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2 giugno Festa della Repubblica

Federica Federico

di Federica Federico

02 Giugno 2011

Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica Italiana in ricordo del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, quando gli italiani chiamati al voto, a suffragio universale, espressero nelle urne la volontà di abbandonare il sistema monarchico. Sino ad allora, infatti, l’Italia era stata una monarchia, dopo le vessazione della guerra e del fascismo il nostro popolo scelse democraticamente la Repubblica come forma di Stato e Governo.  Così i monarchi di casa Savoia vennero esiliati dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l’Italia divenne Repubblica italiana.

Oggi dunque è il compleanno della repubblica, si festeggia lo Stato, inteso come istituzione importante e rappresentativa, espressione del popolo, delle sue volontà e delle sue istanze. Questo dovrebbe essere, appunto, la Repubblica. A suggerire la natura “comune” della Repubblica, la sua naturale appartenenza a tutti, è la stessa etimologia del termine che deriva dal latino res publica e si traduce come la cosa pubblica, la cosa del popolo, il bene comune, la comunità. I greci la chiamavano politeia indicando, così, in diversi modi ed accezioni il bene comune.

 

Se il vostro bambino dovesse chiedervi: “Mamma cos’è la Repubblica” spiegategli che è il suo Stato, la sua Italia, la terra in cui vive che viene governata da “persone” normali che per amor di patria si mettono al servizio degli altri nella gestione della cosa pubblica.

Grazie allo Stato ed al suo governo, orientato al bene comune, ci sono le scuole, i parchi, le spiagge pubbliche, le strade.

Attraverso questi esempi semplici indicherete al vostro bambino il senso della collettività e potrete introdurre anche il concetto della condivisione.

Costruite con lui una bandiera, preparate un piatto tricolore e raccontate qualche episodio della storia d’Italia. È difficile raccontare ai piccoli del referendum istituzionale del giugno del 1946, questa parte della storia pretende una cognizione e delle competenze che i piccini non possiedono. Non tradendo l’intento di spiegare ai bambini il concetto di unità potreste provare a raccontare loro avvenimenti della nostra Italia suggestivi e facili da intuire.

Ecco come potreste narrare ai bimbi la storia di Garibaldi e dei suoi 1000 uomini:

fate vedere ai bambini una cartina dell’Italia e cominciate con il descrivere loro l’aspetto a stivale della nostra penisola (acquisiranno una nuova cognizione). Raccontate, poi, che oggi questo stivale rappresenta il nostro stato: l’Italia, governata dalla Repubblica che fa sì che questa terra sia di tutti noi cittadini.

Precisate ai piccoli che non sempre è stata unita la nostra Italia. A convincere tutti gli italiani a ritrovarsi sotto una stessa bandiera fu un combattente valoroso: Garibaldi che radunò intorno a sé un esercito di 1000 uomini coraggiosi. Con loro partì da Quarto in Liguria e sulla via del mare le camicie rosse giunsero in Sicilia a Marsala. Da lì risalirono l’intero stivale parlando di unità e condivisione e convincendo gli italiani a riconoscersi come un unico popolo.

Certo la Repubblica era ancora lontana, all’epoca l’Italia restava una monarchia, ovvero era ancora governata da un Re.

Inoltre ai piccoli questo può essere descritto come un compleanno della Patria, allo stesso modo del  14 luglio per i francesi che in tale data ricordano la Presa della Bastiglia o del 4 luglio per gli americani che ricordano, in quel giorno d’estate, il 4 luglio 1776 quando venne sottoscritta  la dichiarazione d’indipendenza.

La festa della Repubblica viene celebrata con manifestazioni ufficiali: a Roma avrà luogo la tradizionale parata. Ove possibile, è auspicabile portare i bimbi ad assistere a simili manifestazioni che sono occasione di riflessione e strumenti per maturare  in modo semplice e gioioso la consapevolezze di concetti apparentemente lontani e difficili come quello di Repubblica.

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