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Remigini: chi sono e perché hanno questo nome

Remigini è un soprannome nato dalla tradizione italiana che oggi è raramente utilizzato.La motivazione che c'è alla base è particolare e si rifà ad un santo

Anna Pannico

di Anna Pannico

19 Giugno 2017

Molte tradizioni oggi sono state quasi completamente debellate ma restano impresse nella mente di tutti coloro che con piacere le ricordano. Questo è il caso dei cosiddetti remigini, un termine specificamente coniato per indicare i bambini scolari.

 

Le origini del termine remigini sono italiane e risalgono ai tempi più antichi.

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In Italia infatti, fino a quando non fu approvata la legge n° 517 del 4 Agosto 1977, l’inizio della scuola dopo le vacanze estive in tutta la penisola era fissato per il 1° Ottobre, giorno in cui si festeggiava la solennità di San Remigio di Reims.  E’ proprio da questa festività che è nata l’usanza di soprannominare gli alunni della prima elementare remigini.

I remigini infatti, sono i bambini che frequentano l’ultimo anno di scuola materna e che sono in procinto di cominciare la prima elementare.

Per la maggiore il termine è ormai caduto in disuso, ma da coloro che amano dare continuità alle tradizioni viene ancora utilizzato.

 

Tuttavia, questa “fase di passaggio” che i bambini della scuola materna vivono viene tutt’oggi festeggiata, seppure con modalità forse differenti, attraverso la consegna dei cosiddetti “diplomi della scuola materna”.

 

In genere le maestre della scuola dell’infanzia si divertono a preparare spettacoli ai quali sono solitamente invitati genitori e parenti dei bambini remigini, durante i quali questi ultimi vengono premiati alla classe successiva.

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Per i remigini, bambini generalmente di età compresa tra i 5 ed i 6 anni, il passaggio alla scuola primaria è un momento particolare che segna il raggiungimento di un importante traguardo come il termine della scuola dell’infanzia.

 

Questo è il momento dei primi addii, delle prime lacrime e preoccupazioni per l’inizio della “scuola dei grandi” così come la chiamano i bambini, che sicuramente richiederà più impegno ma che porterà ad una maggiore crescita e maturazione personale.

 

Dalla solennità di un santo è nato il termine remigini.

 

San Remigio nacque a Leon intorno all’anno 473 e fu eletto arcivescovo di Reims all’età di soli 22 anni. Con San Gilardo convertì alla religione cristiana Clodoveo I il re dei Franchi,  anche grazie al prezioso aiuto di Clotilde, la moglie del re. Il re, convertitosi alla religione cristiana, fu battezzato nella cattedrale di Reims da Remigio e la leggenda narra che lo Spirito Santo sottoforma di colomba, portò a Remigio un’ampolla contenente dell’olio santo. Da quel momento la Cattedrale di Reims diventò il luogo per la consacrazione dei re di Francia successivi a Clodoveo. 

 

Remigio morì il 13 Gennaio dell’anno 533  e le sue reliquie sono conservate nella Cattedrale di Reims. Attualmente la memoria liturgica di San Remigio è il 13 Gennaio, anniversario della sua morte.

 

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Battesimo del re Clodoveo I

Anche le mamme ed i papà dei remigini vivono questo momento come un traguardo importante che certamente desta molte ansie, mischiate a quel magone nostalgico di fronte al quale molti genitori maturano la consapevolezza che ormai i figli stanno diventando grandi.

E’ bello pensare che i bambini che cominciano la scuola primaria abbiano un patrono e che questo non sia assolutamente un caso. E’ confortevole affidare a Qualcuno di più grande i propri figli all’inizio di un percorso così importante, consegnandogli anche tutte le speranze e le preoccupazioni dei comuni genitori che non sempre riescono a fare del meglio, ma sono certi che i lori figli siano avvolti da un’Amore che va oltre ogni agitazione umana.

 

 

Fonte immagine di copertina: Ingimage – ID Immagini: 03C38434 – ING_33594_164127

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