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Gravidanza monocoriale monoamniotica: la storia di Lisa

Una giovane mamma ha voluto raccontare con un video la storia della sua ggravidanza monocoriale monoamniotica,una gravidanza gemellare molto rara e rischiosa

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

11 Aprile 2017

Le gravidanze gemellari non sono tutte uguali e non è solo questione di suddivisione in monozigoti, ossia gemelli nati da una singola cellula uovo fecondata da uno spermatozoo, o dizigoti, ovvero gemelli/fratelli nati da 2 diverse cellule-uovo fecondate da 2 diversi spermatozoi.

Vi è anche la distinzione tra gravidanza bicoriale, quando i gemelli hanno diversi sacchi amniotici e diverse placente, e monocoriale, ossia quando i feti condividono la stessa placenta.

 

Quest’ultima inoltre può essere distinta in due diversi tipi:

 

  • gravidanza monocoriale biamniotica: stessa placenta ma sacchi amniotici separati;
  • gravidanza monocoriale monoamniotica: i feti vivono grazie ad un’unica placenta e condividono lo stesso sacco amniotico.

Gravidanza monocoriale monoamniotica: la storia di Lisa.

Gravidanza monocoriale monoamniotica: la storia di Lisa

Una gravidanza monocoriale monoamniotica (in inglese Monoamniotic-Monochorionic twins abbreviata in “MoMo”) è definita come un evento molto raro e che comporta dei rischi molto elevati, si parla del 50% di possibilità di riuscire a portarla a termine con successo.

Un’eventualità di cui è testimone Lisa Hansen, mamma di Piper e River, due gemelline nate proprio da una gravidanza monocoriale monoamniotica.

 

Lisa ha deciso di raccontare la sua storia attraverso un video postato sul suo profilo Yotube il 24 ottobre del 2015, pubblicazione poi aggiornata al 14 giugno del 2016, un vero e proprio viaggio attraverso la sua gravidanza monocoriale monoamniotica.

 

Dopo 3 anni di attesa, la giovane donna si scopre finalmente incinta, un’emozione che raddoppia quando, giunta alla nona settimana di gestazione, apprende di aspettare due gemelli.

Una felicità che viene purtroppo minata dalla confermata diagnosi di gravidanza monocoriale monoamniotica che comporta un alto rischio di intreccio dei cordoni ombelicali, possibili difetti agli organi e la TTTS (twin-to-twin transfusion syndrome, sindrome da trasfusione feto-fetale) che determina un non corretto passaggio di sangue dal gemello donatore al gemello ricevente.

Gravidanza monocoriale monoamniotica: la storia di Lisa

Da quel momento in poi Lisa viene seguita e monitorata attentamente dal suo ginecologo, il loro scopo era quello di riuscire a portare avanti la gravidanza monocoriale monoamniotica il più a lungo possibile.

Questo avrebbe dato modo ai due gemelli di crescere e poter sopravvivere una volta venuti al mondo.

 

Nel video in cui Lisa racconta la sua storia ad un certo punto rivela che i medici le avevano offerto la possibilità di abortire per l’alto rischio che comportava la sua gravidanza, un’ipotesi che ha scartato quando alla 19° settimana li ha visti così:

Gravidanza monocoriale monoamniotica: la storia di Lisa

<<Noi vi amiamo e vi abbiamo cercato prima ancora di conoscervi>> ha scritto.

Nonostante vi fosse il 50% di probabilità che la gravidanza non superasse le 24 settimane, Lisa ha raggiunto le 32 settimane di gestazione.

Nel grande giorno, quello in cui  i medici avevano fissato il taglio cesareo, Lisa ha avuto sempre accanto il marito che ha assistito al lieto evento.

 

Il 18 dicembre del 2013 la neo mamma conclude la sua gravidanza monocoriale monoamniotica dando alla luce River, di 1700 grammi, e Piper di 1750 grammi.

Gravidanza monocoriale monoamniotica: la storia di Lisa

Le piccole trascorrono 6 settimane e mezzo ricoverate in terapia intensiva neonatale, con loro Lisa e suo marito che le hanno seguite e sostenute nella loro lotta alla vita.

Una battaglia che hanno entrambe vinto, dopo 14 settimane dalla loro nascita hanno potuto lasciare l’ospedale per poter finalmente andare a casa.

 

Piper e River oggi sono inseparabili, come dimostrano le foto che la loro mamma ha postato sulla sua pagina facebook.

 

 

Qui di seguito il video realizzato da Lisa.

 

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