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Trova la bambina in autostrada: ecco cosa le era successo

Mentre ritorna a casa, l’uomo trova la bambina che corre sul ciglio dell’autostrada insieme ad un cane. Impensierito si ferma e cerca di aiutarla

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

15 Giugno 2017

La storia che qui di seguito vi racconterò, seppur accaduta alcuni anni fa, ci fa comprendere quanto dolore possa causare l’incuria di alcuni genitori e l’indifferenza di chi assiste inerme a situazioni simili.

Quella della piccola Zhenya è per fortuna una storia a lieto fine ma vi sono al mondo tanti altri bambini che purtroppo hanno avuto una sorte ben peggiore, quella che nessun cucciolo d’uomo merita.

Trova la bambina in autostrada: ecco cosa le era successo.

Trova la bambina in autostrada: ecco cosa le era successo

I fatti risalgono al 24 agosto del 2015 quando alle ore 20:30 circa, mentre percorreva l’autostrada M1, la strada principale che attraversa la Bielorussia, Ivan Razumov trova la bambina e il suo cane completamente abbandonati a loro stessi.

 

Attraverso un post facebook pubblicato sul suo profilo il 27 agosto – visibile a tutti perché privo di limitazioni della privacy – l’uomo racconta di essersi trovato a 15/20 km da Baranavičy (o Baranavichy, città situata nella regione di Brest nella Bielorussia occidentale) in direzione Minsk e di aver notato la piccola di circa 4 anni che correva ai bordi dell’autostrada insieme al suo cane.

 

Impensierito da quella situazione – l’autostrada non è certo un luogo da percorrere a piedi, soprattutto per i più piccoli – decide di fermarsi 500 metri prima e di attendere che la piccola lo raggiungesse.

Ivan trova la bambina e ne descrive l’aspetto trasandato: aveva degli abiti vecchi e sporchi, mani e piedi neri, i capelli malamente tagliati e il viso lurido.

 

 

Друзья, хочу поделиться с вами историей, произошедшей со мной по дороге Пинск-Минск на днях. С одной стороны, она очень …

Pubblicato da Ivan Razumov su Giovedì 27 agosto 2015

 

 

La piccola non si sottrae al dialogo, afferma di chiamarsi Zhenya, spiega che ha camminato per molto tempo, al punto da avvertire dolori alle gambe, che i suoi genitori non sapevano che si fosse allontanata, stavano dormendo ed erano comunque troppo ubriachi per notarlo e che l’unica cosa che voleva era comperare un gelato.

Dopo la loro conversazione, l’uomo decide di chiamare la polizia e, nell’attesa, offre alla piccola dell’acqua e una coperta, invitandola a riposarsi nella sua auto.

Trova la bambina in autostrada: un epilogo inatteso.

Zhenya viene successivamente portata dagli agenti prima all’ospedale pediatrico di Baranavičy, dove riceve le cure necessarie, e poi all’orfanotrofio.

 

Il giorno successivo, l’uomo che trova la bambina in autostrada contatta la polizia per registrare la sua dichiarazione ed informarsi sulle sorti della piccola.

Apprende così che gli agenti avevano trovato e raggiunto i genitori di Zhenya nella loro casa distante ben 15 km dal luogo del ritrovamento.

<<La mamma Svetlana dormiva sul pavimento accanto al divano e il papà Vladimir dormiva sul tavolo con la faccia nel piatto di insalata>>.

Anche l’ambiente non era dei migliori e di certo non adatto alla crescita di un bambino: spazzatura ovunque, bottiglie di alcolici gettate in tutta la casa, come anche i mozziconi di sigaretta, piatti sporchi, etc..

 

Appurata la situazione, avallata anche dai racconti della bambina, gli assistenti sociali hanno così chiesto in sede di processo che alla madre fosse negata la patria potestà come già accaduto per i suoi figli più grandi, avuti da un precedente matrimonio.

Ivan, ossia l’uomo che trova la bambina in strada, che nel frattempo ha continuato a seguire la piccola e a farle visita in orfanotrofio, si propone per l’adozione e come lui molte altre persone.

 

 

Всем привет.
Был сегодня у Жени. Она жива-здорова, временно в детской больнице. Настроение хорошее. Вспомнила меня и ск…

Pubblicato da Ivan Razumov su Sabato 29 agosto 2015

 

 

Ma ben più sorprendente è l’epilogo della storia dell’uomo che trova la bambina in strada.

Durante il processo infatti, la madre di Zhenya affermò di non sapere con esattezza chi fosse il padre della 4enne, ciò permise ad un uomo residente nel quartiere Brest di rivendicare la paternità della piccola.

Nel novembre del 2015 il test del DNA conferma che l’uomo è il padre biologico della piccola che, nel gennaio del 2016, viene ufficialmente affidata a lui che non esita a darle una nuova vita facendola trasferire nella sua casa a Brest.

 

Nel suo ultimo post riguardante l’argomento, il giovane che trova la bambina in strada, rimasto inizialmente stupito del fatto che nessuno prima di lui si fosse fermato per soccorrere la piccola, invita tutti a fermarsi e guardarsi attorno in cerca di qualcuno che ha bisogno di aiuto.

<<Il mondo non sarà così disperato finché ci sono tanti cittadini buoni e preoccupati>>.

 

 

p.s. и еще несколько слов об истории с девочкой, которую я встретил летом на трассе М1…

каждый день мне задают вопрос…

Pubblicato da Ivan Razumov su Sabato 16 gennaio 2016

 

 

Fonte: TUT Intex press

 

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