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Tubercolosi Roma: tbc al Gemelli, ultime novità

Licia

di Mamma Licia

08 Settembre 2011

Nessuna emergenza tbc

 

Non esiste una emergenza per la tbc in Italia e i bambini coinvolti grazie alla profilassi non avranno conseguenza”. È quel che ha detto il ministro della salute Fazio durante il Question time di ieri pomeriggio alla Camera in merito alla vicenda della tubercolosi al Gemelli. Ma ha anche aggiunto che il caso della tbc “è del tutto nuovo per l’Italia e per l’Europa, dal momento che in letteratura sono descritti solo tre casi simili, in Canada, Stati Uniti e Giappone” ed ha voluto ricordare che già il 23 agosto scorso, proprio in seguito alla vicenda del Gemelli, è stata inviata a tutte le regioni una circolare per ribadire e rafforzare le misure di prevenzione e controllo sulla tubercolosi.

Nessun allarme tbc anche da parte dell’infettivologo Giuseppe Visco, il quale ci tiene a precisare che il test utilizzato dal Gemelli per scoprire la presenza del bacillo della tbc, il Quantiferon Gold, è forse un test troppo sensibile, non ancora sufficientemente sperimentato nei neonati e non è escluso che abbia dato dei falsi positivi.

 

Intanto aumentano le azioni legali che il Codacons ha deciso di intraprendere a favore delle famiglie dei bambini coinvolti nella vicenda della Tbc al Gemelli. Sono sette: due class action (una per i genitori dei bambini risultati positivi ai test per la Tbc e una anche per i genitori dei bambini risultati  negativi); una richiesta di risarcimento (stimato in mezzo milione di euro per ogni bimbo risultato positivo a test per la tbc) in sede civile per i genitori ed i figli che da questa vicenda sono stati colpiti da danni di vario genere, da biologico a morale a esistenziale; tre azioni amministrative (una contro la Regione Lazio “per la dichiarazione di illegittimità della commissione di indagine sanitaria, epidemiologica e amministrativa sul caso e per estendere i controlli su tutti i bambini nati almeno fino ad un anno e mezzo prima dell’evento”, un’altra, sempre contro la Regione Lazio, per il “risarcimento dei danni prodotti dalla stessa regione e dal Ssn a causa dei mancati o insufficienti controlli”; ed, infine, contro il Policlinico Gemelli, al quale viene contestata “l’omessa sottoposizione dell’infermiera alla visita annuale o la superficialità con la quale è stata effettuata” e che viene ritenuto “responsabile anche per il comportamento dell’infermiera per la cosiddetta responsabilità di carattere vicario del datore di lavoro per fatto e colpa del dipendente”); un’azione penale, che riguarda un genitore che ieri ha depositato una dichiarazione di parte offesa.

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