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Kate Middleton, avrà una guardia del corpo donna

Federica Federico

di Federica Federico

06 Maggio 2011

Il sergente Emma Probert sarà l’angelo custode di Kate Middleton, sposa regale e neo duchessa di Cambridge.

Secondo il quotidiano britannico The Times la scelta di porre una donna a protezione di Kate sarebbe dettata da ragioni “tecniche”, infatti una guardia del corpo femmina avrebbe la capacità di inserirsi meglio nelle quotidiane abitudini della duchessa dando meno nell’occhio: in questo senso sarebbe una compagnia “normale” in un negozio per signore o al bagno.

Kate oramai fa notizia e anche la scelta della sua scorta personale diviene motivo di dibattimenti.

Molto ci si è soffermati su un particolare che dovrebbe essere coperto da “privacy”: le visite della regale sposa Kate alla toilette. Si è discusso sulla vulnerabilità della persona scortata quando va in bagno da sola, arrivando a sostenere che la Middleton avrebbe scelto di affidarsi ad una donna per assicurarsi la scorta “in ogni momento”. Probabilmente quello del bagno in termini di sicurezza potrà anche essere un problema che banalmente non riesco a considerare come realmente insormontabile, ma, toilette a parte, credo che la scelta di Kate non vada banalizzata.

La  scelta del sergente Emma Probert è una scelta di stile, esattamente come le scelte degli abiti, belli ma semplici, non sfarzosi, non eccessivi e non inarrivabile, come la scelta di continuare a lavorare nell’azienda di famiglia, come la scelta di non giurare sull’altare obbedienza al marito, come la scelta della convivenza prima del matrimonio.

Mentre Dai Davies – esperto in sicurezza , ex responsabile di Scotland Yard per la protezione della Famiglia Reale – si sofferma sull’analisi del ruolo delle guardie del corpo, “ammettendo che il gentil sesso possa svolgere tale compito” e spiegando, infatti, che non è un lavoro solo fisico né è una attività naturalmente estrema, io, d’istinto, indugio più sulla considerazione di Kate, giovane donna come me. Donna che in pochi mesi catalizza l’attenzione del mondo su un matrimonio fiabesco, ma capace di rompere le consuetudini monarchiche britanniche, donna non nobile d’origini ma orientata ad esprimere una assoluta femminilità d’animo e di stile.

Leggo della sua scorta rosa e mi domando: si sta affacciando sul panorama della storia una giovane icona del femminismo, un modello moderno di affermazione della donna? Per quanto l’emancipazione sia un fatto, credo, secondo una mia personalissima considerazione, che tale fatto abbia ancora bisogno di focolai, esempi e icone per divenire un quotidiano e comune diritto.

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