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Melania Rea ultime notizie: le tracce biologiche di Salvatore Parolisi sul luogo del delitto

Federica Federico

di Federica Federico

12 Ottobre 2011

 

 

Lo scorso 22 aprile, due giorni dopo il ritrovamento della salma di Melania Rea, gli inquirenti portarono Salvatore Parolisi  nel bosco delle Casermette e nei luoghi del feroce omicidio della moglie, lì lo ascoltarono nelle vesti di persona informata dei fatti.

Nella puntata di Quarto Grado, programma di approfondimento di rete 4, il 7ottobre scorso è andato in onda il video del suddetto sopralluogo nel Bosco delle Casermette. Il documento video riprende l’intera audizione del Parolisi, vi sono impresse tutte le domande degli inquirenti e tutte le “incerte” risposte del marito, appena divenuto vedovo.

Il racconto di Salvatore Parolisi, così come reso in quel video, appare “precario, disorganizzato e confuso”. Cosa c’è di tanto improbabile nelle dichiarazioni rese dall’attuale imputato?

  • Parolisi racconta di avere avuto un rapporto intimo con Melania proprio nel luogo in cui la donna è stata trovata morta e l’approccio sessuale tra loro sarebbe avvenuto solo pochi giorni prima dell’omicidio. Stando al racconto del Parolisi lui e la moglie Melania si sarebbero appartati dietro la casupola di legno nel Bosco delle Casermette, lì avrebbero avuto un rapporto non completo ma privo di protezione.
  • In quel momento la loro bambina dormiva nell’auto, Parolisi precisa che la vettura era stata volontariamente lasciata con i finestrini aperti, ciò affinchè la coppia potesse sentire la piccola in caso di anticipato risveglio. Secondo il racconto di Parolisi, durante quel fugace incontro amoroso né Melani né  Salvatore potevano “controllare a vista la figlia” perché la macchina – con Vittoria che riposava ignara all’interno dell’abitacolo– rimaneva “nascosta” dalla casupola. Ed infatti l’auto sarebbe stata posteggiata al di là della Casupola di legno, a poca distanza dal luogo in cui i due consumarono l’approccio sessuale ma “nascosta” da quello stesso muro di legno dinnanzi al quale è morta Melania.

Cosa non convince in questa “intima confessione” del Parolisi?

Imma, l’amica del cuore di Melania, sottolinea, dinnanzi alle stesse telecamere di Quarti Grado, che nessuna mamma – e men che meno Melania – lascerebbe incustodito un figlio piccolo, addormentato, solo in un’auto aperta e nel cuore di un bosco.

Inoltre è la stessa Imma a far notare un particolare importante: Melania aveva avuto un problema ginecologico non trascurabile e per tutelare la sua salute adoperava un contraccettivo di barriera del quale, invece, Parolisi non fa menzione.

L’uomo comune, inoltre, non può non sorprendersi dinnanzi al racconto di Salvatore: <<Perché una coppia sposata dovrebbe appartarsi nel Bosco delle Casermette? Perché dovrebbe farlo con la figlia in auto ed accontentandosi di un rapporto fugace?>>

Nel video di cui stiamo discutendo, Salvatore suggerisce agli inquirenti che in ragione di quel rapporto sessuale lì, nel luogo del ritrovamento del cadavere, certamente verranno rinvenute anche delle sue tracce biologiche.

Chi lo interroga gli fa notare che certo è una casualità straordinaria quella di avere fatto l’amore con la propria donna nel luogo in cui ella è stata ritrovata morta pochi giorni dopo, tale coincidenza è tanto più improbabile se quel luogo si trova in un bosco solitario e isolato.

Qual è il sospetto che naturalmente affiora? Forse il Parolisi ha costruito un alibi per giustificare la presenza di una sua “impronta biologica” nei luoghi dell’omicidio? Ciò al momento resta uno dei misteri del caso Rea.

È certo che Melania non avesse paura del suo assassino, ciò, almeno, è quanto suggerisce il suo corpo così come appare al momento del ritrovamento:

–         La donna aveva i pantaloni abbassati sotto il ginocchio ed anche i collant e lo slip erano calati;

–         L’aggressore stava probabilmente alle sua spalle;

–         Il trucco non era sbavato e non ci sono segni di lotta efferata.

Per cui delle due l’una: o Melania pure essendo in presenza del suo assassino era tranquilla e non aveva alcuna paura o è stato un agguato a tal punto inaspettato e violento da non lasciarle il tempo di tentare una difesa.

È sempre Imma, l’amica che tanto bene conosceva Melania, a far notare che in quel luogo lontano ed isolato la donna non poteva giungere né da sola né a piedi.

Di fatto sono presenti tracce di Salvatore sul corpo della moglie:sulle labbra e sui denti di Melania c’è del DNA di Parolisi.

L’uomo comune non si stupirebbe di ciò, loro erano marito e moglie e si presume che si baciassero, toccassero ed incontrassero determinando uno scambio continuo di impronte biologiche. Ebbene questo è vero, tuttavia quella particolare traccia repertata su Melania merita attenzione perché è molto particolare: essa è una traccia facilmente cancellabile anche solo deglutendo o parlando. In questo senso la sua permanenza sul cadavere di Melania lascia spazio a dei sospetti: potrebbe essere stata lasciata sulla bocca della vittima in seguito ad un bacio della morte oppure per via di una mano posta sulle labbra per arrestare un lamento o un grido di paura?

Ma dov’era Salvatore tra le 13:45 e  le 14:30 circa del 18 aprile scorsi?

Secondo i referti autoptici in quei minuti Melania perdeva la vita, dalle risultanze investigative, di contro, non si deduce con certezza dove fosse il marito.

La difesa di Parolisi contesta l’orario della morte e aveva chiesto un nuova accertamento autoptico sul cadavere di Melania per “ridiscutere” il momento del decesso; martedì 4 ottobre tale richiesta (tecnicamente la richiesta di un nuovo incidente probatorio) è stata respinta.

Si attendono ancora gli accertamenti sui tabulati telefonici di Salvatore e Melania, forse si cerca lì, nei percorsi tracciati dal traffico telefonico, la prova regina capace di collocare Parolisi sul luogo del delitto o di dimostrare, al contrario, che lui era alle altalene di Ripe di Civitella come ha sempre sostenuto.

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