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L’Escherichia Coli, batterio killer: nessun pericolo in Italia

Federica Federico

di Federica Federico

04 Giugno 2011

Il batterio killer:  l’Escherichia Coli.

Una nuova variante del batterio Escherichia Coli, anche detto E.coli, sta seminando il panico in Europa e nel mondo portando morte ma soprattutto tanta paura.

Quando si parla di virus letali è difficile non farsi prendere dal panico. Ma, allo stato attuale, l’Italia non è coinvolta nell’epidemia.

È di queste ore la notizia di un sospetto caso a Firenze, questo presunto contagio è stato smentito. Ad escludere che la causa del decesso possa essere ricondotta all’ Escherichia Coli è stata l’azienda ospedaliera-universitaria Cariggi di Firenze. L’autopsia non lascia dubbi non si tratta di contagio da Escherichia Coli.

 

Che cos’è l’ Escherichia Coli?

È un batterio, detto anche agente tossinfettivo, di origine alimentare. Si annida nell’intestino umano ed in certe forme, così dette mutazioni, è pericoloso o altamente pericoloso. Causa patologie intestinali che a seconda della pericolosità del batterio possono avere complicazioni e conseguenze più o meno gravi.

Il massimo serbatoio del batterio è il bestiame, la carne di manzo è stata sino ad oggi il veicolo preferenziale dell’ Escherichia Coli. A condurlo sono stati specialmente gli hamburger di manzo, complice la cottura delicata a temperature non violente che, quindi, non permeano la carne in profondità. Altri alimenta a rischio risultano essere il latte non pastorizzato, e le verdure – su queste ultime l’ Escherichia Coli potrebbe finire quando l’irrigazione avvenga con acqua contaminata da escrementi di animali.

Quali sono i fatti?

In Germania 1.500 persone risultano infettate da un nuovo e virulento ceppo dell’ Escherichia Coli e ad oggi sono deceduti 19 tedeschi.

Il focolaio epidemiologico si concentra in Germania ed il numero dei contagi al di fuori dei confini tedeschi supera di poco il centinaio.

Secondo i dai raccolti dall’ Oms tutti gli  ammalati vivono nel nord della Germania o vi sono stati in corrispondenza del periodo di incubazione dell’infezione. Laddove il  virus generato dall’Escherichia Coli, una volta avvenuta l’esposizione al batterio, incuba normalmente in 3\4 giorni (tempo comunque variabile da 2  a 10 giorni).

Al di fuori della Germania, 11 risultano essere i paesi interessati dall’epidemia: Austria, Repubblica Ceca , Danimarca, Francia, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Polonia.

Le complicazioni conseguenti alla infezione batterica possono essere gravi, i ricoveri – stando anche ai dati Oms – pretendono cure appropriate anche il ricorso alla terapia intensiva, quando necessario. Restano tra le più difficili da superare le complicazioni renali che possono pretender anche il ricorso alla dialisi.

Anche negli Stati Uniti  si sono registrati due casi di Escherichia Coli. Proprio dagli Usa arriva una dichiarazione importante :“Il ceppo di Escherichia Coli che si sta diffondendo è il più letale registrato finora” a dichiararlo è il medico americano Robert Tauxe dei Centers for Disease Control and Prevention, che collabora con le autorità sanitarie tedesche.

Qual è il veicolo della Escherichia Coli?

Le autorità sanitariae non sono riuscite ancora ad individuare e circoscrivere le cause dell’epidemia. In pratica non si sa cosa conduca il batterio e quindi non è noto da dove provenga il pericolo. Ciò, se da un lato riduce le possibilità di difesa, dall’altro estende oltremodo i comportamenti “ipoteticamente” cautelativi e accresce la paura.

Inizialmente sono stati messi sotto accusa i cetrioli spagnoli, questa eventualità è stata esclusa. Nel frattempo però in tutta Europa è sensibilmente calato il consumo di verdure crude, a tutto discapito dell’economia ortofrutticola. Si stima che la psicosi sia già costata 25 milioni di euro alle produzioni ortofrutticole italiane. La Coldiretti ha organizzato delle manifestazioni antipanico: facendosi garanti dei prodotti italiani dinnanzi ai consumatori  gli agricoltori sono “scesi in campo” ed hanno distribuito cetrioli, frutta e verdura Made in Italy a chilometri zero. Ci sono stati presidi di dimostranti nelle aree di sosta delle autostrade del Lazio e idell’ Emilia Romagna.

Il presidente di Coldiretti, Sergio Marino, ha così dichiarato: “L’Italia deve chiedere i risarcimenti alle competenti autorita’ europee per i danni economici per il crollo dei consumi provocati dalla diffusione di notizie, poi risultate infondate“.

Dopo i cetrioli attraverso appurate indagini condotte in Bassa Sassonia sono stati passati al microscopio altri 130 alimenti; oltre alla verdura gli scienziati hanno mappato carne di manzo, fragole, e wuerstel.

È di queste ore la notizia che in Germania le autorità avrebbero circoscritto due eventi sospetti, ovvero individuato 2 situazioni dalle quali potrebbe essere partito il contagio:

  1. La celebrazione dell’anniversario del porto di Amburgo. La notizia è battuta dal settimanale Focus: tra il 6 e l’8 maggio scorsi la festa del porto avrebbe attratto circa 1,5 milioni di persone, solo una settimana dopo sono stati registrati i primi casi di  dissenteria ed i  ricoveri nell’ospedale universitario di Amburgo-Eppendorf.
  2. La seconda ipotesi è paventata da un quotidiano tedesco che mette nel mirino  un ristorante. Ebbene, ben 17 persone avrebbero frequentato tale locali prima di contrarre l’infezione legata alla  Escherichia Coli. (http://www.repubblica.it/salute/2011/06/04/news/batterio_killer-17197911/)

Tutti continuano a chiedersi da dove arrivi l’infezione. Nel frattempo Fazio, ipotizzando vie alternative e realmente plausibili,  domanda al governo tedesco di condurre delle verifiche sugli imballaggi degli alimenti. Il ministro della Salute ha dichiarato:  “Il veicolo del batterio e’ ancora sotto studio abbiamo chiesto alla Germania di fare indagini specifiche sulle forme di confezionamento perche’ sembrerebbe piu’ trasversale che non riferito ad un singolo alimento”.

Lo stesso Ministro rassicura gli italiani e promette controlli ferrei che impediranno ogni pericolo nel nostro paese.

E’ dunque inutile non consumare verdura cruda, basta usare le ordinarie norme igieniche e lavare bene gli alimenti vegetali destinati al consumo senza cottura. Mangiate frutta e verdura, naturalmente lavatela bene, fidatevi dei prodotti italiani e non lasciate che la psicosi prenda il sopravvento!

 

 

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