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Nucleare: Francia, esplode una fornace in un sito nucleare

Licia

di Mamma Licia

15 Settembre 2011

Esplode una fornace in un sito nucleare francese, a due passi da noi

Paura nel Sud della Francia, a Marcoule, per l’esplosione di una fornace nel sito nucleare di proprietà della società Edf. In un primo momento si era temuto il peggio, ma nel sito di Marcoule, la sede della prima centrale nucleare francese, nessun reattore è più in funzione dal 1984 e dal 1999 esso viene sfruttato solamente per lo smaltimento ed il trattamento delle scorie provenienti dall’industria nucleare, dai centri di ricerca e dagli ospedali. Vi si bruciano oggetti metallici che provengono dai reattori o dallo smaltimento delle centrali nucleari (viti, bulloni e altre attrezzature), tute da lavoro usa-e-getta, guanti, rifiuti liquidi.

La fornace è esplosa probabilmente a causa della reazione all’eccessivo calore di un materiale non conforme alle temperature dell’inceneritore.

Un morto e 4 feriti sono il bilancio dell’incidente. La vittima – hanno detto i responsabili della centrale – è morta nell’esplosione.

L’ASN, l’Authority per la sicurezza nucleare francese, ha annunciato che l’esplosione è stata contenuta completamente all’interno della fornace e che non c’è stata alcuna fuga reattiva. Nessuna misura di sicurezza è stata adottata per i dintorni della centrale, anche se l’aria intorno al sito nucleare è monitorata costantemente per registrare eventuali variazioni di radioattività.

Nonostante queste rassicurazioni, l’incidente “industriale, non nucleare” – come ha voluto puntualizzare l’Edf – o “di tipo convenzionale” – come lo hanno definito esperti dell’Enea e dell’Associazione Italiana Nucleare – ha creato un po’ di allarme anche in Italia, perché Marcoule si trova a 242 km in linea d’aria da Ventimiglia, a 257 da Torino e a 342 da Genova.

La Protezione Civile della regione Piemonte è comunque in allerta e i tecnici dell’ARPA (l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) monitorano costantemente il territorio per registrare eventuali, anche minime, variazioni di radioattività. Sono due i sistemi di monitoraggio in funzione: uno, meteorologico, serve a verificare se e come le correnti d’aria potrebbero orientare le eventuali particelle radioattive spingendole verso il Piemonte o la Liguria o anche in altre parti d’Italia o dell’Europa; il secondo, sul territorio, serve a registrare, ogni 10 minuti, l’eventuale presenza delle particelle radioattive nell’atmosfera o sul terreno.

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