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Inserimento nido: i pro e i contro dell’asilo nido

DottAnnamaria

di Dott.ssa Annamaria Del Vecchio

16 Settembre 2011

PRO E CONTRO ASILO NIDO

La scelta del nido è oggi una necessità dettata da motivi economici e personali che vede il bambino, di età inferiore a tre anni,  frequentare l’ambiente scolastico e districarsi tra giochi, colori, canzoncine e amici.

È ovvio e risaputo che i bimbi da zero mesi a tre anni vivono un’età abbastanza delicata, sono ancora molto piccoli e fragili; ma oramai chi  prende la decisione di condurre i bimbi a scuola precocemente non è più una minoranza ed il nido non rappresenta più un’ “eccezione”, bensì una pratica consueta, una realtà che però pone dubbi e domande ai genitori:

Farò bene,  si sentirà solo ? Come elaborerà la mia assenza?  Sbaglierò a sottoporlo a tutti gli stimoli del nido così piccolo?”.

Domande lecite e naturali che  vagano nella mente di ogni genitore che desidera fare sempre la migliore scelta per il proprio figlio e che vaglia e ricerca le migliori soluzioni alle proprie esigenze.

Ma in realtà l’iscrizione al nido è così utile? Giova tanto al bambino? Sarà un bambino più intelligente, con il passare del tempo si rivelerà più capace di intrecciare relazioni e tenere “rapporti sociali” oppure diverrà timoroso e stressato?

 

Se si è in preda ai dubbi e ci si chiede se sia meglio iscrivere il proprio bambino al nido o affidarlo ad una baby sitter allora ecco elencati i vantaggi e gli svantaggi, i pro e i contro dell’inserimento all’asilo nido.

 

VANTAGGI

–          Uno dei vantaggi è sicuramente quello che attraverso  le attività  che vengono svolte al nido il bambino viene sottoposto a stimoli volti allo sviluppo della sua creatività. Infatti, attraverso canzoncine, giochi o (per i bimbi più grandicelli) lavoretti  creati dalle sue mani, all’asilo  si sollecita la  manualità, la fisicità e la cooperazione.


–          Lo sviluppo precoce della socializzazione è uno degli aspetti che allevia i dubbi di ogni genitore, in quanto immaginare il proprio figlio che cordialmente ed espansivamente gioca con gli altri bambini rende questa scelta più serena e tranquilla. Più che socializzazione però sarebbe il caso di chiamarli “processi della vita comunitaria”, perché i bambini di età inferiore a tre anni ancora non scindono bene il sé dagli altri, tendono a giocare da soli e solo dopo (appunto intorno ai 36mesi) cominciano a partecipare a giochi di gruppo.

–          Attraverso  la frequentazione con altri bambini e con le maestre  il vocabolario del bambino si arricchirà e colorirà di espressioni, modi di dire. La necessità di esprimere i suoi bisogni spingerà il bambino ad affinare le sue competenze linguistiche. E la sua capacità espressiva crescerà grazie alle parole che imparerà con canzoncine e filastrocche ( a volte dirà anche qualche parolaccia!).

–          Il bambino del nido comprende prima degli altri bambini  che la giornata è scandita da momenti e riti precisi in quanto sentirà molte volte ripetere nell’arco della giornata frasi del tipo: “è l’ora di svegliarsi! È l’ora di andare a scuola! E’ l’ora di pranzare!  E’ arrivata l’ora di fare il riposino! Tra un po’ i vostri genitori verranno a prendervi!”

–          Una buona abitudine che viene insegnata al nido è quella del riposino pomeridiano. In questo caso il bambino non avrà accanto a sé la mamma o  la maestra in maniera esclusiva (l’educatrice, infatti, dovrà occuparsi di tutti quanti i bambini) e imparerà in questo modo, anche grazie alla pratica dell’imitazione, ad addormentarsi da solo.

–          Stesso discorso vale per l’alimentazione. Il bambino, infatti, ovviamente non il lattante, inizia  a prendere confidenza maggiormente con gli strumenti propri del pranzo: forchetta e cucchiaio, imparerà ad impugnarli e ad alimentarsi in maniera autonoma. A casa vi è la mamma che, se pur brava a fargli prendere confidenza con questi strumenti, di solito interviene un pochino a dargli una mano. A scuola ciò non accade sempre! E vedendo gli altri  mangiare da soli desidererà riuscirci anche lui. Quindi uno dei vantaggi è quello che il bambino che frequenta il nido, normalmente,  riesce a mangiare da solo prima.

–          Molti asili nido, inoltre, prendono in consegna il latte materno previamente tirato e debitamente conservato. Questo latte finirà nel biberon personale del bimbo, dopo essere stato etichettato e conservato secondo le consuetudini della scuola. In tal modo il latte di mamma verrà somministrato al piccino che proseguirà la buona pratica dell’allattamento materno.

 

SVANTAGGI

–          Uno dei rischi è che il bimbo viva l’ingresso al nido come un abbandono dalla mamma. Ad esempio un bambino di 9 mesi non è in grado di comprendere che quel distacco è solo momentaneo. Sia la mamma che il bambino vivono con la decisione del nido un dolore naturale ed umano che però l’adulto è in grado di razionalizzare, mentre il bambino non ancora. A tal riguardo un buon e graduale inserimento può aiutare a superare questa fase.

–          La manifestazione di capricci e pianti è del tutto normale dopo una giornata a scuola perché il piccino desidera coccole e attenzione, quindi avendo come arma la “santa pazienza” cercare di trascorrere le ore serali insieme al bambino è un’ottima cosa. Almeno per il primo periodo sarebbe il caso  di eliminare uscite serali con il patner o di  affidare il bambino alla baby sitter: nelle ore successive a quelle scolastiche il bambino ha bisogno della presenza dei genitori, di attenzioni, cure,coccole e giochi!

–          Il bambino può essere sottoposto a piccole frustrazioni da parte dei compagni più grandi di età o dei bimbi fisicamente più imponenti. Attraverso questi “scontri” il piccolo  imparerà prima che la vita è fatta anche di situazioni poco piacevoli e di prepotenza. L’unica vostra rassicurazione deve essere quella di sapere che ci sarà sempre l’occhio vigile dell’educatrice  su di ogni bambino.

–          Il bambino che frequenta il nido è  maggiormente a contatto con germi, batteri e virus, quindi febbre, tosse, diarrea o vomito sono la normalità.

–          Uno degli svantaggi  può anche essere di carattere relazionale ed interessare il rapporto bambino – educatrice. In genere al nido ci sono più educatrici  che si alternano periodicamente all’interno della struttura scolastica, non raramente il bambino preferisce alcune educatrici e dimostra “difficoltà” con altre. La difficoltà  che può incontrare il bambino ad abituarsi ed a costruire un legame con una particolare educatrice può, dunque, essere normale. Se il vostro bambino è particolarmente esigente (ha dimostrato di essere un bimbo diffidente, poco socievole o che difficilmente entra in confidenza con gli estranei) cercate allora un asilo nido di piccole dimensione e informatevi circa la ciclicità delle insegnanti.

–          Un altro svantaggio può essere rappresentato dagli orari poco flessibili della scuola o dalla chiusura estiva anticipata. Quest’aspetto interessa noi genitori più che i bimbi e va valutato tenendo conto delle esigenze familiari e lavorative.

Tutte le possibili discordie sui pro e sui contro dell’asilo nido si risolvono solo analizzando le esigenze personali e i tratti caratteriali del piccino!

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