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Se la Banca Fallisce Paghi Tu, Ecco la Nuova Legge

Secondo la nuova legge sarà possibile il prelievo forzoso sui conti correnti.

Gioela Saga

di Gioela Saga

03 Luglio 2015

Un conto corrente è ormai indispensabile per effettuare qualsiasi operazione, per avere un lavoro innanzitutto, che non è possibile remunerare se il corrispettivo supera i mille euro ad esempio. Con una nuova legge approvata in Parlamento il vincolo tra correntista e banca sarà ancora più forte, tanto che se la banca fallisce sarà chiamato a risponderne.

Se la banca fallisce cosa succede?

se la banca fallisce

 

Normalmente se una banca non detiene più una soglia minima di patrimonio va incontro al fallimento. Ciò può avvenire per meccanismi complessi, gestioni errate o fraudolente. Normalmente, essendo la banca una società, avviene ciò che avviene anche per le società, i soci sono chiamati a rispondere a misura delle proprie quote, obbligazioni o azioni e così via. Questo per dirla in termini semplicistici che possono comprendere tutti anche chi non mastica economia a colazione.

Ora, con una nuova legge di delegazione europea, direttiva Europea 2014/59/UE, si prevede che dal 1° gennaio 2016, tutti i correntisti diventeranno in automatico soci delle banche e che, se la banca fallisce, ogni correntista dovrà partecipare al risanamento attraverso un possibile e del tutto legale prelievo forzoso sul conto. Una differenza salta all’occhio di chiunque: se il correntista sarà tenuto a partecipare in caso di perdita, nessuno mai gli conferirà un utile.

Non è tutto. Fino ad ora vi sarebbe il limite superiore a 100 mila euro, che metterebbe al riparo i conti dei più, ma si potrebbe finire ad abbassare la soglia fino a 30 mila euro come già avviene in Germania.  La Camera ha intanto approvato la legge di delegazione europea il 2 luglio scorso con 270 voti favorevoli, 113 contrari e 22 astenuti, accompagnata da un silenzio stampa agghiacciante…

se la banca fallisce bail-in

Se la banca fallisce paghi anche tu: il precedente alla base di questa soluzione.

La procedura, nota in gergo economico con il nome di bail-in, è già stata applicata una volta ed è stata sotto gli occhi di tutti in un altro paese europeo.

Bisogna tornare indietro al marzo 2013 quando, per salvare le banche di Cipro, si attuò un vero e proprio blitz: nel giro di un weekend, scelto strategicamente a ridosso di un lunedì festivo, veniva approvato il prelievo forzoso nelle banche. Per essere sicuri che gli ignari correntisti non potessero ritirare contanti e metterli in salvo, si dispose anche il blocco di ogni transazione elettronica on line e la chiusura degli sportelli fino al giovedì successivo. Naturalmente si sospetta che i pochi a saperlo non si siano certo sacrificati per il paese e abbiano provveduto in tempo a ritirare…

La soluzione è così tanto piaciuta all’Unione Europea che ha deciso di adottarla come clausola di salvaguardia a tutela del sistema bancario.

Cosa avverrà dunque se la banca fallisce?

Dunque, ricapitolando i punti in modo oggettivo e senza presunzioni complottiste: ogni cittadino, di fatto, è tenuto ad avere un conto bancario, senza poter scegliere diversamente, diventerà socio della banca in modo univoco, ovvero sarà possibile un prelievo forzoso sul “suo” conto se la banca fallisce. Il patrimonio che aveva dato in “custodia” alla banca, di fatto, potrà essere, non solo gestito come già avviene, ma anche defalcato. Insomma i correntisti faranno da garanti coatti alle banche.

Effettivamente è una situazione un po’ spiacevole che, se verrà confermata, dovrà davvero essere condita a dovere se si vuole farla digerire agli italiani, piccole formiche che oramai da anni riescono già a risparmiare ben poco e si arrabattano per arrivare a fine mese… e con i venti che corrono dalla Grecia c’è ben poco da stare tranquilli.

Fonte: M5S, Yahoo

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