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Bambino ingestibile: figlio terribile, educazione e consigli pratici

Bambino ingestibile, iperattivo, stressato, depresso, ansioso, non ubbidiente e capriccioso: ecco cosa fare e non fare in base all'età. Consigli per un'educazione serena del figlio.

Federica Federico

di Federica Federico

19 Dicembre 2017

Un bambino ingestibile è agli occhi di tutti un figlio aggressivo, tendente all’irascibilità, sempre attivo e irrefrenabile, irrequieto e poco rispettoso della figura adulta, incapace di gestire un’attività di gioco (personale o sociale) in autonomia e con continuità.

 

Da cosa nasce la condizione di bambino ingestibile?

 

Essa non è figlia del carattere, questo è bene dirlo subito perché se l’indole è una traccia su cui il bambino si muove saranno l’ambiente, le regole e le abitudini a fare la differenza.

bambino ingestibile educazione

Gli psicologi infantili, la pedagogia moderna e persino i pediatri lo stanno affermando a gran voce: le giovani generazioni corrono il grosso rischio di crescere in una pericolosa condizione di isolamento emotivo e sociale.

 

Complice l’avvento della tecnologia, spesso usata malamente e solo come baby sitter elettronica; complice lo stress lavorativo che miete vittime tra madri e padri;  complice il sempre maggiore isolamento delle famiglie all’interno dei contesti sociali, dove manca la vita di quartiere, quella parrocchiale o anche solo la condivisione del cortile sotto casa da parte dei bambini; avviene che le generazioni di fanciulli di oggi siano spesso prigioniere delle abitazioni!

 

I bambini fanno poco sport; sono sovraccaricati di compiti; non coltivano passioni personali; non frequentano abbastanza i coetanei; dipendono dagli adulti e non aiutano in casa, quindi peccano in autonomia; hanno una esplicita avversione alla noia; sono poco avvezzi alla manifestazione dei sentimenti perché mancano di una affettività strutturata ed espressa; non accettano i no e le limitazioni; dormono poco e male e si alimentano sempre peggio.

 

Difetti attentivi, iperattività, stress, depressione, obesità sarebbero tutte concause di un unico male: una vita frenetica e egocentrica in cui il bambino non è più parte di un tutto (famiglia, scuola, parrocchia, società) ma è solo.

 

 

Il bambino è solo in casa per molte ore perché i genitori lavorano e i figli sono affidati ai nonni, cosa fare?

 

L’ingistibilità di un bimbo può essere una reazione all’isolamento ambientale e sociale. Fa bene una passeggiata quotidiana al parco per interagire con altri bambini e va evitata una lunga permanenza dinanzi alla televisione o ai videogiochi.

 

Molto spesso il bambino ingestibile è quel figlio che non si confronta comunemente con altri bambini, con regole precise, con strutture e contesti in cui la sua solitudine e il suo IO siano costretti a rompersi e sacrificarsi dinnanzi al NOI, alla collettività.

 

E’ qui che entra in gioco lo sport.

 

La pigrizia è la prima conseguenza della prigionia fisica del bambino in casa. La passione per lo sport aiuta il piccolo a vincere la pigrizia, instilla in lui il senso vero e profondo della regola, aiuta a comprendere il valore della condivisione e riesce persino a indirizzare il bambino verso la cura della persona e del corpo, favorendo, ove possibile, una migliore predisposizione alla sana alimentazione.

 

Pertanto per “recuperare” il bambino ingestibile lo sport è più che una possibilità, con la guida dei giusti maestri è una vera opportunità educativa.

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Il bambino è sempre in movimento, anche in casa non sta fermo un attimo e spesso mette in pratica attività persino pericolose. Non accetta di essere ripreso, fermato o indirizzato. Cosa fare?

 

Ci sono bambini che hanno paura della noia, fondamentalmente questa angoscia discende da un errore dei genitori moderni portati alla iperstimolazione del bambino: mille giochi, mille impegni e una vita calcolata senza tempi morti ma carente in riposo, socialità e noia.

 

I bambini hanno bisogno di annoiarsi, di perdersi nel non far nulla e di industriarsi nella ricerca del cosa fare. La noia è un banco di prova della fantasia perciò il segreto per una educazione volta alla stimolazione profonda degli interessi dei bambini deve tenere conto della necessità di lasciare loro degli spazi vuoti da riempire cercando le proprie propensioni, sperimentando attività nuove e creative.

 

Mio figlio non fa niente da solo, è un bambino ingestibile a cui devo fare tutto io: allacciargli le scarpe, vestirlo, pettinarlo, eccetera …

 

Il rapporto bambino adulto deve essere ben lontano dal divenire una relazione di dipendenza fisica ed emotiva. Il bimbo deve essere osservato e guidato ma poi liberato alla vita.

 

Per rendere possibile tutto ciò è importante che i l’adulto educhi il bambino all’autonomia: autonomia vuol dire pratica sperimentazione delle proprie capacità dirette verso un obiettivo concreto. Maria Montessori diceva che il bambino va aiutato a fare da solo, questo vuol dire che sostituirsi al figlio non equivale ad aiutarlo quanto piuttosto ad ostacolarlo.

 

Vestirsi da solo, preparare la cartella, pettinarsi, lavarsi i denti devono diventare piccoli obiettivi capaci di segnare una serie di successi personali che vanno conquistati come tappe di responsabile crescita.

 

 

Un bambino ingestibile, laddove non voi siano cause fisiologiche dietro i comportamenti eccitati del bambino, è spesso un bimbo insoddisfatto.

 

La prima soddisfazione del bambino risiede nell’affetto del genitore pertanto instaurare un dialogo costruttivo che si realizzi con parole, affettuosità, abbracci e coccole serve a implementare l’amore. Laddove l’amore è la prima ragione di soddisfazione per i bambini.

I genitori non dovrebbero mai fare a meno di condividere con i figli uno spazio di affetto quotidiano, nemmeno quando il lavoro ci divide da tutto e da tutti, ci stanca, ci deprime e ci distrugge emotivamente.

 

 

L’irritabilità del bambino, l’irrequietezza e la tendenza a manifestare un emotività fragile possono essere anche figlie di un ritmo di vita disequilibrato, questo incide particolarmente sui bambini piccoli e piccolissimi.

 

Cosa fare per evitare che la metrica quotidiana crei stress nel bambino?

 

Creare un rito della ninna stabile; per i bimbi più grandi conta la stabilità delle ore di sonno e sarebbe importante allontanarli da fonti di stimolazione visiva; mangiare bene e fare una sana alimentazione consumando la cena ad una congrua distanza dall’ora del riposo per non andare a letto appesantiti; far precedere il sonno da attività distensive, come leggere una fiaba. E’ inoltre indispensabile dormire per un congruo numero di ore, regola valida per tutti e sopratutto per i bambini.

 


Fonte immagini Ingimage con licenza d’uso

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