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Depressione postpartum e solitudine: mamma depressa

Depressione post partum e solitudine: apatia, isolamento, irascibilità, nervosismo, ansia, quando il bambino piange la mamma non ce la fa. Ecco come aiutare

Carla Gozzer

di Carla Gozzer

22 Gennaio 2018

Laddove nella donna che ha appena avuto un figlio si riconoscano sintomi di  depressione postpartum e solitudine: si deve dare e\0 chiedere aiuto!

 

La mamma depressa è innanzitutto una donna stanca che ha bisogno di motivazioni, sostegno, riposo, tempo per sè e conforto; la mamma che soffre di solitudine è una donna affaticata ma incapace di chiedere aiuto, spesso la sua incapacità dipende da una mancata attenzione e\o predisposizione all’aiuto di chi le sta intorno.

 

La mamma depressa è la prima a rendersi conto di essere sul punto di cedere, è allora che deve chiedere aiuto. Perché lo faccia, ovvero perché la madre si dimostri propensa a richiedere sostegno, è necessario che passi un messaggio: essere aiutati non è segno di debolezza.

 

Depressione postpartum e solitudine mamma

 

La famiglia, intesa come prodromico nucleo della società è il luogo migliore per prevenire e vincere depressione postpartum e solitudine

 

Proprio la famiglia dovrebbe farsi carico anche delle responsabilità di sostegno, l’esercizio del sostegno materiale è però una realtà che sfugge al singolo, colpa, forse, di una società che tende fortemente all’individualismo.

 

Chissà perché quando arriva un bambino improvvisamente l’intera famiglia si ricorda il tuo indirizzo: tutti vengono a curiosare, quasi nessuno ad aiutare!

Se si ha una certa familiarità con l’ospite si può chiedere senza farsi molti scrupoli un aiuto pratico: se per una volta il pannolino lo cambia la suocera, può essere l’occasione giusta per rilassarsi un momento: in fondo il padre dei vostri figli è sopravvissuto fino all’età di procreare! Una zia, una sorella, un’amica che magari decidono di passare 5 minuti ad intrattenere il bambino sono aiuti da non negare a se stesse. Potrebbero addirittura accettare di lavare i piatti!

Depressione postpartum e solitudine: verbalizzazione dei sentimenti

 

Per sconfiggere depressione post-partum e solitudine, è importante parlare con chi ci sta vicino di qualsiasi dubbio o incertezza: meglio passare per ansiosa o paranoica che avere un macigno nella testa e nel cuore.

 

Gli stati ansiogeni nel lungo periodo possono avere conseguenze ben peggiori.

 

Il confronto con altre mamme, anche in maniera anonima, aiuta a superare alcune ansie e preoccupazioni: le difficoltà più insormontabili potrebbero essere risolte facilmente da qualcuno che magari ci è passato qualche anno prima oppure ricondotte a un senso pratico grazie alle diversità che ci sono tra mamma e mamma. Partecipare a community di mamme anche attivamente può, in questo senso essere un bene. Visita la community di Vita da Mamma se senti di avere bisogno di confronto e conforto.

 

Depressione postpartum e solitudine: consigli utili per chi vuol bene alla neomamma

Le persone intorno alla neomamma, specialmente nel primo anno de bambino, devono essere un sostegno per la neomamma e assolutamente non devono costituire un altro pensiero.

 

  • Depressione postpartum e solitudine: non lasciate sole le neomamme

Può sembrare una buona idea quella di “lasciare la neomamma tranquilla” perché sembra presa da mille cose, perché le è cambiata la vita e ha bisogno di adattarsi e per altre motivazioni che a prima vista sembrano molto sensate, ma in questo modo non è possibile rendersi conto di un eventuale problema e rispondere alle sue effettive necessità.

 

Se un’amica da poco mamma improvvisamente sparisce, chiamiamola o presentiamoci a casa sua con un bel dolce: è inutile aspettare settimane che sia la mamma ad organizzare l’incontro. Che stia bene o che soffra di depressione postpartume e solitudine , probabilmente le nuove incombenze e responsabilità e le poche ore di sonno non le permetteranno di ricordarsi di fare una telefonata.

 

  • Depressione postpartum e solitudine: l’aiuto pratico è il regalo più gradito

 

Un aiuto pratico, anche se non richiesto, può essere ben accetto. Può essere carino presentarsi con un pasto cucinato o ci si può proporre per sciacquare i piatti, stendere la lavatrice, lavare il biberon o preparare il caffè.  Non bisogna aver paura di offendere, se fatto con amore ogni aiuto pratico toglie alla neomamma un piccolo grande peso.

depressione postpartume e solitudine aiuto

Depressione postpartume e solitudine: la famiglia e gli amici sono necessari

 

A volte la mamma, sommersa di pannolini, latte, cremine varie e consigli non richiesti, ha bisogno di un contatto adulto, cioè di parlare di qualcosa di diverso da pannolini, latte, poppate, cremine e cacca. Molto più spesso può essere salutare costringerla ad uscire anche solo per un caffè al bar di fronte casa o una cena con gli amici al ristorante dietro l’angolo.

 

Riprendere seppur in misura ridotta i contatti con la realtà al di fuori delle mura di casa può essere un valido sostegno per una donna che ha avuto da poco un bambino, così come il mantenere viva l’amicizia, coltivare il rapporto di coppia (un fiore ogni tanto è un regalo sempre gradito!) e sentire l’affetto delle famiglie di origine.

 

Indipendentemente dal ruolo che si ricopre, bisogna ricordarsi che la vita di questa donna è stata sconvolta dall’arrivo di un piccolo esserino invadente che monopolizza tutte le sue attenzioni. Il partner, la famiglia, gli amici veri sono i pilastri che non devono mancare in questo percorso di cambiamento e di riscoperta di se stessa: sono le persone che conoscono meglio la neomamma e che quindi sono in grado di ascoltare e riconoscere i possibili segnali di qualcosa che non va, anche quando magari lei stessa è la prima che non se ne accorge.

Come non sentirsi perdute dopo aver partorito


Fonte immagini Ingimage con licenza d’uso

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