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Alimentazione bambini: mangiare le pesche

DottAntonio

di Dott. Antonio Cretella

04 Luglio 2011

Saporite, poco caloriche, sazianti e fortemente idratanti per la nostra pelle, sono  il frutto ideale per l’estate. Parliamo delle pesche molto apprezzate da grandi e piccini, meritano un posto d’onore sulle nostre tavole. La pesca infatti non è solo buona da mangiare, ma è un toccasana anche per il nostro organismo, viste le sue numerose virtù.

Questo frutto innanzi tutto trae le sue origini dalla Cina, paese in cui il pesco è coltivato da circa 5.000 anni ed è un simbolo di lunga vita e immortalità, infatti l’albero è molto resistente tanto da sopportare temperature che possono variare dai -18 ad  oltre i 40 gradi. Il suo frutto invece è composto per circa il 90% da acqua, quindi  un vero e proprio ottimo reintegratore naturale di sali minerali in particolare di potassio. D’estate, quando l’organismo è sottoposto alle alte temperature, va in contro a forti perdite di liquidi attraverso la sudorazione, e con essa si perdono una grande quantità di sali minerali, in particolare il potassio. Questa perdita di minerali, se non reintegrata, induce senso di spossatezza, difficoltà respiratoria, insonnia e nervosismo.

Ancora, nel succo di questo frutto eccezionale, anche se in percentuale più piccola, ma di fondamentale importanza, ritroviamo altri minerali come sodio, ferro, calcio e fosforo.

Le pesche sono di facile digestione, ricche di fibra insolubile, hanno un indice di sazietà piuttosto elevato e per questo, sono molto indicate per chi segue una dieta dimagrante. Con solo 30 calorie circa per 100g di polpa, infatti può rappresentare un ottimo spezza fame o ancora utile per concludere un pasto poco saziante. Questo frutto, inoltre facilita la digestione, quindi è consigliato nelle gastriti iposecretive, oppure nelle patologie intestinali in cui prevale stipsi. Infatti le pesche, hanno un’ azione blandamente lassativa e rinfrescante, quindi molto adatte in  gravidanza, quando questo fastidio tende ad accentuarsi.

Numerose poi sono anche le vitamine che caratterizzano la polpa di questo frutto, in particolare riguardo alla vitamina C si può affermare che una pesca da 150g fornisca il 10% del fabbisogno quotidiano. Questa vitamina svolge un ruolo importantissimo nella difesa dell’organismo dalle infezioni ed assolve un ruolo importante nel trasporto e assorbimento del ferro nel sangue.

La pesca poi come tutti i frutti a polpa giallo-arancione, contiene Beta  carotene in discreta quantità. Questo è il precursore della vitamina A, necessaria al buon funzionamento dei tessuti, e che insieme alla vitamina E, è importante nel garantire lo stato di salute degli occhi e per proteggere le membrane e i tessuti dell’organismo. Il beta carotene è inoltre, un elemento fondamentale per la produzione di melanina, svolge una azione protettiva contro gli agenti inquinanti, rinforza ossa e denti e potenzia le difese immunitarie contro le infezioni respiratorie. E’, in pratica, una delle vitamine più importanti, insieme alla vitamina C per mantenere fresca e giovane l’epidermide.

Le pesche, come tutta la frutta in genere, sono importante per la crescita dei nostri bambini, in quanto contengono molte vitamine che sono fondamentali  per assicurare sia una perfetta assimilazione di proteine, grassi e zuccheri, ma in particolar modo la presenza di vitamina C ed A,  aiutano lo sviluppo delle difese immunitarie, favoriscono l’assorbimento del ferro e rafforzano  le loro ossa e denti.

Ricordiamoci sempre di lavarla bene prima di offrirla ai più piccoli, in modo particolare le pesche per la loro buccia pelosa, potrebbero trattenere piccole dosi di antiparassitari che nel tempo potrebbero scatenare allergie oppure orticaria. E’  indubbio che la migliore profilassi dell’allergia è l’allattamento al seno almeno fino al sesto- settimo  mese e  ritardando almeno fino al dodicesimo mese di vita quegli alimenti considerati maggiormente allergizzanti  come latte di mucca, uovo e agrumi.

La frutta in vasetto quindi può risultare maggiormente  indicata per i primi tempi, quando il bambino passa da un’alimentazione a base esclusivamente di latte ad un’alimentazione solida, perché più digeribile e maggiormente controllata. Poi sicuramente frutti come mele, pere e banane, saranno i primi a poter essere introdotti nella dieta solida del bambino seguiti solo dopo l’anno di età, da altri frutti che invece presentano un maggiore grado di intolleranza quale fragola, kiwi e la buonissima pesca.

 

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