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Dima Kalekin: abbandonato perché malato trova una famiglia

Dima Kalekin fu abbandonato alla nascita perché affetto da idrocefalo, una malformazione complessa che comporta l’accumulo di liquido nel cervello

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

20 Ottobre 2017

Vi sono storie che parlano di eroi veri, non di quelli che siamo abituati a vedere nei film ma persone reali capaci di compiere azioni straordinarie che parlano di amore.

Ernest e Ruth Chaves sono due incredibili eroi, due angeli in terra che si prodigano per i loro figli, 8 per l’esattezza, bambini, alcuni dei quali divenuti ormai adulti, che hanno strappato alla solitudine e all’abbandono.

 

Tra di loro vi è il piccolo Dima Kalekin, un bambino ucraino abbandonato alla nascita perché malato e sopravvissuto alla guerra.

Dima Kalekin: abbandonato perché malato trova una famiglia.

Dima Kalekin: abbandonato perché malato trova una famiglia

Dima Kalekin nasce l’8 settembre del 2010 a Kramatorsk, città dell’Ucraina orientale situata nell’Oblast di Donec’k.

I medici gli diagnosticano l’idrocefalo una malformazione complessa che, come riporta il sito dell’Ospedale San Raffaele di Milano, comporta un “accumulo di liquido cefalo-rachidiano (liquor), all’interno delle cavità di ventricoli cerebrali, che determina un incremento della pressione all’interno del cranio”.

 

Per tale motivo i genitori decidono di abbandonarlo in ospedale. Successivamente Dima Kalekin verrà trasferito in un orfanotrofio per disabili.

Qui viene accudito come tutti gli altri bambini ma le sue condizioni lasciavano presagire il peggio per lui: a 4 anni infatti non sapeva ancora camminare, pronunciava solo qualche parola e non riusciva a mangiare da solo con le posate.

Nessuno credeva che sarebbe riuscito ad avere una vita normale.

Nel 2015, mesi prima del quinto compleanno di Dima Kalekin, la città di Kramatorsk fu bombardata.

Il 6 aprile del 2014 nell’Oblast di Donec’k iniziò quella che in seguito fu chiamata la guerra dell’Ucraina orientale o guerra del Donbass, l’orfanotrofio nel quale si trovava Dima Kalekin era posizionato proprio al centro della regione.

Nessuno volle assumersi la responsabilità di trasferire i bambini presso una struttura più protetta così i piccoli, già provati dalle loro stesse disabilità, trascorsero giorni fuggendo dagli attacchi e trovando riparo in luoghi di fortuna dove non avevano cibo, acqua o medicine per essere curati.

 

Fu solo grazie ad un gruppo di separatisti che i piccoli poterono salvarsi: questi infatti decisero di consegnarli alle autorità competenti.

Dima Kalekin e gli altri bambini furono così trasportati in un ospedale di Charkiv, capoluogo ucraino dell’Oblast omonimo.

La guerra aveva aggravato le condizioni di Dima, il personale ospedaliero era fortemente preoccupato per lui e per il suo futuro sempre più incerto.

Ma il destino, fino ad ora così avverso, aveva in serbo per lui qualcosa di speciale.

 

Nel luglio del 2015, i bambini dell’orfanotrofio, Dima Kalekin compreso, ricevettero la visita di Ernest e Ruth Chaves, una coppia di Hardwick, città statunitense situata nella contea di Caledonia, nel Vermont, giunta in Ucraina per adottare uno dei bambini delle zone di guerra.

Tra tutti i piccoli scelsero proprio Dima Kalekin.

Dima Kalekin: abbandonato perché malato trova una famiglia

Già genitori di ben 7 figli adottivi, i Chaves, che ormai ben conoscevano le pratiche per le adozioni, riuscirono in soli due mesi, ossia nel settembre del 2015, a portare a casa il piccolo Zebadiah Chaves (questo il nome da loro scelto per il piccolo Dima Kalekin).

 

 

 

 

 

Grazie all’amore e all’attenzione dei suoi nuovi familiari, le condizioni di  Zebadiah/Dima sono migliorate tantissimo. Il bambino ora è in grado di mangiare da solo con l’ausilio delle posate, ha imparato a camminare e a parlare, arrivando a comprendere ben 2 lingue.

 

 

 

I medici inoltre gli hanno dato una nuova speranza di vita, grazie a vari controlli ed esami hanno potuto accertarsi che il cervello del bambino non avesse subito danni e che quindi poteva crescere come un bambino normale.

 

La strada per lui è ancora lunga, diversi ancora sono i ricoveri e le operazioni alle quali deve sottoporsi, ma, guidato dall’amore della sua famiglia, nonché dalla sua grande forza di volontà, il piccolo Zebadiah/Dima sembra destinato ad avere successo.

 

Fonte: Facebook NTD

 

 

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