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Tbc Roma: Codacons due class action mentre si allarga l’inchiesta

Licia

di Mamma Licia

07 Settembre 2011

Tbc Gemelli: positivo al test per la tubercolosi un bambino nato l’8 dicembre 2010

Rivelazione shock durante la conferenza-verità tenutasi stamattina dal Codacons sul caso della TBC al Gemelli: il padre di un bambino nato il 10 dicembre scorso ha riferito che anche suo figlio è risultato positivo al test per la tubercolosi. Allarmato dalle notizie sui contagi al Gemelli, ha detto di aver fatto fare, privatamente, le analisi al figlio, scoprendo la triste verità.

Che cosa non ha funzionato nella macchina che garantisce la sicurezza sul personale sanitario del Policlinico? Come mai il numero dei bambini contagiati rischia di aumentare sempre di più?

Sull’opportunità di ampliare i controlli in tutti i reparti, non solo in quello di neonatologia, in cui ha lavorato l’infermiera affetta da tbc, da cui sarebbe partito il contagio, il Codacons si era già espresso nei giorni scorsi, quando si era appreso che un bambino nato il 2 gennaio era risultato positivo al test per la tubercolosi.

Un fascicolo, per il momento contro ignoti, è stato aperto dalla Procura di Roma che sta procedendo comunque per il reato di epidemia colposa. I pm, coordinati dal procuratore aggiunto Leonardo Frisani, hanno affidato una maxi consulenza per accertare, innanzitutto, se c’è un nesso tra la malattia dell’infermiera del Gemelli e quella di una bambina, l’unica finora ammalata di tbc e dimessa ieri dall’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

È stata proprio la malattia di questa bambina, scoperta al Gemelli a luglio durante un controllo voluto dai genitori perché la bimba non cresceva, a far scattare l’allarme e a risalire all’infermiera dalla quale sarebbero partiti gli altri 122 contagi. Ma i pm vogliono anche stabilire se la dirigenza dell’ospedale fosse a conoscenza dello stato di salute dell’infermiera, risultata positiva alla tbc già nel 2004. Gli inquirenti, inoltre, non escludono che possa prefigurarsi anche l’omissione di atti d’ufficio nel comportamento tenuto da alcuni dirigenti del Gemelli che, forse, sapevano della positività dell’infermiera ed hanno taciuto.

I consulenti ai quali è stata affidata la perizia dovranno chiarire anche se l’infermiera si è ammalata “per il contatto con il marito (anch’egli affetto da tbc) o con altri soggetti”.

Durante la conferenza stampa di stamattina, il Codacons ha presentato le azioni legali attivate in favore delle famiglie coinvolte nella vicenda tbc al Gemelli. Si tratta di due class action (una per i bambini risultati positivi ai test per la tbc e una per i bambini risultati negativi) e di una richiesta di risarcimento in sede civile per i genitori ed i figli che da questa vicenda sono stati colpiti da danni di vario genere, da biologico a morale a esistenziale.

 

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