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Melania Rea ultime notizie

Federica Federico

di Federica Federico

04 Settembre 2011

L’omicidio di Melania Rea ha acceso i riflettori su una famiglia comune precipitata in un dramma. Quello che colpisce della morte di Melania Rea è esattamente “la vita ordinaria e semplice”, da giovane donna e madre. E la domanda che l’Italia, spettatrice di questa tragica fine si fa è questa: “E’ possibile che la vita di Melania, la normale vita di una donna, sia d’improvviso “mutata” in un incubo profondo conclusosi con la sua morte? Chi è perché ha ucciso Melania Rea?

Il delitto della giovane donna, 29 anni appena, madre di una bambina piccolissima (di soli 18 mesi al momento dell’omicidio), si è consumato il 18 aprile scorso nel Bosco delle Casermette. È stato un delitto efferato, l’assassino ha sferrato ben 35 coltellate sul corpo di Melania, inoltre alcune “macabre azioni” sarebbero state consumate sul cadavere (probabilmente dopo il decesso) solo per depistare le indagini.

L’attività investigativa intorno al delitto Rea è fitta, è stata incessante in questi mesi ed ha impegnato le forze dell’ordine, conducendo gli investigatori ben oltre le aspettative: la vita di Melania Rea, infatti, è apparsa più “complessa” di quanto non potesse sembrare all’inizio.

Salvatore Parolisi, il marito,  viveva con la moglie da appena un anno e mezzo circa, sino ad allora, per tutto il corso della gravidanza e fino alla nascita di Vittoria, la figlia della coppia, Melania aveva vissuto a Somma Vesuviana, paese natale dei coniugi Rea, mentre il marito prestava servizio in Italia ed all’estero. Salvatore Paraolisi, caporal maggiore dell’Esercito, nelle sue missioni estere avrebbe accumulato anche un piccolo tesoro, giustamente guadagnato con fatica, 100mila euro; proprio questa sudata fortuna è stata recentemente l’oggetto dell’attenzio0ne degli inquirenti che sospettano che il danaro possa essere tra i moventi del delitto: “Forse Salvatore non voleva che Melania beneficiasse dei suoi danari?

Si perché il caporal maggiore e la giovane moglie non erano quella che si può definire una coppia felice: Salvatore tradiva Melania ed intratteneva da tempo una stabile relazione con una soldatessa che durante l’addestramento era stata sua sottoposta. All’amante avrebbe detto, poco prima del delitto Rea, “Non preoccuparti vivrai di rendita“.

Parolisi, al momento in carcere con l’accusa di avere ucciso la moglie, continua a sostenere di essere innocente.

Per “inchiodare” Salvatore, secondo certe fonti, gli inquirenti assocerebbero al movente passionale ed all’ipotesi “economico – finanziaria”anche una traccia biologica repertata sul cadavere: un ultimo bacio che il marito (forse assassino) avrebbe dato a Melania poco prima che ella morisse, lì in un bosco solitario, uccisa con violenza. L’accusa farebbe leva sul dna trovato sulle labbra di Melania identificando in quella traccia una prova schiacciante, capace di collocare Parolisi accanto alla moglie esattamente nel momento della morte della donna.

La difesa è pronta a “smontare” questa tesi accusatoria, secondo  Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, avvocati di Parolisi, l’accusato avrebbe si baciato la moglie ma molte ore prima del delitto.

Inoltre la difesa sostiene tenacemente che l’assassino di Melania sia una donna; stando a quanto si  evince da più fonti giornalistiche sotto le unghie di melania sarebbe stato repertato dna femminile, ancora non legato ad alcuna persona in particolare.

Intanto la relazione di Parolisi con la Soldatessa Ludovica torna al “centro del mistero Rea” dopo l’audizione di Imma e Valentina, amiche della defunta Melania.

Ad Imma Melania avrebbe confessato, durante  una telefonata, le proprie ansie, dicendole : «Ti devo dire qualcosa di molto brutto». Cosa non è dato saperlo perchè due giorni dopo Melania veniva uccisa.

Valentina ha sostenuto, dinnanzi agli inquirenti e in televisione, al cospetto delle telecamere, che Melania e Ludovica si sarebbero accesamente confrontate in una telefonata per nulla amichevole. Diversamente la soldatessa, nella sua deposizione, ricordava il colloquio con Melania come “un confronto civile”, non violento e non rabbioso. Queste due interpretazioni di un medesimo fatto appaiono assai dissonanti.

Si attendono novità investigative.

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