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Peste: individuato e mappato il DNA del batterio

Simona

di Mamma Simona

13 Ottobre 2011

 

 

Quando si pensa alla “peste”, i ricordi portano ai libri scolastici, alla peste narrata dal Manzoni ne I Promessi Sposi, come se si trattasse di un problema anacronistico, proprio dei tempi andati.

In parte è così; fu la peste che colpì tra il 1347 e il 1351 l’Europa, a mietere 50 milioni di vittime. Da allora si sono susseguite una serie di pestilenze che al giorno d’oggi si concentrano maggiormente nei paesi più poveri, in Africa e Asia, paesi che denunciano tra i 1000 e i 3000 casi di morte all’anno per peste e dove le norme igieniche, la tutela della persona e la sanità viaggiano a livelli precari rispetto al resto del mondo.

La peste nera è una malattia infettiva, causata da un batterio, lo Yersina Pestis.

Sulla rivista Nature è stato pubblicato uno studio, messo a punto da un team di ricercatori canadesi della McMaster University che hanno lavorato in tandem con i colleghi dell’Università di Tubinga in Germania. Utilizzando una nuova tecnica di indagine, è stato possibile individuare il DNA del batterio della famosa peste di metà del’300, mappandone il genoma, utilizzando la polpa dei denti di alcuni scheletri dell’epoca, rinvenuti in una fossa comune e morti a causa della peste nera, la peste bubbonica.

Ricostruendo l’esatto batterio responsabile della peste, così come era in origine, depurato dall’evoluzione degli anni a seguire, si riuscirebbe a seguirne il mutamento che potrebbe dare spiegazione circa l’estinzione di malattie gravi del passato e spiegare i cambiamenti del corpo umano nei secoli, ma anche capire la mutazione della peste nel corso dei tempi, considerando che ora si tratta di una malattia circoscritta a zone geograficamente depresse. La spiegazione della rapita diffusione di un tempo è data dalle scarse norme igieniche e di prevenzione di allora, ma alla luce delle novità si riapre il dibattito per individuare l’eventualità di un ceppo in origine diverso, più forte, rispetto a quelli attuali.

Il batterio individuato sembra sia l’originale di tutti i ceppi batterici che si sono in seguito sviluppati, originando le varie forme di pestilenza, e che dunque porta una genesi medioevale. Le pestilenze presentatesi prima del XII secolo parrebbero attribuibili ad un altro batterio (ricordiamo la Peste di Giustiniano durante l’impero bizantino e che fu causa della morte di 100milioni di persone).

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