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Madre e figlia morte a Crema: no suicidio ma omicidio, indagato il padre

Simona

di Mamma Simona

17 Ottobre 2011

Madre e figlia morte a Crema: no suicidio ma omicidio, indagato il pardeI fatti:

Il 21 luglio di quest’anno venivano trovate nella loro casa a Crema dagli investigatori, stesi su due letti i corpi morti di una mamma, Claudia Ornesi e di sua figlia di 2 anni, la piccola Livia.

Le bombole di gas disseminate in casa e i blister di Xanax, un ansiolitico della famiglia di benzodiazepine, non hanno tratto in inganno le forze dell’ordine….mancavano i riferimenti per poter pensare ad un suicidio, benché qualcuno si fosse adoperato per farlo sembrare tale.

Quando si arriva ad una decisione tanto disperata come quella di togliere la vita al proprio figlio e a se stesso, il gesto estremo è accompagnato da una condivisione del momento, un ultimo abbraccio per il passaggio dalla vita alla morte o ancora un messaggio di addio.

I due corpi si trovavano invece su due diversi letti.

rsacchiotto  all'esterno dell'abitazione Le investigazioni hanno portato ad un’ipotesi cruda e macabra, confermata dall’autopsia cui sono stati sottoposti i due corpi: non si è trattato di suicidio ma di omicidio.

Poco credibile era anche la tesi di un’eventuale depressione della donna, che è da tutti descritta come una donna solare.

Attualmente indagato per duplice omicidio e in custodia cautelare è Maurizio Iori, primario di oculistica dell’Ospedale di Crema, ex-compagno della donna e padre di Livia.

Dagli accertamenti ancora in corso, sembrerebbe che il medico abbia dapprima narcotizzato le vittime e poi attivato il gas per simulare il suicidio.

Il movente è ancora da accertare, le ipotesi più accreditate sono due:

  • La richiesta della donna di maggiore considerazione di questo padre latente nei confronti dell’ultima figlia e dunque di un concorso di mantenimento per la piccola fino alla maggiore età. L’uomo aveva già altri figli avuti da relazioni precedenti e sebbene avesse accettato formalmente la paternità della piccola Livia, stentava a riconoscere quella dignità che si deve ad un figlio, quasi nascondendone la presenza. Ciò avrebbe determinato tra i genitori forti scontri.

  • La donna avrebbe scoperto l’esistenza di una relazione attuale dell’ex compagno con un’altra donna.

Le accuse nei confronti dell’uomo sono supportate da ricostruzioni contrastanti dell’uomo, circa gli spostamenti della sera precedente all’omicidio.

La ricerca di prove accusatorie continuano anche se, pare, siano stati trovati elementi validi durante le perquisizioni dell’abitazione.
I genitori della vittima che combattono contro il duplice dolore per la perdita della figlia e della nipote, hanno l’amara consolazione che la figlia non sia stata l’autrice dell’omicidio-suicidio, ma attendono di sapere se il padre della bimba sia confermato essere l’esecutore dell’omicidio o meno.

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