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Barbie killer

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

01 Settembre 2011

Non chiamatela arte!

La bambola più amata dalle bambine di tutto il mondo ripresa in foto a dir poco inquietanti, non può essere considerata arte!

Ma andiamo con ordine. Ero intenta, come mio solito, a fare ricerche nel web su eventi legati all’arte e la mia attenzione viene catturata da una notizia nella quale Barbie, la bambola più famosa al mondo che da poco ha compiuto 50 anni, veniva descritta e raffigurata come una sociopatica, sadica, cocainomane, pervertita assassina con disturbi alimentari. In poche parole, tutti i peggiori mali della nostra odierna società raccolti in un’unica persona … pardon bambola.

L’artista, se così si può definire, Mariel Clayton ha riprodotto scenari casalinghi (cucina, bagno e camera da letto) grazie ai mini accessori della bambola acquistati a Tokyo, riuscendo così a creare dei veri e propri set fotografici serviti per ritrarre una Barbie serial killer che sevizia, uccide e assapora il malcapitato Ken, compagno di vita.

Immagini molto forti, splatter, che noi di Vita da Mamma abbiamo deciso di non pubblicare in quest’articolo, in quanto nauseate e disgustate dall’uso, anzi abuso, che viene fatto di un giocattolo per bambini. La vita è già abbondantemente piena di orribili notizie che classifichiamo questa come un’ulteriore violenza gratuita lasciata alla portata di possibili ed influenzabili menti adolescenziali.

Barbie è sempre stata oggetto di critiche in quanto icona di perfezione impossibile da emulare, se non attraverso numerosi interventi di chirurgia estetica,  ma da qui ad associarla al Dr. Hannibal Lecter ci sembra davvero troppo.

Riusciremo mai a rompere la violenta spirale in cui è avvolta la nostra società?

 

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