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La mucca che produce latte umano: si chiama Rosita ed è transgenica

Federica Federico

di Federica Federico

12 Giugno 2011

Ogni specie animale ha le sue caratteristiche, un tempo queste “peculiarità” sarebbero state riconosciute come uniche ed inimitabili, oggi, invece, la scienza si dimostra capace di “gestirle”, imitarle e replicarle.

 

È di queste ore la notizia d’una mucca che da adulta produrrà latte materno.

Le hanno dato un nome umanizzato come le sue caratteristi genetiche? Forse, si chiama Rosita.

La mucca dal latte umano è venuta alla luce presso il National Institute of AgroBusiness Technology argentino  istituto appartenente al comprensorio dell’Università Nazionale di San Martin.

La nascita è avvenuta con parto cesareo resosi necessario a causa del peso della mucca che alla nascita arrivava a 45 chilogrammi, ovvero il doppio di un bovino normale.

Dietro la nascita di Rosita c’è un lungo percorso scientifico, gli studi sono stati guidati dal  professor Adrian Mutto.

Cosa si proponeva la  ricerca argentina? Lo scopo ultimo degli scienziati era  quello di creare un latte “prodotto da una mucca”, quindi risultante da un procedimento animale fisiologico, ma con caratteristiche nutrizionali e salutistiche equiparabili al latte umano, quindi un latte strutturalmente assai diverso dal comune latte di mucca.

 

 

Certamente siamo dinnanzi ad una scoperta inusuale, è “straordinario” questo connubio tra animale, quindi, fisiologico processo di produzione del latte, e prodotto equiparabile a quello materno sotto l’aspetto nutrizionale. Il Ministro argentino dell’agricoltura Julian Dominguez lo ha definito un“miracolo scientifico”. Altri definiscono l’operazione una “violenza sulla natura”, una forzatura.

 

Tuttavia il primato del latte umano prodotto da una mucca pare non sia pacifico. Mentre gli Argentini festeggiano la loro scoperta, alcuni studiosi di Pechino ne smentirebbero l’originalità dichiarandosi da tempo in possesso di un’intera mandria di 300 mucche transgeniche ugualmente in grado di produrre un latte simile a quello umano.

Mentre gli scienziati si contendono la paternità della scoperta il fronte animalista avanza in difesa della “natura”. I capi di bestiame possono essere trattati come “macchinari da produzione”? è giusto che queste povere bestie facciano da cavie soccombendo indifese alle decisioni degli uomini?

La Lav europea condanna questi metodi. La Lav, associazione animalista che si batte contro ogni improprio sfruttamento degli animali, oltre che contro la vivisezione, ha chiesto all’Unione Europea di vietare esperimenti similari.

La domanda è quali benefici ne derivano? Vale la pena adoperare una mucca per creare un “sostituto del latte materno”? Il risultato è autentico o il prodotto è il risultato di mutazioni trans genetiche in vario modo “non garantibili”?

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