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Bagnasco contro Berlusconi

di A. Arciprete

27 Settembre 2011

Il Cardinale Bagnasco contro il Premier Silvio Berlusconi?

Chiesa e Stato Italiano. Da sempre un binomio inscindibile, un connubio che prende la sua forza dalla nostra stessa costituzione come enunciato dall’ Art. 7 della stessa, legato a filo doppio ai Patti Lateranensi stipulati nel ’29  , all’inizio della peggiore pagina della nostra storia.

Dopo oltre 80 anni nulla sembra mutato.

Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana meglio nota come C.E.I. nonché generale di corpo d’armata dell’esercito Italiano e arcivescovo di Genova, è intervenuto per l’ennesima volta contro l’attuale premier italiano.

Silvio Berlusconi penso non abbia bisogno di presentazione, nato dal nulla è oggi tra gli uomini più potenti d’Italia con una coda di denunce sterminata, tutt’oggi indagato per diversi reati penali e dalla condotta riprovevole, almeno da quanto si evince dalle ultime notizie scaturite dalle intercettazioni telefoniche ( proprio quelle che il nostro premier voleva vietare).

Bagnasco tuona parole come bombe contro una morale inesistente che “provoca un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà” aggiunge “Forse che davvero è mancata in questi anni la voce responsabile del Magistero ecclesiale che chiedeva e chiede orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale? ».

Poi il suo discorso vira bruscamente e prende forma il reale senso degli attacchi.

Bagnasco, ancora non del tutto uscito dall’ennesimo scandalo pedofilia che ha colpito proprio una delle sue parrocchie di Genova, parla dell’ immagine “pericolosamente fiaccata” dell’Italia nel mondo  ad opera degli “attori della scena pubblica”.

A seguire passa a dare uno zuccherino ai giovani, lodandoli come “protagonisti positivi” , si sofferma sulla lotta all’evasione fiscale, tenta un rafforzamento del pensiero nazionalista con un discorso prettamente politico e chiude con una strana premonizione “Sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte la possibilità di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie né ingenue illusioni” .Qui tutto il senso dell’intero discorso.

Berlusconi non riesce più ad essere credibile, pur avendo onorato sempre e “abbondantemente” i Patti del ’29. Occorre un rinnovamento in politica che tenga fede ai Patti e soprattutto che porti avanti obbligatoriamente il connubio con una chiesa in evidente difficoltà.

Articolo realizzato da A. Arciprete

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