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Cellule staminali e conservazione dei denti da latte

Simona

di Mamma Simona

18 Luglio 2011

BANCA DEI DENTI DA LATTE

 

Niente più topino e fatina cui donare il proprio dentino caduto in cambio di un regalo o un soldino!…ora i dentini da latte si conservano in banca!

Ebbene sì, i dentini da latte contengono cellule staminali nella polpa dentale, dove viene prodotta la dentina. Opportunamente estratte e crio-conservate, le cellule staminali dei denti, potranno essere utilizzata in futuro aprendo nuovi scenari su cure alternative che limitano, se non azzerano, le possibilità di rigetto.

Si tratta di una scoperta rivoluzionaria nel campo della medicina, che fornirebbe soluzioni per molte patologie come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, l’Alzheimer.

Sull’utilizzo delle cellule staminali, la medicina si è approcciata da relativo poco tempo, raccogliendo già informazioni importanti che faranno in futuro la differenza in campo medico. Molto ancora è da scoprire, ma i passi da gigante che stanno compiendo i ricercatori con i loro studi, lasciano percepire la possibilità di trovare cure risolutive per mali attualmente difficili da curare, limitando sempre più l’utilizzo di materiali sintetici.

In Italia arriva dal Politecnico di Milano il progetto di realizzare una banca pubblica no profit che permetta la conservazione delle cellule staminali del dente, tramite crioconservazione, con un costo relativamente contenuto, per un periodo di vent’anni , tempo in cui, si auspica, si giungano a più ampi  approdi circa l’utilizzo e la creazione di nuovi tessuti grazie alle cellule staminali, oltre a quelli già conosciuti.

La conservazione proposta dal Politecnico, è singolare giacché prevede la crioconservazione, ovvero il surgelamento in parole povere, dei denti interi, prevedendo il recupero della polpa solo al momento del bisogno. In alcuni ospedali, esistono già delle crioconservazioni di polpa dentale, mentre il progetto milanese risulta innovativo; tramite l’utilizzo di un laser sarà possibile selezionare una porzione dentale senza danneggiare le altre parti che potranno essere utilizzate in seguito.

Una delle tante possibilità di applicazione sarebbe un impianto dentario con cellule staminali, che sostituirebbe i tradizionali materiali sintetici.

Studi condotti hanno dimostrato che le cellule staminali estratte dai denti mostrano “una capacità replicativa nelle colture cellulari simile a quella delle cellule fresche non crio-conservate” (citazione medica).

Ad avvalorare l’importanza delle cellule staminali derivanti dai denti, uno studio dell’Università australiana di Adelaide del Dipartimento di ricerca sulle staminali, secondo cui le cellule sarebbero in grado di riparare in parte i danni subiti al cervello da chi ha avuto un ictus, restituendo una buona percentuale di movimento perso. Si tratta di ricerche ancora non attuabili nella pratica, poiché andranno confermate tramite sufficienti esperimenti che garantiscano la riuscita, ma gli studiosi sono convinti del successo della futura applicazione.

In Inghilterra la realtà delle Banche dei denti da latte si sta diffondendo con un progetto di assicurazione di possibili malattie nel corso della crescita dei bambini. In particolare la BioEde, nello Cheshire, raccoglie dentini da tutto il mondo, purché vengano spediti nell’apposito contenitore speciale entro 48 ore dalla caduta e con la condizione che il dente sia sano. Vengono estratte le cellule staminali e conservate al costo di circa 1000 sterline più 90 annue per la gestione dei servizi.

Passi innovativi nel campo della medicina che si preparano a stravolgere in positivo il mondo della medicina…un motivo in più per destinare più fondi e spazi alla ricerca!

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