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Il bambino vomita: rigurgito e reflusso gastroesofageo

di Mamma Silvia

26 Giugno 2010

Quante domande ci facciamo noi mamme sulla salute dei nostri cuccioli!

Quando il mio bambino aveva pochi mesi rigurgitava moltissimo e io temevo avesse il reflusso. E’ molto importante invece comprendere la diversità di questi due eventi: mentre il rigurgito è la semplice fuoriuscita dalla bocca di piccole quantità di latte, e non rappresenta una minaccia per la salute, il reflusso è una vera e propria patologia del tratto gastroesofageo.
Esso consiste nella risalita attraverso l’esofago del contenuto acido dello stomaco, che causa l’irritazione della mucosa. Nei neonati infatti lo sviluppo del “cardias”, la valvola che separa lo stomaco dall’esofago, non è ancora completo, cosa che avverrà entro il primo anno di vita.

Il bambino affetto da reflusso patologico avverte un forte senso di bruciore all’esofago e questo può portare al rifiuto del cibo oppure a pianti e contorcimenti con rotazione del capo durante la poppata. E’ evidente che questa condizione può comportare un ritardo della crescita o addirittura al suo arresto.
Possono presentarsi altri sintomi e non necessariamente questi sono collegati all’apparato gastro enterico. Infatti, molti di questi sintomi sono a carico dell’apparato respiratorio: asma, broncopolmoniti, difficoltà respiratoria, tosse notturna.

Dinnanzi ad un sospetto reflusso è importante non affidarsi a cure “fai da te”.
Questa patologia deve essere chiaramente individuata dal pediatra che ricorrerà alle cure e alle misure preventive che riterrà più opportune.

In presenza di reflusso solitamente la prima raccomandazione riguarda il materasso del bambino che deve essere posto a un’inclinazione di 30° in modo da rendere più difficoltosa la risalita dell’acidogastrico.
Se il bebè è allattato al seno bisogerà seguire qualche semplice accorgimento: evitare che il piccolo poppi con eccessiva voracità e non coricare il piccolo subito dopo la poppata. A questo scopo il cambio di pannolino verrà fatto prima del pasto anzichè dopo.
Se invece il bambino è alimentato con latte artificiale è possibile rendere il latte più denso con l’aggiunta di un 3-5% di crema di riso oppure esistono in commercio apposite formule anti reflusso che sono già state rese più dense grazie all’amido di mais o riso.

Se non fossere sufficienti queste regole generali si può ricorrere a determinati famaci.
Cito dal sito reflusso.net:
“Se i sintomi sono leggeri, si possono usare gli alginati. Questi sono farmaci di origine naturale. Agiscono in modo meccanico. E sono privi di effetti indesiderati. Nei bambini si usano sotto forma di sospensione liquida. Vengono presi dopo i pasti (al termine della poppata o delle pappe). E, una volta ingeriti, formano uno strato di gel che galleggia sullo stomaco e impedisce fisicamente al suo contenuto di risalire in esofago. L’uso di alginati nei bambini è sicuro ed è stato valutato in vari studi. Gli alginati possono essere usati anche insieme ad altri farmaci come gli H2 antagonisti e i procinetici. Gli H2 antagonisti riducono la quantità di acido prodotto dallo stomaco. Vengono usati in presenza di esofagite (infiammazione dell’esofago causata dal contatto con l’acido risalito dallo stomaco). I procinetici favoriscono la motilità gastrointestinale e servono ad accelerare lo svuotamento dello stomaco.”

Mamme ora mi raccomando: dopo tutte queste informazioni, niente panico al primo rigurgito!

Questo sito ha carattere divulgativo e non sostituisce il parere del medico, che deve essere consultato, ove necessario

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