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Bambini morti nella macchina parcheggiata e chiusa, condannata la mamma

Due fratellini sono diventati angeli lo scorso maggio, sono morti nella macchina parcheggiata e chiusa, hanno perso la vita per il caldo e la disidratazione.

Federica Federico

di Federica Federico

07 Agosto 2017

Il 26 maggio scorso Juliet Ramirez, 2 anni, e il suo fratellino Cavanaugh Ramirez, 16 mesi, sono rimasti chiusi nell’auto familiare e lì hanno perduto la vita per l’innalzamento della temperatura all’interno dell’abitacolo, per l’assenza di acqua e la fame d’aria fresca e ossigenata.

La mamma Cynthia Marie Randolph, 25 anni, è appena stata condannata per l’omicidio dei bambini morti nella macchina parcheggiata e chiusa.

Questo non è un caso di blackout della memoria, non rientra nella fattispecie delle fatali dimenticanze e la morte di questi angeli non trova alcuna scusante:

lo scorso 26 maggio la famiglia era rientrata da un viaggio, una volta fuori casa la bimba di 2 anni si rifiutava di uscire dalla macchina, la mamma per dare a lei e a suo fratello una “lezione di vita” decise di chiuderli in auto rincasando da sola.

Quel che è peggio è che la donna, una volta in casa, fumò marijuana e si addormentò incurante del fatto che i bambini fossero solo sotto la sua custodia e che lei stessa li avesse lasciati in auto senza cure.

bambini morti in macchina

Questa verità orribile non è venuta fuori con immediatezza, quando rinvenne i bambini morti nella macchina parcheggiata e chiusa, la mamma inscenò una tragedia:

ruppe un vetro dell’auto, chiamò i soccorsi e raccontò che i bimbi stavano giocando all’interno di un portico chiuso quando lei stessa li aveva persi di vista.

Alle autorità dichiarò di averli cercati per 40 minuti prima di rendersi conto che si erano chiusi nell’auto.

Bambini morti nella macchina parcheggiata e chiusa, la tragedia inscenata dalla mamma non convinse gli inquirenti che sin da subito indagarono nella direzione della mancata custodia e quindi dell’omicidio colposo.

La donna, oggi condannata, fu dedotta in arresto già un mese dopo i fatti, ovvero in giugno.

Quel 26 maggio in Texas e nella zona in cui la tragedia si è consumata la tragedia, le temperature all’esterno dell’abitacolo dell’auto avevano raggiunto i 35°.

Storie come questa debbono ricordarci che i bambini non devono mai rimanere soli nelle vetture chiuse e parcheggiate.

Inoltre è in tutela dei figli che ogni criticità degli adulti va considerata e monitorata, investigata e controllata perché un adulto incapace di comportarsi con responsabilità mette sempre a rischio il proprio bambino.

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