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Delitto di Perugia: Amanda Knox “Meredith mi manca”

Nel decimo anniversario dell’omicidio di Meredith Kercher, conosciuto anche come il delitto di Perugia, la lettera di Amanda Knox fa discutere

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

03 Novembre 2017

Era il primo pomeriggio del 2 novembre 2007 quando le principali agenzie stampa italiane battevano la notizia del ritrovamento del cadavere di una studentessa inglese brutalmente uccisa nell’appartamento che condivideva con altre ragazze.

Si trattava di Meredith Kercher il cui omicidio, avvenuto la sera del 1° novembre del 2007, passerà alla storia come il delitto di Perugia.

Delitto di Perugia: 10 anni fa moriva Meredith Kercher.

Delitto di Perugia: Amanda Knox “Meredith mi manca”

Nel corso degli anni a seguire, l’omicidio di Meredith Kercher è divenuto un vero e proprio caso mediatico che ha coinvolto ben 3 Paesi: l’Inghilterra, che chiedeva giustizia per la sua connazionale uccisa, gli Stati Uniti d’America, che volevano la scarcerazione della propria cittadina ritenuta innocente, e l’Italia, scenario del delitto di Perugia che in tanti considerano ancora oggi irrisolto.

 

L’unico condannato in concorso di omicidio infatti resta l’ivoriano Rudy Guede, il 29enne, che confessò di trovarsi con Meredith la sera del delitto di Perugia e che in seguito scelte il rito abbreviato, continua a scontare la sua pena di 16 anni nel carcere di Viterbo.

Dopo un lungo e travagliato processo invece, l’italiano Raffaele Sollecito e l’americana Amanda Knox, entrambi accusati di aver partecipato al delitto di Perugia (per tale motivo si parlava di concorso in omicidio per Guede – ndr), sono stati dapprima condannati rispettivamente 25 e 26 anni di carcere (era il 5 dicembre del 2009) per poi essere assolti per non aver commesso il fatto e scarcerati nell’ottobre del 2011.

 

Il verdetto finale per l’ex coppia di fidanzati arriverà il 28 marzo del 2015, giorno in cui la Cassazione annulla senza rinvio entrambe le condanne: Amanda Knox e Raffaele Sollecito vengono dichiarati non colpevoli del delitto di Perugia.

Delitto di Perugia: Amanda Knox “Meredith mi manca”.

Nel giorno del decimo anniversario della morte di Mez, così chiamata Meredith da amici e parenti, hanno fatto molto discutere le reazioni di coloro che ancora oggi sono considerati da molti gli autori del delitto di Perugia, Amanda Knox, con la sua lettera pubblicata sul Westside Seattle, e Raffaele Sollecito, con il suo post pubblicato sul proprio profilo twitter.

<<Dieci anni fa, in questa notte, la mia amica fu violentata e assassinata da un ladro quando rimase da sola nell’appartamento che abbiamo condiviso mentre studiavo all’estero a Perugia, in Italia. Quando guardo indietro, i miei ricordi di Meredith sono dei bellissimi momenti banali che abbiamo condiviso nelle settimane in cui viviamo fianco a fianco>>.

Delitto di Perugia: Amanda Knox “Meredith mi manca”

Inizia così la lettera di Amanda, oggi giornalista e scrittrice, che inizialmente rievoca i momenti più belli trascorsi con la studentessa inglese.

Un caffè preso insieme, la lettura di un romanzo, l’acquisto di un vestito finanche il loro ultimo salute, quello di 10 anni fa, un arrivederci che oggi ha il triste sapore dell’addio mancato.

<<Tutti questi ricordi li sento molto vicini ma anche molto distanti – scrive Amanda – Distanti perché, per arrivare a loro, devo scavare attraverso un decennio di sofferenze per raggiungerli. Le mie memorie di Meredith sono sepolte sotto le orribili foto di autopsia e filmati delle scene del crimine che ho visto, gli insulti verbali e le minacce di morte che ho ricevuto (e ancora ricevo), le false accuse che ho combattuto, gli anni di carcere che ho sopportato e i titoli spaventosi che sovrapponevano ingiustamente i nostri nomi e le nostre facce, confondendo la sua morte con la mia identità>>.

Amanda rimpiange di non aver avuto la possibilità di piangere la morte della sua amica, impegnata a difendersi dalle accuse contro le quali combatte ancora oggi.

Afferma che quella giornata di lutto appartiene anche a lei e che, nonostante il delitto di Perugia abbia completamente stravolto la sua vita, lei non vuole dimenticare Mez.

<<Mi manca, e sono grato per i ricordi del nostro tempo insieme>>.

Delitto di Perugia: il tweet di Raffaele Sollecito.

Anche Raffaele Sollecito, che insieme ad Amanda fu accusato del Delitto di Perugia, ha voluto ricordare quel giorno ma, a differenza dell’ex studentessa americana, nel suo pensiero esposto pubblicamente non vi è alcun riferimento a Meredith, piuttosto all’improvviso stravolgimento della sua vita…

 

 

  … ribadendo l’infondatezza delle accuse che, proprio come la Knox, ancora oggi lo travolgono.  

 

 

 

Nel giorno dell’anniversario del delitto di Perugia non sono mancate le parole, ricche di delusione, di Stephanie Kercher, sorella di Meredith.

In una lettera indirizzata all’avvocato Francesco Maresca, avvocato della famiglia Kercher, la giovane chiede come sia possibile considerare un caso chiuso e allo stesso tempo insoluto.

<<Che si creda all’ innocenza o alla colpevolezza degli accusati – scrive Stephanie Kercher – ci sono ancora delle contraddizioni, per non parlare del fatto che non ci è mai stato comunicato nulla di ulteriori investigazioni su altre possibili parti coinvolte. Rudy Guede, che al momento sta scontando la sua sentenza, è stato condannato sulla base di non aver agito da solo, ma non essendoci nessun altro a processo o condannato, questo ci fa avere molte domane sia a noi come famiglia sia a chi sta seguendo il caso>>.

Guede è stato infatti condannato per concorso di omicidio, una condanna che lascia presumere che altri abbiano partecipato al delitto di Perugia, persone mai identificate.

<<Dieci anni fa, oggi, le nostre vite sono cambiate per sempre – afferma la sorella di Meredith – Il nostro mondo è stato distrutto da ciò che si potrebbe definire come “un’altra notizia di cronaca”>>.

Una notizia che lascia aperti ancora tanti, troppi interrogativi.

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