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Melania Rea: Salvatore Parolisi nel giorno della scomparsa, ultime notizie

Federica Federico

di Federica Federico

30 Settembre 2011

Melania Rea vittima di un omicidio violento: la sua morte è avvenuta a causa delle coltellate impietosamente inferte da uno o più assassini in un bosco solitario, forse un “agguato” imprevedibile a cui la donna non ha avuto il tempo di reagire? Era il 18 aprile, quella della famiglia Parolisi doveva essere una passeggiata al parco, una breve gita di una famiglia qualunque? Quello di Vittoria poteva rimanere un giro in altalena di una bambina comune?

Di fatto quella giornata è finita in tragedia, un destino amaro ha cambiato tutto.

Ad oggi l’omicidio Rea sembra essere attribuibile al marito, a lui sembrano ricondurre le indagini; Salvatore Parolisi è in carcere con l’accusa di avere ucciso la moglie Melania, ma intorno all’omicidio ancora aleggiano molte domande.

 

All’atto della scomparsa della moglie Parolisi ci presenta un quadro familiare in cui Melania, Vittoria e lui stesso erano i normali protagonisti di una vita “tranquilla”. Ben presto quella immagine “ordinaria” si macchia, si ingrigisce, si sporca di sangue, di dolore e disperazione: vengono alla luce i vizi di Parolisi, i suoi amori nascosti, la stabile relazione con l’amante e su quel marito affranto cadono a pioggia molti sospetti.

Non convince Parolisi: ha mentito sulla sua “vita amorosa” e ciò ne fa un bugiardo, ma di fatto mente anche quando ricostruisce le ultime ore della vita di Melania?

Tutto parte dalle altalene di Pianoro di San Marco, lì – SECONDO LA RICOSTRUZIONE di SALVATORE PAROLISI –  Melania Rea, Vittoria e lui stesso si trovavano insieme e sereni nella mattina del 18 aprile scorso. Da lì Melania si sarebbe allontanata per andare a prendere un caffè ma lì non sarebbe mai più tornata.

Salvatore Parolisi da l’allarme, chiede aiuto ai proprietari del chiosco in prossimità delle altalene, chiama l’amico Raffaele e presto sul posto arrivano anche le forze dell’ordine.

La prima telefonata ai carabinieri parte dal telefono del ristorante “Il Cacciatore” di colle San Marco, a parlare è la proprietaria che racconta di un signore disperato che ha smarrito la moglie, non la trova, ed al momento della telefonata l’avrebbe persa di vista già da circa un ora.

La proprietaria del ristorante, pur chiamando lei stessa i Carabinieri, tuttavia, non ha mai visto Melania, alla richiesta esplicita dei carabinieri risponde di non conoscere la donna, né il marito.

A dirla tutta in quella mattina del 18 aprile la bella Melania non è stata affatto notata a Pianoro San Marco e neanche Parolisi e la figlia Vittoria sono stati visti prima della scomparsa della giovane.

Alcuni studenti presenti in prossimità delle giostre hanno condotto nella disponibilità degli inquirenti delle foto scattate quella mattina nelle ore immediatamente antecedenti alla scomparsa, ebbene la famiglia Rea non è in quelle foto.

I proprietari dei chioschi sulla strada che Melania avrebbe potuto percorrere non l’hanno vista.

Ma, dunque, Parolisi e la sua famiglia erano a Pianoro San Marco quella mattina oppure no?

Due giorni dopo la scomparsa il cadavere di Melania veniva rinvenuto a  Ripe di Civitella.

Salvatore Parolisi descrive nel dettaglio e con dovizia di particolari ogni momento che precede la scomparsa della moglie o più precisamente ogni istante antecedente a quella  passeggiata che Melania fece verso il bar, i bagni ed il caffè … quella passeggiata da cui – sempre stando al racconto di Salvatore – la donna non è mai tornata.

Tutti gli avvenimenti successivi, invece, sembrano “confondersi” nella memoria dell’uomo. Parolisi non sa spiegare dove ha visto e riconosciuto i luoghi del delitto di Melania ed i dettagli del posto, sostiene di aver potuto osservare tutto in delle foto scattate con il cellulare dall’amico Raffaele, primo conoscente di Salvatore e Melania ad accorrere sui luoghi – chiamato, tra l’altro dallo stesso Parolisi al momento della scomparsa della moglie.

