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Matvey Zakharchenko: neonato ferito in un incendio

Questa è la storia di Matvey Zakharchenko un neonato sano rimasto coinvolto in un incendio 3 giorni dopo la nascita. Ecco com’è oggi la sua vita

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

10 Gennaio 2018

La storia di Matvey Zakharchenko ha conquistato il cuore di molti e, ancora oggi, sono tante le persone che continuano a seguire i suoi miracolosi progressi.

Nato sano, Matvey è rimasto coinvolto in un incendio divampato in ospedale quando aveva solo 3 giorni di vita. Un incidente che gli causò ustioni sul 75% del corpo e il 15% degli organi interni.
 
A tre anni da quella tragedia, dopo esser stato rifiutato da sua madre, il piccolo ha ritrovato la serenità grazie ad una famiglia adottiva ma soprattutto grazie ai medici che operazione dopo operazione gli stanno consentendo di avere una vita il più normale possibile.
 

Matvey Zakharchenko: neonato ferito in un incendio.

 
Matvey Zakharchenko: neonato ferito in un incendio
 
La storia di Matvey Zakharchenko ha inizio il 16 novembre del 2014. Quel giorno Ekaterina Zakharenko, una giovanissima mamma di 19 anni, diede alla luce un bambino sano del peso di 3 kg presso l’ospedale di maternità di Tula, città della Russia europea centrale, situata sul fiume Upa.

Come riportano i giornali locali, il neonato, insieme ad altri piccoli, furono sottoposti ad una procedura standard denominata “terapia della luce” (fototerapia).

Questa tecnica, che come suggerisce il nome si basa sull’uso di una luce emessa da particolari lampade, viene adottata nei reparti neonatali per ridurre l’ittero nei neonati, ovvero quella tipica colorazione giallognola della pelle, chiaro sintomo dell’innalzamento eccessivo dei livelli di bilirubina nel sangue.
 

Matvey Zakharchenko: neonato ferito in un incendio

Il piccolo Matvey prima dell’incidente


 
Il 19 novembre, ossia tre giorni dopo la nascita di Matvey Zakharchenko, avvenne la tragedia.
 
Secondo i primi rilevamenti effettuati dalle forze dell’ordine impegnate nell’indagine, i neonati furono sottoposti alla fototerapia ma vennero lasciati completamente soli. Il personale medico addetto alla loro cura e vigilanza infatti si era spostato in una saletta medica situata nel corridoio.

Gli infermieri vennero richiamati all’attenzione solo dopo l’attivazione del sistema di allarme antincendio che segnalava la presenza del fuoco.
 
Durante la sessione di fototerapia i cavi situati all’interno di una delle lampade utilizzate per il trattamento presero fuoco causando l’esplosione della lampada stessa ed il conseguente incendio nel quale rimasero coinvolti due neonati.

Infatti oltre al piccolo Matvey Zakharchenko, che ricordiamo riportò ustioni sul 75% del corpo e ustioni sul 15% degli organi interni, anche un’altra bambina rimase ferita. La neonata riportò ustioni sul 10% del corpo del suo corpicino.
 
Entrambi furono ricoverati nel reparto di terapia intensiva ma solo Matvey fu in seguito trasferito presso l’ospedale pediatrico di Mosca dove fu sottoposto ad una serie di interventi mirati a rimuovere parte della sua pelle bruciata.
 
Matvey Zakharchenko: neonato ferito in un incendio
 

Matvey Zakharchenko: la storia che ha commosso la Russia.

 
Scioccata per quanto successo, ma soprattutto spaventata per il futuro incerto del suo bambino, alcuni mesi dopo il tragico incidente Ekaterina decise di rinunciare a suo figlio dichiarandolo disponibile per l’adozione.

La decisione della madre del piccolo Matvey Zakharchenko scatenò nel paese una vera e propria gara di solidarietà.
 
Nonostante le gravi lesioni riportate, la prospettiva di molteplici interventi seguiti da lunghe terapie, sia fisiche che psicologiche, il bambino divenne uno dei più desiderati in Russia.

Nei mesi successivi la tragedia, una volta che le condizioni del piccolo Matvey Zakharchenko furono dichiarate stabili, il tribunale di Tula si occupò di due processi paralleli:
 

  1. Il primo vedeva gli infermieri accusati di “Causare gravi danni alla salute per negligenza”. Questi infatti furono ritenuti responsabili dell’incendio divampato nell’ospedale di maternità di Tula ma soprattutto delle gravi lesioni riportate dai due neonati;
  2. Il secondo faceva riferimento al caso di adozione di Matvey.

 
Furono tre le famiglie prese in esame dal tribunale e, dopo diversi rinvii e la rinuncia improvvisa da parte di un possibile genitore adottivo, nel febbraio del 2016 il bambino fu ufficialmente dato in adozione alla famiglia che lo aveva ospitato nei mesi antecedenti la decisione dei giudici.
 
Oggi Matvey ha una nuova mamma, Svetlana, che lo ha accolto nella sua famiglia e che lo ama e cresce al pari dei suoi due figli naturali.

Il bambino deve ancora affrontare una lunga riabilitazione e deve sottoporsi ad altre operazioni, un percorso medico che si svolge tra l’ospedale pediatrico di Tula e quello di Mosca.
 
Il 16 novembre scorso ha compiuto 3 anni e, come viene raccontato sul blog a lui dedicato, in autunno è stato sottoposto ad una difficile operazione alle gambe che, si spera, un giorno possa permettergli di camminare.

“Ci vorrà molto prima che Matvey possa camminare – spiega la mamma adottiva del bambino – Spero che presto sarà in grado di muoversi con un deambulatore speciale. Nel frattempo, proviamo a gattonare”.

 


 
Matvey Zakharchenko viene descritto come un bambino che ama la musica e che adora disegnare con i colori a dito. Grazie alla riabilitazione, sta imparando a pronunciare i primi suoni e le sue prime parole come “papà, mamma, tata” ed a sviluppare capacità motorie.

La strada è ancora lunga e tutta in salita ma la forza di volontà non gli manca, merito anche di coloro che hanno saputo dargli così tanto amore.
 
 
 
Fonte: RiaN71 NTV 

 

 

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