali, come descritto sopra

Tutti aspetti positivi per la fase d’attacco? Non di certo. La fase di attacco della dieta Dukan è la più dura in quanto vede un cambiamento repentino delle abitudini alimentari. Passare da un’alimentazione varia che comprende tutti i nutrienti ad una che include principalmente proteine comporta momenti di debolezza e giramenti di testa, dovuti alla mancanza del nutrimento per il cervello, il glucosio.

Inoltre, in questa fase c’è un’assunzione esagerata di colesterolo, dovendo assumere perlopiù alimenti di origine animale. Colesterolo presente in carne, uova e latticini. 

Non è da escludere anche la stitichezza, dovuta all’assenza di carboidrati e verdure. È pur vero che la crusca prevista per la giornata potrebbe venire in aiuto.

Quindi per chi decide di intraprendere questa dieta, occorre prestare attenzione a questi “sintomi” e valutare bene se continuare o meno, magari dopo aver consultato il proprio medico curante.

 

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