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Essere Genitori Vuol Dire Anche Soffrire

Le sofferenze quotidiane dei genitori.

Gioela Saga

di Gioela Saga

16 Giugno 2015

E’ abbastanza scontato che essere genitori non sia sempre rose e fiori.

Vi sono situazioni più o meno gravi, più o meno serie, in cui essere genitori significa anche soffrire. 

essere genitori vuol dire soffrire

A molti genitori sarà successo almeno una volta di “soffrire” fisicamente per questi motivi legati al loro ruolo di essere genitori:

– Per le mamme allattare per chi può diventa una grande occasione per stare insieme al proprio bimbo, garantirli un’ottima prima alimentazione ma spesso la prima volta che il bimbo si attacca al seno non è un bellissimo ricordo e può essere molto più doloroso di quanto si pensi e per qualcuno il problema non si risolve così facilmente e può dover portare ad interrompere l’allattamento se il bimbo non riesce ad attaccarsi bene.

– Essere genitori vuol dire essersi confrontati almeno una volte con le unghiette dei bimbi che, anche se molto piccoli, se non sono ben tagliate e limate, possono diventare delle vere e proprie armi che vi possono ferire sul viso, magari mentre cercate di tenere buono il bimbo al cambio del pannolino o mentre lo addormentate o lo allattate.

Essere genitori vuol dire anche…

– Non sono pochi gli incidenti accorsi a causa degli innumerevoli giochi lasciati in giro dai bimbi, ovviamente in posizioni strategiche sui gradini delle scale, dietro le porte, nei posti più impensabili e non subito osservabili in modo da prendervi più alla sprovvista possibile e chiaramente la maggior parte sono con rotelline che vi catapulteranno in piroette da circo in posizioni da trauma ortopedico. Spesso anche trovarsi un lego sotto le ciabatte non è piacevole.

Non da meno sono i giochini lasciati su divani, poltrone o sedie che hanno il potere di essere acuminati come vere armi improprie una volta che vi sedete con tranquillità in un posto che credevate morbido.

Essere genitori vuol dire anche essersi trovati almeno una volta di fronte a queste situazioni:

– Saper gestire i capricci di un bambino è a volte paragonabile a domare un vero leone e non è escluso che ci siano anche tentativi fisici da parte del bambino di sopraffare il genitore. Calci, oggetti, movimenti decisamente incontrollati e incontrollabili che si scagliano con tutto ciò che si trovano davanti. Senza considerare eventuali colpi bassi assestati involontariamente ai gioielli del povero papà…

A tutto ciò si aggiunge anche la sofferenza da frustrazione psicologica che spesso deriva dalle crisi da capricci.

– Avete mai sentito parlare di lesioni da sforzo ripetitivo? Ebbene dovreste se avete mai dovuto spingere un’altalena per ore o cullato il vostro piccolo per farlo addormentare… veri e propri stress su tendini, gomiti, muscoli…

– Vedere penzolare quegli orecchini o quella bella collana con il ciondolo è una tentazione troppo grande per i nostri piccoli per non tentare almeno una volta di afferrarli quando meno ce lo aspettiamo…

– Ci sono bambini che si addormentano o si calmano solo trastullandosi con i capelli della mamma o del papà, arrotolandoli e aggrovigliandoli in modo ripetitivo ma non sempre piacevole per il genitore, così come per altri “vizi” ritmici come toccare il viso, la bocca, scarnificare le mani, le orecchie o le braccia di chi li sta facendo addormentare.

essere genitore sofferenze

Essere genitori comporta anche questi “rischi”:

Giocare sembra un’attività priva di rischi ma invece non è così, spesso i genitori non si rendono conto di non avere la stessa dimensione, agilità, peso e resistenza dei più piccoli e finiscono in situazioni a dir poco imbarazzanti se non spiacevoli: altalene o scivoli rotti, fratture più o meno gravi, incastrati nei tunnel dei parchi giochi, stiramenti e distorsioni da caccia al tesoro non adeguatamente gestita.

Ognuno di noi dovrebbe cercare di mantenere il “bambino” interiore in una dimensione maggiormente realistica e oggettiva riconoscendo i propri limiti.

Dormire, allo stesso modo, sembrerebbe non comportare difficoltà visto che dovrebbe essere un’attività che non prevede movimenti o rischi. Non è così però quando, per qualsiasi ragione, si dorme con il proprio bambino. I bimbi sono capaci di evoluzioni circensi da guiness dei primati nel lettone dei genitori. Sono in grado di effettuare rotazioni a 360 gradi e di assestare calci degni del miglior cannoniere.

Non pensando poi che il fatto stesso di dormire è, a volte, una chimera per molti fino ad accusare una vera e propria sindrome da carenza di sonno.

Dunque essere genitori vuol dire anche affrontare queste situazioni al limite…un vero sport estremo per certi versi!

essere genitori e soffrire

Naturalmente queste osservazioni tratte dalla realtà devono essere prese anche in senso ironico, fortunatamente sono situazioni risolvibili e che hanno una durata limitata nel tempo, a volte, ve lo dice una mamma che ha sia figli grandi che piccoli, si ha quasi un senso di nostalgia per certe “sofferenze” a chi fanno comunque da contrappeso gioie indescrivibili e viscerali che mai avremmo potuto pensare di provare e che adombrano le vicissitudini quotidiane.

Le vere sofferenze come ben possiamo immaginare sono altre e legate a situazioni non reversibili, alle malattie, alle perdite, alla mancata serenità… dunque essere genitori nelle quotidiane sofferenze è un’esperienza che può essere anche pesante ma che regala qualcosa di unico e mai negoziabile! 

Fonte: Essentialbaby

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