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Wikipedia oscurata per protesta

Licia

di Mamma Licia

07 Ottobre 2011

Wikipedia si oscura. Si era oscurata per protesta. L’Enciclopedialibera on-line, quarta al mondo per dimensioni e vincitrice del Premiolino 2009 (il più antico premio giornalistico italiano, assegnato ai giornalisti che si sono distinti per l’impegno professionale e per aver contribuito alla difesa dell’indipendenza delle opinioni e della libertà di stampa da qualsiasi condizionamento), da 10 anni fonte per gli internauti di un sapere neutrale, gratuito e libero, aveva deciso di oscurare le sue voci per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera avrebbe potuto minare alla base i pilastri sui quali si fonda la sua mission: neutralità, libertà e verificabilità dei contenuti.

Il disegno di legge in questione è il DDL Alfano sulle intercettazioni ed in particolare il comma 29 che recita: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono».

Che significa tutto ciò? Significa che Wikipedia, ma anche un blog o una testata giornalistica, potranno essere obbligati a pubblicare una rettifica su un qualsiasi contenuto da essa pubblicata se esso lede l’immagine di qualcuno che, a suo dire, si sente danneggiato da tale contenuto; tale rettifica, senza peraltro alcun commento, deve avvenire entro 48 ore dalla richiesta del soggetto che si ritiene leso.

Wikipedia non ha una redazione, essa è formata di utenti che pubblicano il contenuto di una voce o modificano quello di una voce già esistente. Tutti possono pubblicare su Wikipedia e tutti i wikipediani, da sempre, si sono sempre dimostrati disponibili a discutere e, se il caso, a correggere i contenuti di una voce ritenuti lesivi del buon nome di chicchessia, il tutto nel rispetto della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno nonché dell’articolo 595 del codice penale (che punisce il reato di diffamazione). Un comportamento tacito, frutto della libertà, della neutralità e dell’indipendenza che stanno appunto alla base del Progetto Wikipedia. Indipendenza e libertà che il DDL intercettazioni ha messo in pericolo e minato profondamente.

Da qui la protesta dell’enciclopedia on-line che ha chiuso il sito per tre giorni.

Poi finalmente la riapertura.

Il comma 29 del DLL intercettazioni è stato modificato: avranno obbligo di rettifica entro 48 ore dalla richiesta solamente le testate on-line che risultano registrate. I blog amatoriali e Wikipedia sarebbero dunque salvi.

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