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Caraffe filtranti, sotto accusa le caraffe che filtrano l’acqua del rubinetto

Licia

di Mamma Licia

11 Luglio 2011

Caraffe filtranti sotto accusa. L’allarme era scattato a febbraio di quest’anno, quando Mineracqua, la Federazione italiana delle industrie di acqua minerale, dopo aver fatto analizzare l’acqua filtrata tramite le caraffe filtranti dall’Università La Sapienza di Roma e, visti i risultati, aveva presentato un esposto alla Procura di Torino in cui denunciava la pericolosità delle stesse. Queste, secondo il presidente di Mineracqua Ettore Fontana, impoverirebbero l’acqua, depauperandola di elementi nutritivi come fluoro, iodio e calcio, e sporcherebbero anche l’acqua filtrata, con conseguenti rischi batterici, a causa dei problemi legati alla pulizia e all’igiene dei filtri delle caraffe stesse, lavabili ad una temperatura massima (50°) inferiore a quella necessaria per la sanificazione (74°). Inoltre, gli stessi filtri di queste caraffe porrebbero seri problemi di smaltimento.

L’allora procuratore Raffaele Guarinello aprì un’inchiesta come atto dovuto, ipotizzando i reati di commercio di sostanze alimentari dannose alla salute, frode in commercio e di violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti. Le caraffe filtranti oggetto di indagine dei Nas, così come disposto dal procuratore, furono la tedesca Brita,  quell’Auchan, prodotta dalla Laica, e quella della Coop, linea vivi verde.

La notizia di oggi è che la Procura di Roma, a distanza di cinque mesi dall’esposto di Mineracqua, ha iscritto nel registro degli indagati i produttori dei filtri di ultima generazione. Il contenuto della perizia, che supporta l’iniziativa del pm Mario Dovinola e che è stata eseguita dal nucleo antisofisticazione dei Carabinieri, resta per il momento notizia riservata, come anche il nome dei produttori del filtri indagati.

In un comunicato dei giorni scorsi, Brita – la principale casa produttrice di filtri e caraffe filtranti – aveva reso noto che il Consiglio Superiore di Sanità non ha rilevato nessun rischio per la salute a seguito dell’utilizzo delle caraffe filtranti, e che l’azienda dispone da sempre delle autorizzazioni ministeriali di Germania ed Austria per la vendita dei suoi prodotti.

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