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Fa caldo, le alte temperature determinano stress ed aggressività

di Dott.ssa Licia Falduzzi

14 Luglio 2011

Caldo eccessivo e comportamenti aggressivi

Il caldo, si sa, rende nervosi. Ed anche aggressivi.

Alcuni studi hanno dimostrato che la temperatura elevata aumenta la litigiosità tra automobilisti come pure i comportamenti delinquenziali, quali stupri ed assassini.

Ma quanto è vera la relazione tra caldo eccessivo ed aggressività?

Il comportamento aggressivo (cioè il voler recar danno) è stato spiegato inquadrandolo all’interno di diversi approcci teorici. Sono state studiate anche le variabili mediatrici dell’aggressività, cioè i fattori che contribuiscono ad indurre un individuo a reagire con un comportamento aggressivo. L’attivazione negativa (in seguito, ad esempio, ad uno stato di collera, di frustrazione) è uno di essi, e variabili di tipo ambientale – come il rumore, l’affollamento e l’afa – sono alcune delle esperienze negative che possono innalzare il livello di attivazione negativa negli individui ed influenzare la loro propensione a reagire in modo aggressivo.

La relazione esistente tra caldo eccessivo ed aggressività è stata oggetto di verifica in numerosi esperimenti, molti dei quali hanno confermato che il numero e l’intensità dei comportamenti aggressivi tendono ad aumentare quando la temperatura è più elevata: l’afa produce uno stato di attivazione negativa che rafforza le tendenze aggressive degli individui, ma solo se essi sono già inclini a reagire in modo aggressivo a causa di una provocazione subita in precedenza.

In realtà, la relazione tra temperatura elevata e comportamento aggressivo non è lineare come questi studi potrebbero far supporre, ma è più complessa.

In una serie di esperimenti condotti tra gli anni ’70 e gli anni ’80 da Baron e Bell fu dimostrato che la relazione tra calore percepito e aggressività era di tipo curvilineo e non lineare:

nei soggetti sperimentali, sottoposti ad una variazione della temperatura che andava dai 20 ai 30°C, il comportamento aggressivo (che nelle prove sperimentali si traduceva nell’infliggere scariche elettriche, naturalmente simulate) raggiunse la massima intensità quando la temperatura era moderatamente elevata; quando invece la temperatura raggiungeva picchi troppo elevati (o troppo bassi), il comportamento che ne derivava non era di tipo aggressivo bensì di fuga o evitamento.

Cioè, se la temperatura è troppo alta, quel che vuol fare un individuo è cercare di risolvere al più presto la situazione, scappando dall’afa e dal disagio che essa procura, mettendo in essere dei comportamenti che lo allontanino dal caldo insopportabile. Quando invece la temperatura è elevata, ma moderatamente sopportabile, l’individuo mette in atto comportamenti aggressivi.

La conclusione è la seguente: è il caldo moderato a far aumentare la tendenza aggressiva degli individui, ma non il caldo eccessivo (che provoca invece comportamenti di fuga).

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