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4 motivi per non adottare un Pitbull

Pitbull: ci sono dei presupposti da cui non partire mai per approcciare a un cane, men che meno a una razza fiera come è questa. Nessun cane nasce cattivo.

Federica Federico

di Federica Federico

25 Settembre 2017

In questo periodo si fa un gran parlare dei Pitbull, complici alcuni recenti casi di cronaca, l’opinione pubblica si è convinta di riconoscere in questi animali “caratteristiche negative e difetti” non reali, non rispondenti all’indole e alla tendenza della razza e non confermati dalla natura tendenzialmente pacifica di ogni cane.

Adottare un Pitbull sì o no? E quando non farlo?

 

Difficilmente l’essere umano attribuisce a se stesso le debite responsabilità sulla gestione degli animali, il presupposto da cui si dovrebbe partire è, invece, proprio la responsabilità dei padroni e l’importanza della loro educazione sull’animale, nonché l’importanza dell’educazione dell’intera famiglia convivente.

Pitbull adozione

Pitbull: nessun cane nasce cattivo

Ci sono almeno 4 “cattive ragioni” per addottora un Pitbull, ovvero 4 incipit errati per approcciare ad una adozione. In realtà questi presupposti sono sbagliati per qualsiasi adozione canina.

 

1 . E’ sbagliato adottare un Pitbull per mettere paura a qualcuno, ovvero per difesa personale.

Il cane, per quanto possa essere il custode della casa, non va mai trattato come un arma, non è un antifurto e non può essere accolto in casa per sopperire a un bisogno di protezione oggettiva.

Considerare il cane solo come uno strumento di guardia significa considerarlo come un oggetto e valutarlo bene o male in base alla sua aggressività e cattiverai, nulla potrebbe essere più sbagliato.

Il cane difende la famiglia per istinto, ma la protezione che fornirà ai suoi cari sarà massima quando grande e vero sarà il legame  affettivo creato con la famiglia.

Chi adotta il Pitbull per difesa (o chi in generale adotta un cane per protezione) tende a stimolare nell’animale l’aggressività e l’opposizione all’estraneo ovvero all’uomo o all’animale che incontra. Più il cane è istigato alla violenza più facilmente potrà perdere il controllo, manifestare aggressività e avere atteggiamenti rabbiosi (ciò vale in linea generale e indipendentemente dalla razza).

Pitbull adozione

2. E’ un vero errore considerare il Pitbull un cane di ghiaccio poco affettuoso e incapace di legarsi alla famiglia.

 

Chi erroneamente cerca un cane anaffettivo è spesso motivato dalla esigenza di “lasciare” il cane in giardino, all’esterno dell’abitazione trasformandolo in un guardiano solitario. Ricordate che è sbagliato adottare un animale per “abbandonarlo” in giardino o su un terrazzo; dargli semplicemente da mangiare e offrirgli una cuccia per ripararsi dalla pioggia non equivale affatto a curarlo.

In modo particolare i cani sono animali da branco che pretendono di riconoscere nell’umano il punto di riferimento affettivo. Il Pitbull, poi, per fare emergere la sua indole migliore ha bisogno di socializzare e deve farlo sin da cucciolo venendo sistematicamente in contatto con umani e animali.

 

3. E’ assolutamente riprovevole l’atteggiamento di quei padroni che scelgono il loro cane per moda o perché gli permette di manifestare la propria forza, virilità e superiorità.

Il cane che fa paura non fa colpo, fa colpo il cane che è amato e che manifesta la sua fiducia verso l’uomo.

 

4. Allo stesso modo è assolutamente errato scegliere un cane “grande e aggressivo” per misurare la propria capacità di dominio e mettersi alla prova. Chi lo fa tende ad essere oppositivo e violento col cane piuttosto che deciso e prevalente.

Cani fieri e forti come i Pitbull hanno bisogno di padroni esperti, abituati ad avere a che fare con amici a 4 zampe, già pratici del linguaggio canino e, sopratutto, estremamente equilibrati.

 

Rispetto ai Pitbull, nonché alla scelta di adottarne un qualunque cane, il consiglio è duplice: intanto non fatevi sopraffare dai pregiudizi e, poi, non scegliete il vostro cane a caso, informatevi sulla razza e sulle implicazioni affettive e relazionali del suo ingresso in famiglia.

 

Qualunque sarà il cane che sceglierete di portare a casa con voi ricordate che il 1° comandamento è uno soltanto: amore!

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Fonte immagini Ingimage con licenza d’uso

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