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Depressione post partum e solitudine: come riconoscere i sintomi

Depressione post partum e solitudine: sintomi fisici e comportamentali della neo mamma che possono manifestarsi come segnali di allarme e richieste di aiuto

Carla Gozzer

di Carla Gozzer

10 Gennaio 2018

La vita di una donna si trasforma completamente con l’arrivo di un bambino, rimettendo in discussione tutti gli equilibri e le certezze precedenti. Affrontare questo cambiamento può non essere facile e il sostegno dei propri cari è essenziale alla neomamma per affrontare possibili conseguenze come depressione post partum e solitudine.

La donna divenendo mamma acquisisce nuovi e importantissimi compiti e doveri nei confronti del figlio. Questa nuova vita, specialmente nei primi tempi, dipende esclusivamente da lei. Le continue necessità del bambino stancano tantissimo la mamma, che è già sotto pressione a causa dei numerosi cambiamenti a cui deve adattarsi.

Al suo ruolo di donna, di figlia, di moglie, di lavoratrice se ne aggiunge un altro che richiede così tante energie da sembrare l’unico realmente importante.

Questo può portare a un senso di perdita della propria identità, non perché non si è forti abbastanza, ma semplicemente perché si è stanche e confuse. Anche gli squilibri ormonali, l’allattamento o il fatto di vedersi diverse, magari meno attraenti o meno curate, aumentano il disagio che una donna che ha appena partorito deve superare. Spesso una neo-mamma si trova ad affrontare da sola questo cambiamento e può andare incontro a stati d’animo che spaventano, come l’ansia, la preoccupazione, la paura di non essere all’altezza: tutti fattori che aumentano il senso di depressione post-partum e solitudine.

depressione post partum e solitudine mamma

Depressione post partum e solitudine – medici e psicoterapeuti differenziano la depressione post parto in tre tipologie:

 

  • il baby blues, la forma più frequente e più fisiologica,
  • la depressione post partum
  • e la psicosi, che è invece la forma più grave, ma per fortuna anche la più rara.

Sia i medici che gli psicoterapeuti possono prescrivere una terapia. I medici si occupano della terapia farmacologica, gli psicoterapeuti della terapia psicologica.

Quando ci si rende conto che qualcosa non va prendere contatti con uno specialista o entrambi può essere un passo importante verso il proprio benessere.

 

Depressione post partum e solitudine: come accorgersi che qualcosa non va e che la mamma si sente sola

Bisogna prestare particolare attenzione alla quotidianità. Potrebbero verificarsi cambiamenti nel sonno o nell’appetito sia in eccesso che in difetto.

Si può avere difficoltà a dormire e sentirsi oppresse da così tanti pensieri da non riuscire a prendere sonno. Oppure potrebbe capitare di non aver voglia di alzarsi dal letto, considerare inutile sforzarsi di seguire la routine quotidiana o anche non ritrovare il solito piacere nel praticare il proprio hobby prediletto.

Sentirsi stanchissima per una mamma alle prese con un neonato è normale, ma bisogna fare attenzione quando questo senso di affaticamento, di vuoto, di mancanza di energie è permanente: potrebbe essere un segnale di un inizio di depressione post-partum e solitudine.

Dopo notti insonni, passate a lenire il pianto sconsolato di un neonato, è più che giustificato sentirsi nervose e spossate.

Sintomi della depressione post-partum però possono essere sbalzi d’umore immotivati oppure se si percepisce un persistente senso di irrequietezza: rimanere a fine giornata con la sensazione di non aver concluso qualcosa o vivere la giornata con mille pensieri non conclusi.

Inoltre alla nuova mamma potrebbe capitare di sentirsi triste, disperata oppure oppressa come da un macigno: pensare di valere molto poco e sentirsi in colpa, inutile o impotente di fronte a situazioni che sembrano insormontabili.

Può capitare che nei giorni subito dopo la nascita la neomamma sviluppi una sorta di intolleranza verso gli altri o verso se stessa che si traduce in un’irritabilità generalizzata. Basta quello che a prima vista sembra un nonnulla per farla scoppiare e andare in escandescenze.

In caso di depressione post-partum, inoltre può mancare la voglia di incontrare altre persone e piuttosto si preferisce rimanere a casa, come anche si può tergiversare nel prendere appuntamenti che comportano relazioni pubbliche. Un forte senso di solitudine inoltre porta anche una scarsa volontà nella cura di sé stessa: ci si trascura, non per la fisiologica mancanza di tempo, ma perché non si ha piacere nel sentirsi in ordine.

Inutile dire che comportamenti di questo tipo aumentano il senso di isolamento della mamma che trova sempre più difficoltà a relazionarsi e confrontarsi con gli altri.

Anche le crisi di pianto ricorrenti e senza un apparente motivo possono essere segnali di allarme:

una crisi di pianto dopo un pomeriggio che il cucciolo ha dormito sì e no 20 minuti (e neanche di seguito) è più che giustificata! Ma se il pianto è persistente anche nei momenti di relativa calma, bisogna iniziare a valutare la situazione.

Altri sintomi della depressione post-partum sono anche l’incapacità di prendere decisioni repentine, problemi di concentrazione e di memoria.

Questi sono tutti segnali che dovrebbero far riflettere sia la mamma che chi le sta intorno. Le persone intorno alla neomamma sono importantissime nell’aiutare chi ha appena avuto un figlio a riconoscere situazioni che potrebbero sottolineare la presenza di depressione post-partum.

Quando i sintomi che denunciano una condizione di depressione post partum e solitudine non vengono riconosciuti in tempo dalla mamma o da chi le sta vicino, questo malessere potrebbe peggiorare.

Nei casi più impegnativi (gravi) nella mente di una mamma depressa possono presentarsi pensieri di morte verso il nascituro o verso se stessa oppure si può sviluppare un disinteresse patologico verso il neonato. Sono segnali a cui chi vuol bene alla nuova mamma deve prestare attenzione e per accorgersene deve essere presente nella vita della stessa.

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Depressione post partum e solitudine: Consigli utili per la mamma

Una neomamma non deve aver paura di riposarsi. Quando il bambino dorme, si può dormire, farsi la doccia, prendersi del tempo per sé, vedere quel telefilm registrato da una settimana, chiamare un’amica per fare due chiacchiere, mettersi lo smalto, leggere un libro o sfogliare una rivista senza sensi di colpa.

Pazienza se rimane quel filino di polvere sulla mensola o se i piatti rimangono nel lavello un paio di ore in più.

Una neomamma ha un compito importantissimo: prendersi cura del neonato. Ma prima deve imparare a farlo; può capitare di sbagliare, ma nulla è irrecuperabile! Nessuna donna nasce già mamma, nessuna mamma è perfetta per tutti. La perfezione non esiste: impariamo a chiedere a noi stesse il giusto. In questo modo riusciremo a dare a nostro figlio quello di cui ha più bisogno: una mamma che sta bene e che quindi può dedicarsi a lui nel migliore dei modi!

Inoltre a fine giornata è molto più gratificante rendersi conto di essere riuscita a fare qualcosa in più di quello che si era programmato, piuttosto che fossilizzarsi su cosa non si è concluso.

Da ricordare anche che diversi medici sottolineano l’importanza di una buona alimentazione, ricca di vitamine e nutrienti e la necessità di fare qualche bella passeggiata all’aria aperta con il bambino, scegliendo magari giornate di sole e percorsi non particolarmente stancanti.

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