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Bambina prematura in TIN: il momento più spaventoso

La mamma di una neonata prematura ricoverata per 100 giorni in TIN racconta il momento più spaventoso della vita di sua figlia

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

17 Novembre 2017

La foto che vedete qui di seguito posta in apertura di articolo ritrae Stephanie Durfee in quello che lei stessa ha descritto come il momento più spaventoso della vita di sua figlia.

Nel mese dedicato  alla sensibilizzazione per la terapia intensiva neonatale (NICU Awareness Month), la donna ha voluto ricordare così quei terribili attimi vissuti insieme alla sua neonata prematura in TIN.
 

Bambina prematura in TIN: il momento più spaventoso

 
bambina prematura in tin neonata NICU

“Non tutto il nostro tempo trascorso nell’Unità di terapia intensiva neonatale è stato dedicata alla lettura o alla canguro terapia. Una parte di quel tempo è stata spesa temendo per la vita di Addie”.

Inizia così il post che Stephanie ha pubblicato sul suo profilo Instagram lo scorso 10 settembre.
 
La coraggiosa mamma fa riferimento ad un particolare episodio che vede protagonista la sua bambina prematura in TIN, nello specifico racconta il momento in cui ha davvero temuto per la vita della piccola.

Quel giorno infatti sia lei che suo marito John furono chiamati dalla TIN ed avvertiti di un peggioramento delle condizioni della piccola Addie.

“Quando siamo arrivati ​​alla NICU (Neonatal Intensive Care Unit) c’era una folla nel suo angolo […] Mentre ci avvicinavamo, abbiamo visto i loro volti lunghi. Ci hanno guardato con un’aria quasi di scusa per la nostra perdita”.

A differenza delle altre volte, quelle piccole ma grandi battaglie che la bambina prematura in TIN era riuscita a superare durante i suoi oltre 100 giorni trascorsi in unità di terapia intensiva neonatale, Stephanie racconta che stavolta nessun medico o infermiere li aveva rassicurati.

Al contrario, tutti apparivano molto preoccupati per le sorti della piccola guerriera.
 
 

Un post condiviso da She Got Guts (@addie.belle) in data:


 
 

“Addie sembrava terribile. La sua pelle di solito rosa era di un blu grigiastro. Aveva già il tubo per respirare in gola. La sua pancia era enorme e così tesa che si vedeva ogni vena. Non si stava muovendo. A malapena aprì gli occhi, lo fece solo una volta”.

 

In quel preciso istante, osservando la loro bambina prematura in TIN, tutte le certezze date dai piccoli progressi fatti in quei giorni sembravano sgretolarsi al suono di un’unica terribile parola: enterocolite necrotizzante (NEC).

 
Adeline, questo il nome completo di Addie, una bambina nata a 26 settimana con un peso di 680 grammi, lunga circa 30 cm, aveva contratto la tanto temuta infezione considerata tra le maggiori cause di morte per i neonati prematuri ricoverati in unità di terapia intensiva neonatale.
 
Il racconto di Stephanie si conclude con un hashtag nel quale è racchiuso l’incredibile e sorprendente epilogo di questa storia: #necsurvivor.

Ebbene si, Addie, quella piccola e minuscola bambina prematura in TIN ce l’ha fatta!
 
Certo, la salita non è ancora terminata ed il suo cammino, come anche quello dei suoi genitori, sembra riservare loro ancora diversi ostacoli, tuttavia hanno imparato ad affrontare tutto, ma soprattutto hanno imparato a non perdere mai la fiducia e la speranza.
 
 

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Fonte: Instagram PopSugar

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