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I bambini possono assiste al parto naturale: Sì o No

Posto che la nascita è un evento fisiologico in cui il corpo della donna dà la vita, e legittimo domandarsi se i bambini possono assiste al parto naturale.

Federica Federico

di Federica Federico

10 Gennaio 2018

I bambini possono assiste al parto naturale? Ovvero i fratelli possono accogliere il neonato nel momento stesso in cui viene al mondo?

 

Non esiste una risposta certa a questa domanda, qui proveremo a individuare i pro e i contro di una scelta così tanto particolare, pur messa in essere da qualche donna nella sua vita da mamma.

 

Rispetto all’arrivo di un nuovo bebè in famiglia, la sola cosa certa è che i fratelli vanno preparati all’evento nascita e all’accoglienza del piccolo. La gravidanza può essere persino il momento della curiosità sul come il bimbo sia finito nella pancia della mamma.

Altrettanto certo è il fatto che i bambini (in modo particolare le bambine) non devono temere l’idea del parto ma debbono essere educate a vivere la bellezza della venuta al mondo.

 

Parlare di anatomia e di amore, questo vuol dire rispondere alle domande dei bambini coniugando gioia e verità senza troppe fantasie. Già in età scolare, ovvero intorno ai 6 anni i bimbi sono alla scoperta del loro corpo e possono vantare il diritto di avere risposte efficaci alle domande che pongono.

I bambini possono assiste al parto naturale fratelli

Prima di affrontare la nostra domanda (ovvero prima di stabilire se i bambini possono assiste al parto naturale) va chiarito il concetto stesso di parto naturale.

 

Il parto naturale è quell’insieme di fisiologiche risposte del corpo alla pressione della nascita: c’è un bimbo, maturato nel ventre, che è pronto a venire alla luce e il fisco della madre ne asseconda l’istinto a farsi spazio nel mondo.

Volendo già questa è una buona risposta da dare ad un fratello in età scolare.

 

Le mamme raccontano che il dolore del parto si dimentica nell’abbraccio col bambino e questo vale sia per il parto naturale che per quello cesareo (con riguardo al parto cesareo, per ovvie ragioni, non è però ammessa assistenza familiare se non talvolta e in modo assolutamente ristretto, qualche volta infatti assiste solo il papà). A dirla tutta, la verità non è che il dolore fisico svanisce dopo il parto, la verità sta nel fatto che la donna si ricongiunge al suo bene più grande: il bambino che ha generato. Riconnettendosi al figlio dopo il distacco del parto (distacco che mette ansia e paura) niente ha più un valore paragonabile all’amore che si prova: tutti i sacrifici fatti, tutto ciò che si è patito e vissuto sono meno rispetto alla pienezza del sentimento materno.

 

Il parto naturale va pensato in quest’ottica: è un atto d’amore da vivere nella sua spontaneità.

 

 

La modernità ha costretto tutti noi, e persino le mamme, a perdere di vista la spontaneità ma la gravidanza e il parto, per la loro stessa natura meravigliosamente imprevedibile, possono riportarci a essere spontanei.

 

Il parto naturale sta ritornando ad essere considerato come l’epilogo fisiologico della gravidanza e grazie al rifiorire di una cultura che mette la donna al centro dell’evento nascita si sta gradatamente favorendo una minimizzazione della medicalizzazione del parto.

 

Sopratutto oltre i nostri confini, la pratica del parto in casa sta tornando ad essere un’alternativa alle nascite in strutture sanitarie. Diciamo subito che l’assistenza è d’obbligo, aggiungiamo che è indispensabile che la gravidanza sia stata fisiologica e a “rischio zero” e sottolineiamo che la prossimità di una struttura sanitaria deve essere tale da renderla facilmente raggiungibile.

 

“Rischio zero” è virgolettato non a caso, in realtà il margine di rischio in un parto non può mai essere pari allo zero, qui si vuole solo intendere che debbono mancare condizioni prevedibili di pericolo.

 

Le storie di parti in casa davanti ai fratellini non sono però invenzioni, ci sono madri che hanno fatto questa scelta e alcune mamme la raccontano, complici anche i social.

Love What Matters ha pubblicato la foto di un primo abbraccio tra fratelli. L’immagine è stata immortalata dopo che la mamma di questi due bimbi ha avuto un parto naturale in casa alla presenza della primogenita.

Stando a questo racconto, la bambina accarezzava la mamma durante il travaglio e ha fatto il tifo per lei nella fase espulsiva. Quando il bimbo è nato, dopo il contatto pelle a pelle con la madre e sincerate le buone condizioni di salute del bebè, l’ostetrica ha invitato la sorellina a mettersi suo fratello sulla pelle. E’ stato così ce si sono incontrati.

 

Questa storia è un esempio di positiva risposta alla questione “I bambini possono assiste al parto naturale”. Va detto però che ci sono pro e contro e persino regole valide sempre.

I bambini possono assiste al parto naturale della mamma

I bambini possono assiste al parto naturale? Sì, ma …

 

I bambini possono assistere al parto naturale ma devono avere abbastanza discernimento, ovvero debbono essere dotati di una buona maturità emotiva che li porti a capire che oltre il sangue, il dolore e la tensione c’è l’amore.

 

La scelta di fare assistere un fratellino al parto è una scelta di enorme responsabilità: la mamma diventa vulnerabile, resta nuda e non solo fisicamente, si trasforma aprendosi alla vita. Questa condizione deve fare già parte della previsione del bambino e non deve piombargli addosso come un’inaspettata condizione in cui non si immaginava di vedere sua madre. In altre parole il fratello va preparato. Conoscenza dell’anatomia umana, capacità di entrare in empatia col genitore, zero imbarazzo sono condizioni indefettibili nel caso si pensi di coinvolgere i fratellini nel momento del parto.

 

Personalmente non è una scelta che farei. La mia opinione è che la naturalezza del parto può essere trasmessa ai figli senza che debbano assistere alla nascita. Stesso discorso vale per il coinvolgimento, oltretutto può essere persino migliore e più sereno un incontro senza condizionamenti nuovi (come inevitabilmente lo sono il sangue, la vista del cordone, lo stato emotivo della mamma in travaglio, eccetera).

 

I bambini possono assiste al parto naturale? No perché …

 

La scelta comune e più diffusa di partorire in privatezza dipende da un istinto naturale: la donna che partorisce asseconda un istinto unico, ovvero accompagna il bambino alla nascita. Facendolo è travolta dalle modifiche sostanziali del suo corpo e vive sensazioni immediate, non prevedibili, altalenanti e complesse. Questo stravolgimento fisico ed emotivo può essere impressionante, lo è talmente tanto che talvolta anche gli adulti ne restano pervasi, basti pensare al papà che sviene davanti al figlio che nasce.

 

I bambini vanno preservati; siccome nessuno può prevedere l’impatto emotivo che l’assistenza al parto avrà sul bambino va rispettata la scelta di tenerli lontano dal luogo della nascita.

Ogni parto porta con sè una percentuale di rischio. Siccome è impossibile che una nascita sia a rischio zero, va rispettata la posizione di chi non coinvolge i bambini temendo che possano intervenire condizioni di emergenza o di importanza tali da turbarli.

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