Di fatto quei luoghi Raffaele li ha visti, lui ha riconosciuto Melania nel cadavere rinvenuto nella casupola di Ripe di Civitella ma non ha mai scattato alcuna foto, nessuna immagine è stata impressa sul suo cellulare né mostrata all’amico. Dunque Salvatore o si sbaglia o mente perché Raffaele non ha alcuna foto dei luoghi del ritrovamento, del cadavere o dei dettagli intorno ad esso.

Come può Salvatore ricordare lucidamente tutti i dettagli che precedono la scomparsa di Melania e, invece, confondersi molto e ripetutamente su ogni accadimento successivo?

Dopo la puntata di “Quarto grado” dello scorso 23 settembre, questa domanda ricorre più insistentemente in ogni dibattito concernente il caso Rea, perché? Nel corso della trasmissione televisiva di rete 4 è stato mostrato un video che ritrae Salvatore Parolisi mentre spinge Vittoria sull’altalene; lui è vestito con pantaloncini neri e maglietta scura, i pantaloncini hanno delle bande bianche sui lati, ha scarponcini ai piedi e la piccola indossa un pantalone rosa e giubbettino chiaro. Le altalene sono inequivocabilmente quelle di Pianoro San Marco… Melania, invece, non compare nel video.

Gli abiti indossati da Salvatore sono identici a quelli con cui è ritratto nel video – “rubato” da una telecamera di sorveglianza del Pianoro-  immediatamente dopo la scomparsa di Melania, mentre Parolisi pare cercarla con l’amico Raffaele.

Ebbene il video mostrato da quarto grado e di cui parliamo non risale al 18 aprile, è un filmato amatoriale girato 8 giorni prima dalla moglie di un collega di Salvatore. Proprio lì a Pianoro San Marco, alle altalene da cui tutto è partito, la famiglia Parolisi era stata solo 8 giorni prima in occasione di una scampagnata con i colleghi di Parolisi e lui, Salvatore nella mattinata del 18 aprile, giorno della scomparsa di Melania, aveva indossato esattamente gli stessi indumenti che indossò nel corso della precedente gita con gli amici … non solo aveva fatto, pure, le medesime cose, tutto era stato uguale dall’altalena al caffè.

Vedendo il video queste “coincidenze” appaiono drammatiche e l’uomo comune si interroga: sembra che Parolisi, nella sua ricostruzione dei fatti antecedenti alla scomparsa di Melania, descriva esattamente ciò che sul Pianoro di San Marco avvenne 8 giorni prima in occasione, appunto, della gita con gli amici.

Gli inquirenti e gli psicologi guardano con attenzione a questa “coincidenza netta tra gli eventi”: colui che vuole crearsi un alibi può, secondo la psicologia criminale, costruire gli accadimenti e viverli prima del reato, vivendoli li memorizza in modo tale da imprimerli nella sua memoria e raccontarli con precisione dopo la commissione del reato stessa.

I fatti della gita (compresi gli abiti) che ritornano uguali nella mattina del 18 aprile fanno sospettare gli esperti …  le immagini rese in video da quarto grado danno forse l’impressione di un copione architettato ad arte e lì, accanto alle altalene di Pianoro San Marco, provato e messo a punto?

Ci si domanda se le tracce rilevate o rilevabili sui vestiti di Parolisi e sulle altalene di pianoro potranno aiutare gli inquirenti?

I vestiti consegnati da Salvatore Parolisi non sono stati sequestrati nella immediatezza degli eventi e ciò pregiudica la purezza della prova.

Sulle altalene si è proceduto ai debiti rilievi ma il traffico di utenza che di fatto c’è su quelle giostrine rende difficile anche il solo isolamento delle impronte digitali.

Un ultima nota va fatta sugli abiti di Parolisi, mentre Salvatore, nella stessa mattina del 18 aprile, accompagnava Melania e Vittoria al supermercato non era vestito con i pantaloncini e la maglia nera. Inoltre, all’ingresso del grande magazzino, Melania aveva una grande borsa con sé, borsa che mancava sulla scena del delitto e non era nella disponibilità del Parolisi né in macchina.

Salvatore e Melania sarebbero passati a casa e lì l’uomo si è cambiato? Forse.

Il vicino di casa ha dichiarato – come è stato riportato dai giornalisti di quarto grado – di avere visto Salvatore uscire da casa con gli stessi abiti che indossava al momento della scomparsa della moglie. Questa testimonianza deporrebbe in favore del Parolisi e confermerebbe che egli indossava quegli indumenti sin dall’arrivo a Pianoro San Marco.

Resta aperta la domanda iniziale: ma a Pianoro San Marco la famiglia Parolisi c’è veramente stata in quella mattina del 18 aprile?

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