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Acqua per bambini: i neonati quando devono iniziare a bere l’acqua

DottAntonio

di Dott. Antonio Cretella

22 Giugno 2011

Se consideriamo che circa il 60% del peso corporeo dovrebbe essere costituito da acqua,  è facilmente intuibile quanto sia importante bere per mantenere un corretto stato di salute.

Infatti fin da subito, cioè da quando è ancora nel pancione materno, il corpo umano necessita costantemente di sostanze utili alla sua crescita, al suo sviluppo e al suo consolidamento. Molte delle sostanze essenziali alla vita sono contenute nell’acqua, che va consumata ogni giorno a seconda delle proprie esigenze e in relazione alla propria età.

L’acqua quindi è un nutrimento fondamentale per l’esistenza di grandi e piccini, infatti è noto che una persona adulta, necessiti di circa 2 litri di acqua come dose giornaliera. Ma quando si tratta di bambini ecco che sorgono mille dubbi soprattutto nei genitori alle prime armi.

L’acqua è indispensabile per tutte le reazioni chimiche delle cellule, che avvengono in sua presenza, ma anche per il suo ruolo depurativo. In realtà però, nel primo semestre di vita, quando il piccolo viene allattato al seno, non c’è alcuna necessità di offrirgli altri liquidi, il latte materno è infatti sufficiente a garantirgli l’apporto di tutti i liquidi che gli servono. Il latte materno infatti, contiene mediamente l’87% di acqua e mantiene questa quantità anche in situazioni estreme. Sia d’estate che d’inverno, se si pratica l’allattamento al seno, il neonato può esprimere e soddisfare la sete, bevendo solo quelle sorsate di latte iniziale che è particolarmente ricco di acqua. Al contrario, se il neonato è alimentato artificialmente, è opportuno somministrare piccole quantità di acqua. Il latte artificiale, per quanto vicino per proprietà nutrizionali a quello materno, richiede un impegno renale superiore, senza considerare altri fattori che potrebbero intervenire quali temperature estive molto alte o febbre. A questo punto un modesto quantitativo di acqua oligominerale, ideale per il suo contenuto di sali minerali non superiore ai 500 milligrammi per litro, può essere somministrata con un cucchiaino o con un biberon, in ogni caso secondo il desiderio del neonato.

Con  l’inizio dello svezzamento, che vedrà cosi l’introduzione dei primi cibi solidi, la necessità di bere acqua diventerà sempre più reale, sia che si allatti al seno, che lo si alimenti con latte artificiale. In questo caso l’acqua sarà offerta in piccoli contenitori o sempre con il biberon, e sarà sempre il piccolo a deciderne la quantità.

Approssimativamente il bisogno di acqua è di circa 130 millilitri per ogni chilo di peso corporeo, con variazioni a seconda della temperatura ambientale e dell’attività del bambino.

Al compimento di un anno di vita, essendosi ormai ridotte se non completamente annullate le dosi di latte, le richieste di acqua andranno via via aumentando, fino ad 1 lt al giorno, per poi dai 3 anni in su avvicinarsi alle necessità di un adulto.

Infine, i succhi  100 %  frutta senza zuccheri o le spremute di agrumi e di frutta in genere sono un buon modo per integrare liquidi e contemporaneamente dare la frutta ai bambini, che non sempre la mangiano volentieri.

Inoltre sia bambini che adolescenti, devono assolutamente evitare di bere bevande alcoliche, poiché la loro non ancora completa maturazione li rende incapaci di metabolizzare l’alcol, i cui effetti sul corretto sviluppo sono ben noti. Anche bevande come caffè e tè andrebbero evitate per il loro potere eccitante, dovuto alla caffeina. In alternativa per poter macchiare il latte a colazione, molto più indicato per i bambini sarebbe il caffè d’orzo.

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