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Steve Jobs: libro, morto un mito ma anche un papà

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

12 Ottobre 2011

“Essere l’uomo più ricco del cimitero non mi interessa. Andare a letto ogni sera sapendo di aver fatto qualcosa di meraviglioso, questo è importante per me”.

E lo ha fatto!

Steve Jobs è morto a soli 56 anni il 5 ottobre 2011 a causa di un arresto cardiaco dovuto ad una rara forma di tumore al pancreas che stava combattendo dal 2004, lasciando al mondo intero un’ immensa eredità tecnologica che ha rivoluzionato il mondo dei computer, della telefonia, dei cartoni animati e della musica.

Per i maligni, invece, la più grande eredità che realmente lascia è l’ingente patrimonio accumulato negli anni, grazie alle innovative scoperte da lui realizzate e alle continue scommesse economiche da lui intraprese come quella con la Pixar, di cui era proprietario prima che venisse acquistata dalla Disney, con la quale ha rivoluzionato il mondo dei cartoni grazie al primo lungometraggio d’animazione interamente realizzato in grafica computerizzata: Toy Story.

Conosciuto come un uomo riservato che non amava parlare della sua vita privata, Steve Jobs aveva deciso di trascorrere gli ultimi mesi che gli restavano da vivere, a febbraio i medici gli avevano detto che non avrebbe potuto sconfiggere la malattia, con i suoi affetti più cari, ossia la famiglia, la moglie Laurene e i 4 figli, e qualche intimo amico come: l’ investitore John Doerr, Bill Campbell, membro Apple, Robert Iger, capo della Disney, Dean Ornish, il suo medico nonché confidente, e Walter Isaacson, ex direttore di Time e autore della sua biografia, in uscita nelle librerie il 24 ottobre, è già in trattativa per diventare un film.

Fu proprio Isaacson, durante l’ultima intervista svolta circa un mese fa, a chiedergli come un uomo così restio a raccontarsi durante tutta la vita, avesse deciso di farlo proprio ora. La risposta fu:

“Voglio che i miei figli sappiano chi è stato loro padre. Non ci sono sempre stato, per loro: e voglio che sappiano perché, e che capiscano che cos’ho fatto”.

Un ulteriore eredità dunque per i suo figli che, ad una cena con il suo medico Ornish, aveva così descritto:

“L’ aver avuto dei figli è stato diecimila volte meglio di qualunque altra cosa abbia fatto nella mia vita”

Preciso imprenditore, inventore innovativo, padre e marito affettuoso e uomo stimato in tutto il mondo verrà ricordato il 14 ottobre 2011 grazie ad un gruppo di fans dell’ Apple che ha istituito in tale giorno il “Steve Jobs Day”. In concomitanza con l’uscita dell’ I Phone 4S, tutti le persone che vorranno ricordarlo potranno farlo attraverso discussioni su Facebook e Twitter, pubblicando foto online o addirittura vestirsi come lui (scarpe da ginnastica, jeans e maglia lupetto nera), il tutto verrà raccolto dagli organizzatori e pubblicato su di un sito non Apple www.stevejobsday2011.com.

 

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