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Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

Insegnare ai propri figli come fare la raccolta differenziata è sia un dovere civico che un vero e proprio atto d’amore verso l'ambiente e il nostro pianeta

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

08 Novembre 2017

“Mamma dove va questo?”.

“Mamma dove lo butto questo?”.

“Mamma qual è il bidone per quest’altro?”.

 

Queste erano le domande che più frequentemente i miei figli mi rivolgevano quando ho iniziato a coinvolgerli nelle faccende di casa, in particolar modo nella raccolta differenziata.

Quesiti che con il trascorrere del tempo e con la pratica sono sì diminuiti ma non potevano considerarsi del tutto risolti.

 

In poche parole i miei piccoli “spazzini” non erano ancora riusciti a conquistare una piena autonomia, perdendosi di tanto in tanto tra i vari contenitori dell’immondizia che abbiamo in casa.

 

Piccoli inconvenienti ai quali abbiamo in seguito trovato un rimedio a “misura di bambino”: trasformare la raccolta differenziata in un semplice gioco.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

La raccolta differenziata è attualmente regolata da un  Decreto Legislativo.

 

Di fatto tale raccolta differenziata rappresenta un sistema di selezione e gestione dei rifiuti urbani che consente di effettuare un primo smaltimento degli stessi raggruppandoli per tipologia (vetro, plastica, umido, etc.) così da agevolare e ridurre i tempi delle operazioni di riciclaggio.

Ciò permette al singolo cittadino di ovviare a due problemi legati al sempre più crescente aumento della produzione dei rifiuti:

 

  1. Consumo della materia prima: riciclare materiali come plastica, vetro, carta, etc., ci consente di non sprecare ulteriore materia prima, riducendo di gran lunga l’impatto ambientale. Basti pensare che l’uso di una tonnellata di carta riciclata evita l’abbattimento di 17 alberi (fonte Commissione Europea).
  2. Riduzione della quantità dei rifiuti destinati alle discariche: riciclare infatti significa anche ridurre il numero dei rifiuti che solitamente vengono depositati nelle discariche e che possono avere un impatto negativo sull’ambiente.

 

Educare il bambino alla raccolta differenziata è un vero e proprio dovere civico, equivale ad insegnare alle nuove generazioni ad avere maggior rispetto per l’ambiente e per il pianeta nel quale viviamo.

 Tal volta andrebbe educato anche l’adulto (i genitori devono dare il buon esempio, altrimenti che educazione sarebbe)!

La partecipazione del bambino ai lavori domestici gli permette di acquisire ulteriori competenze, una maggiore autonomia nonché quel pizzico di autostima e sicurezza in più che nella vita non guasta mai.

Una/un casalinga/o sa che dai suddetti lavori non può ovviamente escludere la spazzatura che, come spiegato in precedenza, non deve più essere considerata come un mero scarto ma, nel caso di alcuni materiali, diventa una vera e propria fonte di materia prima che può dar vita a nuovi oggetti.

 

Sapevi che riciclando le comuni bottiglie di acqua minerale, quelle realizzate in PET (polietilene), materiale riciclabile al 100%, si possono realizzare indumenti in pile, tessuti per l’arredamento, secchi, vasi, panchine e occhiali?

E sapevi che dal riciclo delle lattine (alluminio) si possono ottenere altre lattine, sedie, infissi per finestre, caffettiere e strutture per i computer?

 

Ciò ricorda a tutti noi la differenza che può fare anche il più piccolo, e all’apparenza più insignificante, dei gesti … come gettare una bottiglia di plastica.

Quindi, partiamo proprio da lì, da quel minuscolo ma significativo gesto!

Raccolta differenziata: come si fa.

Per insegnare ai miei bambini come fare la raccolta differenziata mi sono avvalsa dell’aiuto di due oggetti:

 

  1. Opuscolo illustrativo: ci fu fornito dal comune quando venne avviata la raccolta differenziata porta a porta, un oggetto del quale non possiamo fare a meno anche perché è difficile, almeno per me, ricordare l’intera lista dei rifiuti suddivisi per ogni tipologia;
  2. Adesivi raccolta differenziata per distinguere i vari contenitori e far sì che i miei figli non si perdessero nel labirinto dei bidoni dell’immondizia che abbiamo in casa. Ho trovato su “Sono Nato” il kit adesivo uomo differenziata (ho 2 maschi, era quindi giusto renderli protagonisti di questo gioco), un’idea che ha fornito un aiuto visivo ai miei bambini che hanno così memorizzato meglio la collocazione dei rifiuti.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

Partendo dal presupposto che l’elenco dei rifiuti suddivisi per tipologia può variare da comune a comune – sarebbe quindi opportuno richiedere opuscoli o direttive presso gli uffici del proprio comune di residenza – ecco come differenziamo noi la spazzatura al suono di “Indovina dove va?”.

Raccolta differenziata: organico.

Nel bidone dell’organico, il così detto “umido”, vanno inseriti gli avanzi di cibo, alimenti deteriorati, ossa, lische di pesce, cenere spenta, fiori recisi, foglie, tappi di sughero, stuzzicadenti, etc.

