Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Papà separati: diritto di visita e bambino malato

di Dott.ssa Federica Federico

24 Giugno 2010

Care mamme,
ieri sera ho incontrato in rete un’amica preoccupata:
la figlia ha la varicella.
La bimba è irritata, stanca e febbricitante,  ma non è il normale decorso della malattia a preoccupare la mia amica, quanto, piuttosto l’ex marito che oggi dovrebbe prendere la bambina con sé per trascorrere con lei il pomeriggio.
Chiaramente per la piccola sarebbe una inutile forzatura spostarsi da casa quest’oggi, ma pare che il padre sottovaluti il disagio della bimba e non voglia sentire ragioni.

La mia amica si preoccupava di capire se la condizione di malattia d’un bambino potesse legittimamente giustificare la mancata visita del padre – anche laddove tale visita rientra in quelle abituali e determinate con sentenza in sede di separazione.

Diciamo subito che il diritto di visita è un diritto\dovere che nasce per garantire la continuità del legame figlio – genitore, anche a fronte della cessazione del rapporto di convivenza.
È appena il caso di sottolineare che la legge si orienta in modo prevalente verso la tutela del minore, infatti, lo scopo che sempre va perseguito è quello di garantire ai figli una serena relazione con entrambi i genitori nonostante la separazione e le inevitabili conflittualità che essa porta con sé.

In questo senso la legge ammette il ricorso al giudice in caso di gravi inadempienze o di atti che in qualunque modo arrechino pregiudizio al minore ed ostacolino il corretto e sereno rapporto del bambino con ciascun genitore. Il giudice (ai sensi dell‘articolo 709 ter del codice di procedura civile), considerati i fatti,  può  modificare i provvedimenti in vigore e può, anche:
– ammonire il genitore inadempiente;
– condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria;
– disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore;
– disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro.

In pratica sbaglia e “viene punito” chi con costanza mette in essere comportamenti capaci di fatto di intralciare il rapporto figlio – genitore a tutto danno del minore e della sua crescita corretta.

La varicella è una di quella malattie che normalmente accompagnano la crescita dei bambini. Come una febbriciattola, un raffreddore, un mal di pancia o un episodio di vomito è imprevedibile e transitoria ma comunque capace di alterare, infastidire e scombussolare un bambino. Probabilmente il bimbo malato di suo non ha voglia di affrontare spostamenti e fare granché. E del resto è quasi consigliabile tenere “riservato” un piccolo convalescente.
Questo genere di malanni si presentano all’improvviso e più volte nel corso della vita di un bimbo, potremmo dire che fanno parte della fluidità dell’esistenza. Hanno dei caratteri peculiari: sono situazioni momentanee, che si verificano senza preavviso, e disturbano la serenità dei piccoli. La imprevedibilità e la temporaneità hanno un risvolto legale: impediscono il ricorso al giudice, infatti è impossibile che una mamma preveda una febbre e la preceda chiedendo al giudice una deroga al diritto di visita del padre.

La Cassazione ha stabilito che non c’è reato se il diniego alla visita è occasionale, incapace di pregiudicare il rapporto figlio – genitore e giustificato dall’interesse prevalente del minore.

Il coniuge che impedisce all’altro genitore di vedere il figlio, secondo quanto sentenziato dal giudice, viola la  legge  incorrendo nel reato di mancata esecuzione di un provvedimento civile (articolo n°338 del codice penale). Questo è un reato immediato: in linea di principio basta, cioè, una sola violazione a perfezionarlo. Tuttavia la Cassazione ha sottolineato che la materia coinvolge dei minori che non sono oggetti funzionali al soddisfacimento di un nostro interesse, ma persone, soggetti di diritti. Verso i bambini i genitori hanno un obbligo primario: garantire loro la serenità ed in funzione di ciò devono sempre agire usando il buon senso.
La Cassazione ha ritenuto che non configurasse alcun reato l’occasionale diniego del diritto di visita a causa di una malattia, e non sarà mai reato se si configurerà come episodio isolato, modesto ed incapace di ledere o alterare il rapporto bimbo – genitore. Insomma la mia amica può stare tranquilla, e tutte voi mamme potete invitare i papà a rimandare le visite quando i bimbi sono indisposti, purché ciò resti giustificato da un effettivo malessere del bambino atto ad impedirgli l’uscita o a sconsigliarla per il suo benessere.

Leggi anche

Seguici