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Tubercolosi, nuovo vaccino prototipo

Licia

di Mamma Licia

06 Settembre 2011

Forse in arrivo un nuovo efficace vaccino contro la tbc

 

L’allarme TBC al Gemelli ha fatto riemergere in questi giorni il problema tubercolosi. Una malattia che sembrava essere debellata, ma che invece continua a colpire ed uccidere 1,7 milioni di persone l’anno. Perché? Perché non esiste ancora nessun vaccino efficace contro il bacillo della TBC. Un vaccino c’è, esiste ormai da tempo, ma non è in grado di proteggere l’organismo dall’attacco del micobatterio. Non solo, ma anche la cura della TBC si rivela spesso inefficace, causa anche l’emergere di ceppi farmaco-resistenti che rendono addirittura refrattari anche agli antibiotici usati attualmente per curare la malattia.

È per questo che viene accolta con molta speranza la notizia che da alcuni ricercatori americani (dell’Albert Einstein College of Medicine, dell’Howard Hughes Medical Institute e della Colorado State University) è stato sviluppato un prototipo di vaccino contro la tubercolosi.

Ma aspettiamo prima di gioire perché la strada da fare è ancora lunga.

«Produrre vaccini efficaci contro la tubercolosi  richiede una migliore comprensione dei meccanismi utilizzati dal Mycobacterium tuberculosis per sfuggire alla risposta immunitaria dell’organismo». Lo ha detto William Jacobs, l’autore dello studio i cui risultati sono pubblicati online su Nature Medicine.

Ma vediamo come si è arrivati a sviluppare questo nuovo farmaco.

Il team di Jacobs si è chiesto innanzitutto quale strategia usa il micobatterio della tbc per ingannare la risposta immunitaria dell’organismo, ed usando come modello di studio il Mycobacterium smegmatis, il batterio che causa la tubercolosi nei topi e la loro successiva morte, hanno ipotizzato quali erano i geni che ingannavano la risposta immunitaria. Li hanno isolati, tolti ed hanno visto che, nonostante le dosi massicce di batterio geneticamente manipolato iniettate ai topi, le loro difese funzionavano e l’infezione non avveniva. I geni da togliere e da manipolare erano quelli etichettati come Esx-3.

Purtroppo però, facendo il medesimo esperimento con lo stesso gruppo di geni stavolta del Mycobacterium tubercolosis, il batterio che colpisce l’uomo e che è comunque letale anche per i topi, il bacillo moriva e non poteva quindi essere manipolato nello stesso modo di quello letale solo per i topi e dal quale era stato possibile ottenere l’efficace vaccino.

Jacobs e colleghi hanno cercato di risolvere il problema prendendo i batteri  del Mycobacterium smegmatis privi del gruppo di geni Esx-3, inserendo al loro posto la serie analoga dei geni del Mycobacterium tubercolosis e li hanno modificati, iniettandoli poi nei topi. La risposta è stata positiva anche in questo caso: i topi, sottoposti a questo vaccino ed esposti ad alte dosi di Mycobacterium tubercolosis riuscivano a combattere l’infezione in modo efficace. Ma non tutti i topi, purtroppo, solamente uno su cinque. E comunque si tratta pur sempre di un vaccino sperimentato sui piccoli roditori e con molte incognite se pensato/riferito agli esseri umani.

L’importanza scientifica di questo studio rimane comunque quella di aver individuato i geni “truffatori”, quelli responsabili della non reazione del nostro sistema immunitario al batterio della tubercolosi.

 

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