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La frutta nello svezzamento

DottAntonio

di Dott. Antonio Cretella

06 Ottobre 2011

Frutta nello svezzamento: tutto ciò che c’è da sapere sull introduzione della ftutta nella dieta del divezzo

L’elevato potere nutrizionale, dato dalla presenza di vitamine, fibre e sali minerali fa della frutta un alimento insostituibile nella dieta di grandi e piccini.

  • L’apporto vitaminico infatti, è indispensabile per assicurare un adeguata assimilazione di altre sostanze come proteine, zuccheri e grassi. Tutte sostanze essenziali  perché sono in grado di regolare e coordinare le attività delle cellule. Dal momento, poi, che non vengono sintetizzate in modo autonomo dall’organismo, ad eccezione della vitamina D – che viene prodotta dalla pelle grazie all’azione dei raggi solari – devono essere necessariamente introdotte attraverso l’alimentazione.
  • Sali minerali come calcio e fosforo contribuiscono alla crescita di denti  e ossa, mentre il ferro è necessario alla formazione dei globuli rossi e al funzionamento del sistema nervoso.
  • Per quanto riguarda, invece, le fibre di cui frutta e verdura sono ricche, servono principalmente a garantire un corretto  funzionamento dell’intestino, fondamentale nella regolazione di processi di  assorbimento di zuccheri e grassi,  responsabili di patologie come diabete e ipertensione.

 

 

 

Come introdurre la frutta nella dieta dei bambini?

La frutta inoltre, soprattutto per la sua elevata digeribilità, è sicuramente tra i primi alimenti che si introducono nella dieta del neonato durante lo svezzamento, questo anche grazie al suo sapore dolce che la rende facilmente accettabile.

La frutta di solito viene introdotta al quarto, quinto mese di vita del neonato, anche se, non tutti i tipi di frutta sono consigliati all’inizio, ma occorrerà circa un anno e mezzo prima che il piccolo possa assaporare praticamente tutti i tipi di frutta. Questo perché sicuramente esistono frutti che possono risultare maggiormente allergizzanti rispetto ad altri. Ecco che allora si può iniziare con mele, pere e prugne. Già dal sesto mese si può provare ad introdurre la banana e intorno all’ottavo mese frutti come pesche e albicocche. A un anno il piccolo sarà pronto per iniziare ad assaporare gli agrumi mentre per i frutti, ritenuti particolarmente allergizzanti come fragole, uva e ciliegie sarebbe bene aspettare che il bambino compia i due anni di vita.

 

Per il neonato meglio la frutta fresca o i vasetti di frutta omogeneizzata?

Molte mamme spesso si chiedono se è meglio dare all’inizio dello svezzamento frutta omogeneizzata oppure quella fresca.

Sicuramente nelle primissime fasi dello svezzamento in cui il bambino si trova per la prima volta di fronte al passaggio da alimentazione esclusivamente  fatta da latte a quella solida, la frutta in vasetto può risultare maggiormente indicata, non solo perchè più sicura in quanto sottoposta a tutti i controlli obbligatori per legge sui prodotti per la primissima infanzia, ma anche più digeribile, visto che la sua polpa è finissima e arricchita con vitamine. Se questo non bastasse, gli omogeneizzati  sono comodissimi per mamma e papà, potendo alimentare il proprio bambino in qualsiasi momento della giornata.

Una volta che il bambino ha imparato a conoscere il sapore della frutta, a questo punto è possibile passare a quella fresca, preferibilmente di stagione e di primissima scelta. Ricordarsi di lavarla con cura, o  sbucciarla nel caso in cui questo non fosse possibile.

Inoltre è meglio sempre evitare di aggiungere zucchero, per non abituare il bambino al sapore dolce, raccomandazione che vale per qualsiasi alimento che in questo periodo viene offerto al neonato.

Una volta cresciuti, la presenza di frutta nella dieta del nostro bambino, resta sempre di fondamentale importanza. Ecco perché può rappresentare un’ottima merenda anche sotto forma di succo, soprattutto nei mesi più caldi, dal momento che, oltre a dissetare e ad essere particolarmente gradito dai piccoli, fornisce lo stesso apporto nutritivo della frutta fresca. Certo, l’ideale sarebbero i frullati e le spremute fatte in casa senza aggiunta di zuccheri.  Mentre se acquistati, è bene leggere con cura le etichette controllando che i succhi di frutta contengano il 100% di frutta fresca senza aggiunta di zuccheri.

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