Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Donne, lavoro e stress

di Dott. Giuliano Gaglione

17 Maggio 2011

Le epoche cambiano e di conseguenza muta anche la mentalità degli uomini!

Ecco un primo punto su cui riflettere: perché utilizzare il termine uomini per inglobare anche le donne?

Nell’era attuale la donna sta riuscendo gradualmente ad imporre la propria personalità, sovrastando talvolta anche il “sesso forte”; pur essendo di sesso maschile devo abbassare il mio livello di orgoglio ed autostima per esprimere tutta la mia riconoscenza verso un sesso tinto di rosa le cui protagoniste hanno dimostrato di essere in grado di gestire autonomamente la loro vita, senza dipendere necessariamente dall’uomo.

Se precedentemente era difficile trovare donne single sopra i trenta o donne con alti livelli occupazionali e sedute su poltrone importanti , oggi il sesso femminile tende a dedicare il proprio tempo non solo alla relazione col  partner ma soprattutto a realizzarsi autonomamente, attraverso il lavoro. Donne che sin da giovanissime si aggiornano continuamente sulle ultime offerte lavorative e conoscono a memoria l’elenco di tutti i siti che pubblicizzano annunci di impiego. Soddisfatte iniziano il loro lavoro impegnandosi al meglio, cercando di accantonare i “pensieri” per potersi dedicare completamente alla loro attività … sempre più spesso uomini e donne si “dedicano” completamente alla attività lavorativa fino, a volte, a divenire sudditi del proprio lavoro, per cui impegnarsi e dedicarsi completamente ad esso richiede sforzi che  talvolta superano ogni risorsa.

Bisogna ricordare che, nonostante lavoro e famiglia siano una fusione di gioia e realizzazione, al contempo essi possono essere in primis fonte di stanchezza fisica e mentale, di preoccupazione, di ansie…..insomma di stress.

A descrivere la relazione che intercorre tra la variabile stress e quella delle donne lavoratrici è stata la Assidai (fondo sanitario) in collaborazione con l’ Università Bocconi,  in cui si è riscontrato che il 95% di 400 lavoratrici, tra cui manager e professioniste in Italia, sa cosa significa lo stress lavorativo e pensa che la causa prima di tale disagio sia appunto il lavoro, anche perché, da come detto in precedenza, oltre al lavoro una donna deve anche sopportare le fatiche familiari.


Questa ricerca ha approfondito in maniera esaustiva molte altre variabili collegate al fenomeno stress-lavoro, in particolare sono stati resi noti i seguenti dati:

 

  • Il 93% delle donne è consapevole che lo stress potrebbe provocare danni alla salute;
  • Il 23% afferma che la sua azienda non adotta delle tecniche utili a prevenire e controllare queste difficoltà
  • Oltre il 25% lamenta uno scarso rapporto tra dipendenti e datori di lavoro
  • Il 50 % non riesce a tollerare il “peso” della famiglia e del lavoro
  • Il 38% ha difficoltà di definire il suo ruolo
  • Il 19% reputa che i lavori che vengono offerti non corrispondano alle proprie competenze
  • Il 48% ha difficoltà a rilassarsi anche dopo il lavoro
  • Il 50% delle donne si sente sopraffatta da questa situazione e non sa come reagire
  • Il 44,3% ha disturbi del sonno
  • Il 31,8% trascura le relazioni più significative
  • Il 14,5% tende ad isolarsi dopo il lavoro
  • Il 29% si sente non motivato a fare esercizio fisico
  • Il 35% si alimenta in maniera sbilanciata
  • Il 14% fa uso di alcool
  • Si spendono 200 miliardi di euro l’anno in Europa per curare la propria salute a causa degli affaticamenti sul posto di lavoro
  • La media delle donne stressate si aggira tra i 35 e i 45 anni

 

Questi numerosi dati sono la rappresentazione tangibile di come lo stress lavorativo possa influire sulla quotidianità di una persona, per cui è necessario correre ai ripari, attraverso delle metodiche proposte proprio dalle lavoratrici, ovvero:

 

–          Miglioramento delle dinamiche organizzative (ad esempio orari flessibili e telelavoro per alcuni giorni della settimana)

–          Possibilità di comunicazione con le aree manageriali e di libera espressione delle loro condizioni attuali qualora siano impellenti (ad es. nel caso della maternità)

–          Maggiore chiarezza nella gestione delle risorse e dei propri ruoli

–          Approfondimenti costanti sullo stato di salute delle lavoratrici stesse

 

Mi reputo assolutamente in sintonia con le proposte elencate dalle lavoratrici, in quanto le considero da un lato esaustive, dall’altro assolutamente utili perché è necessario fornire una chiarezza limpida su tutto ciò che ruota attorno alla mansione stessa affinchè l’impiego venga svolto nel migliore dei modi ed anche in una maniera più serena.

Leggi anche

Seguici