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Suzione: neonato alla scoperta del mondo, la pedagogista

di Dott.ssa Rita Moré

20 Giugno 2010

Un fiocco rosa o azzurro annuncia la nascita di un bimbo. Per i genitori è l’inizio di un’esperienza che non ha eguali. Giorno dopo giorno, e soprattutto per i primi anni di vita, sotto gli occhi di mamma e papà accadono cose straordinarie. Proviamo a spiegarne con semplicità alcune.

All’atto della nascita viene reciso il cordone ombelicale e per il bimbo inizia la vita autonoma. E’ vero che alla nascita il bimbo non è ancora in grado di soddisfare i bisogni più elementari e perciò dipende dagli adulti, ma è vero anche che egli ha un bagaglio di riflessi che lo aiuteranno ad adattarsi e ad interagire con la realtà in cui vive.

Prendiamo ad esempio la suzione, l’atto che a tutti appare più semplice e naturale e cerchiamo di capire come accade e cosa determina a livello di crescita del bambino. La suzione è in effetti la combinazione di due riflessi: il riflesso di rotazione del capo e quello di suzione vero e proprio che si verifica al momento dell’introduzione del capezzolo o della tettarella nella bocca del bambino. Entrambi questi riflessi risultano fondamentali per la nutrizione del bambino e perciò per la sua sopravvivenza. Si sa però che le mamme imparano sul campo e che non vengono loro impartite in corso d’opera lezioni teoriche sui riflessi e sulle capacità del neonato. Accade, così, che  la mamma pensi che già ad otto giorni di vita, ad esempio, il suo bimbo sia in grado di riconoscere il capezzolo o la tettarella  per il semplice fatto che, messo in posizione orizzontale, posizione in cui è solito ricevere il latte, egli ruota il capo verso di lei anticipando l’atto della nutrizione. In realtà  il bimbo, ancora alla fine del primo mese di vita, riconosce il capezzolo o la tettarella solo quando lo riceve in bocca, infatti solo allora comincia a succhiare.Certamente ai fini della crescita del bambino nulla cambia se la mamma sa dei due riflessi e della loro funzionalità.

Tuttavia quel che ogni mamma dovrebbe preventivamente conoscere sono le capacità sociali del neonato. Pur non parlando e non sorridendo di frequente nelle prime settimane di vita, il bambino è dotato di una notevole capacità di indurre  gli adulti, e i genitori in particolare, a contatti sociali. Piangendo fa accorrere mamma o papà, ne incontra gli sguardi, sorride. Ma tra tutti i contatti il più importante per la crescita emotiva del bambino è certamente quello che si stabilisce tra la mamma e il bambino proprio al momento della suzione. Si tratta di un vero e proprio dialogo. Se si osserva attentamente un neonato ci si accorge che sin dai primi giorni di vita  egli succhia per un certo tempo, poi si ferma, riprende, ancora si ferma  e così via. Cosa fa la mamma? In maniera del tutto naturale e senza accorgersene ella entra in questo ritmo del bambino dondolandolo tra una pausa e l’altra. Mamma e bambino finiscono così per agire a turno, vale a dire per dialogare e cosa c’è di più sociale del dialogo?

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