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Viaggiare per lavoro, quando il papà parte perchè deve lavorare

DottAnnamaria

di Dott.ssa Annamaria Del Vecchio

21 Settembre 2011

Papà che lavorano lontano da casa, uomini che per esigenze professionali “lasciano” la famiglia per più giorni o per lunghi periodi.

Quello dei lavoratori costretti a viaggiare o spostarsi, allontanandosi dal nido familiare, è un tema delicato e ricorrente: le necessità connesse al lavoro spesso portano i genitori a “sacrificarsi”, quando un papà deve – più o meno frequentemente – assentarsi come reagisce il bambino piccolo? In che modo il “figlio” interpreta tale necessità economica e lavorativa? Quando il bambino giunge alla comprensione del sacrificio paterno?

<<Dov’è papà? … Quando torna papà? …Perchè si deve lavorare? … Ma papà quando ritorna poi non parte più? … Perchè papà deve partire? … Perchè non possiamo andare tutti con papà? … Papà mi porti con te?>>, come soddisfare gli interrogativi del bambino e come aiutarlo ad adattarsi ai “continui ma inevitabili distacchi” dal padre?

PADRE LONTANO – ovvero papà solo nei week-end
Il lavoro vede sempre più spesso i padri allontanarsi dalle proprie famiglie  per giorni interi, ciò crea non poche difficoltà all’intero nucleo familiare: agli stessi padri ma anche a chi resta.

Il padre che rientra a casa solo nei week- end è una realtà ormai trasversale presente in tutte le fasce sociali. Il “distacco causa lavoro” mettere alla prova tutti i componenti della famiglia.
Gestire una situazione del genere nel migliore dei modi non è semplice, vuol dire soprattutto  gestire l’educazione del bambino, il rapporto figlio – padre e mantenere il legame di coppia vivo e sereno.

Ad ogni componenete della famiglia (madre – padre e figlio) spetta il compito, non semplicissimo, di convivere e ad accettare questa distanza, di elaborarla nel migliore dei modi e di convincersi che non è piacevole per nessuno stare lonatni.

Come può fare una mamma ad aiutare il bambino  ad accettare e a vivere sereno l’attesa del rientro del padre? Come impartire una corretta educazione se si è da sole a gestire il quotidiano?
Ed ancora “Come gestire il rapporto padre – bambino? E’ possibile non far ricadere sul bambino le conseguenze negative della inevitabile distanza dal papà?”

 

L’assenza del padre e la sua mancanza è indubbia e il piccolo si rende subito conto, quando il padre  chiude la porta, che non è la solita uscita e che non rientrerà dopo qualche minuto.

Proviamo a dare alcune risposte:

  • è importante far respirare al bambino, nei giorni in cui il padre è a casa, un clima sereno, un’atmosfera familiare ed è bene quindi trascorrere “il tempo in tre”,  per gioire insieme del rientro del papà. In questo modo il bambino scopre e impara le dinamiche dell’educazione duale ( di entrambi i genitori) e le dinamiche relazionali di coppia vedendo la mamma e il papà ridere e giocare insieme a lui;
  • no al giocattolo/regalo ogni volta che il papà rientra a casa, soprattutto se il bambino è piccolo, in quanto potrebbe attendere l’oggetto e non il papà;
  • il bambino ha bisogno di coccole e attenzioni che lo spronino nei suoi primi passi di crescita, qiuindi consigliate al vostro compagno, anche se stanco, di dedicarsi almeno la prima ora del suo rientro interamente al bambino;
  • insegnate al bambino a rispettare il padre: “papà sta riposando perchè è stanco, quando si sveglierà starà con noi, nel frattempo prepariamogli un’ottima cena, mi aiuti? . Anche se il papà è lontano per un’intera settimana merita rispetto e questo è bene che il bambino non lo dimentichi mai. Il ruolo e l’importanza della figura del padre non cambia e non varia in base a quanti giorni trascorre con il figlio;
  • evitare di associare alla figura del padre minacce, timori o ricatti:  “non lo fare o lo dico a papà“. Il papà che rientra solo nei week- end non deve essere visto dal bambino come un orco che lo metterà in punizione, ma come una persona che desidera che il proprio figlio si comporti sempre bene;
  • l’importante è fare cose semplici con il bambino: sistemare insieme il giardino, andare a fare le commissioni alla mamma, accompagnarlo e andarlo a riprendere a scuola il sabato;
  • il bambino deve ricordarsi del padre e quindi la madre ha il dovere, quando il compagno è lontano,di rappresentarlo e di tenere vivo il suo ricordo: “Questa è la camicia di papà, adesso la mamma la stira così quando lui torna potrà indossarla se lo vorrà!”;
  • buona abitudine potrebbe essere quella della chiacchierata telefonica alla sera nella quale il padre si interesserà dell’andamento scolastico e del suo comportamento. Anche il padre deve raccontare al proprio figlio cosa ha fatto durante la giornata in modo tale che possa capire il motivo della lontanza e immaginare il padre impegnato in cose importanti. Se il bambino è piccolo e non è in grado di intrattenere un discorso al telefono è bene comunque fargli sentire la voce del padre e al padre fare ascoltare i primi gargarismi del figlio!
  • il papà manca anche alla mamma e questo si può dire al bambino, ma mai con angoscia altrimenti il piccolo potrebbe elaborare che il papà è la causa della tristezza della mamma. Basterebbe dire : ” Alla mamma manca il papà, per questo ogni tanto diventa triste, ma poi penso che il papà ci vuole bene e il sorriso ritorna“.
  • speigate al bambino i motivi di questa distanza, fatelo insieme e siceramente : “il papà deve lavorare purtroppo in un’altra città che è lontana, non può rientrare a casa tutte le sere, ma ci penso sempre e ci telefonerà spessissimo“-,
  • l’ intesa madre – padre riguardo l’educazione è fondamentale. Alla madre spetta il compito di parlare con il marito dei problemi educativi, delle domande che il bambino le ha rivoto, il quale è bene che ascolti anche le risposte e il punto di vista del padre. L’educazione non è un compito che spetta e provenire unicamente dalla mamma, ma riguarda anche il padre che insieme a lei deve impegnarsi  per ottenere un’influenza profonda e positiva sul bambino, in tal senso è importante che la madre agisca sempre in accordo con il padre circa l’educazione da impartire e che le decisioni più rilevanti vengano prese in comune accordo.

Avere un padre e un marito a casa solo nei week – end non è cosa facile, ma con fiducia e  forza si attenderanno tempi migliori e un rientro a casa non solo festivo ma permanente. Intanto in bocca al lupo a tutte quelle mamme, compagne e mogli che il venerdì attendono di “riunire la famiglia sotto uno stesso tetto”!

 

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