I sacchetti destinati a contenere il materiale organico devono essere biodegradabili, non è possibile quindi utilizzare i sacchetti di plastica.

 

Per motivare la raccolta differenziata dell’organico, ai bambini va spiegato che i rifiuti che compongono l’umido sono destinati a centri specializzati che trasformano quel tipo di spazzatura in fertilizzante naturale che può essere usato in agricoltura e/o nel giardinaggio.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

 

Mamma: “Indovina dove va?” – “Quando bisogna metterlo fuori?”

Figlio: “Nel bidone con l’uomo con la lisca di pesce” – “Domenica, Martedì e Venerdì sera”.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

Raccolta differenziata: carta, cartone e cartoncino.

Nel bidone della carta, del cartone e del cartoncino, al cui interno noi siamo soliti inserire una busta di carta o un cartone, vanno inseriti giornali, riviste, fumetti, fogli di carta di ogni tipo, scatole delle scarpe, tutti i tipi di cartoncino, scatole di medicinali vuoti, etc..

La carta o il cartone devono essere puliti e non bagnati, i cartoni della pizza ad esempio non vanno riposti in questo bidone ma in quello dell’indifferenziata, come anche i fazzoletti usati.

Vanno eliminati anche eventuali punti metallici, adesivi, scotch o altri materiali estranei alla carta e al cartone.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

 

Mamma: “Indovina dove va?” – “Quando bisogna metterlo fuori?”

Figlio: “Nel bidone con l’uomo con il foglio di carta strappato” – “Martedì sera”.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

Raccolta differenziata: plastica.

Nel bidone della plastica vanno inserite le bottiglie di plastica (private della carta e completamente vuote, schiacciate in orizzontale), flaconi vuoti del detersivo, vaschette trasparenti o in polistirolo espanso per alimenti (carne, affettati, uova, etc.), contenitori rigidi sagomati dei giocattoli (privati di fascette, nastro adesivo e parti in cartone), barattoli di yogurt puliti, reti per la frutta, etc..

È importante che gli oggetti di plastica siano puliti e privati di ogni parte di materiale diverso, inclusi i tappi.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

Nota: per quanto riguarda acciaio ed alluminio noi procediamo con una raccolta a parte che vi illustro di seguito.

 

Mamma: “Indovina dove va?” – “Quando bisogna metterlo fuori?”

Figlio: “Nel bidone con l’uomo con la bottiglia di plastica” – “Mercoledì sera”.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

Raccolta differenziata: secco indifferenziato.

Nel bidone del secco indifferenziato vanno inseriti tutti i rifiuti secchi che non possono essere riciclati ma che possono essere destinati ai termovalorizzatori ed essere utilizzati per la produzione di energia.

Nel mio comune il secco indifferenziato sono tutte le stoviglie di plastica monouso, i pannolini e gli assorbenti, tovaglioli di carta colorata o sporchi, il cartone sporco (ad esempio quello della pizza), penne, matite, spazzolino da denti, oggetti in ceramica e cristallo, videocassette, cd, ecc.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

 

Mamma: “Indovina dove va?” – “Quando bisogna metterlo fuori?”

Figlio: “Nel bidone con l’uomo con la lampadina” – “Lunedì e Giovedì sera”.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

 

Nota: per identificare l’indifferenziato abbiamo usato l’omino con la lampadina presente nel Kit Adesivo Uomo Differenziata associandolo al giorno della settimana. È comunque possibile acquistarli singolarmente ed associare ad ognuno il nome del rifiuto destinato a quel bidona, basta inserire la parola “Secco indifferenziato” nel riquadro in cui viene chiesto il “Cognome famiglia”.

 

Raccolta differenziata: vetro.

Nel bidone del vetro vanno inseriti bottiglie, flaconi, barattoli e bicchieri opportunamente svuotati e lavati nonché privati di tappi e di etichette.

Non vanno inseriti in questo bidone gli specchietti (vanno nel secco indifferenziato), lampadine (sono rifiuti speciali) e flaconi dei farmaci (anche quelli sono rifiuti speciali).

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

 

Mamma: “Indovina dove va?” – “Quando bisogna metterlo fuori?”

Figlio: “Nel bidone con l’uomo con il bicchiere” – “Domenica sera”.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

Raccolta differenziata: alluminio e acciaio.

Nel bidone dell’alluminio e acciaio vanno inseriti barattoli per conserve (sempre opportunamente svuotati, puliti e privati di etichetta) e lattine per bevande, pentole, scatole metalliche per dolci o cioccolatini, tappi a corona di bottiglie e barattoli, bombolette spray per alimenti o igiene personale, fogli di alluminio da cucina puliti, scatole per alimenti in alluminio pulite.

Come insegnare ai bambini la raccolta differenziata

 

Mamma: “Indovina dove va?” – “Quando bisogna metterlo fuori?”

Figlio: “Per ora nel bidone senza simbolo ma la mamma ha detto che comprerà un altro adesivo con la scritta alluminio” – “Mercoledì sera”.

 

 

 

 

 

Fonte immagine di copertina Ingimage con licenza d’uso ID: 03A49093 – 02A16TTN

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